Indolente Cuba

Un Paese ideale per il fai-da-te. Basta non avere fretta e tutto si risolve

  • di artemisia59
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Non è per niente facile parlare di Cuba. Negli occhi hai ancora il verde della sua natura, le palme e i carretti lungo la strada, i visi cotti e segnati della gente, il colore del mare, le pazzesche chevrolet di 60 anni fa. Poi c'è il canto dei galli al mattino, la musica nell'aria, i richiami per strada che sembrano lunghi lamenti o canzoni...

Ho desiderato visitarla un paio d'anni fa, guardando il film “ Lista d'attesa “di Juan Carlos Tablo. E' la storia di un gruppo di passeggeri cubani su un autobus che si sfascia, in una stazione semidistrutta. Le storie si intrecciano, la solidarietà e l'inventiva faranno riparare l'autobus e rendere la stazione un luogo dove vivere tutti insieme. Gli eventi sembrano svolgersi in un lungo lasso temporale, invece si tratta del sogno collettivo di una sola notte. Consiglio questo film a chi sta per partire o è già tornato.

Abbiamo fatto questo viaggio anche per capire, ma non è facile, perchè Cuba è un paese diverso dagli altri, sbilanciato da un grande debito verso la rivoluzione e un altro verso un futuro migliore, così come prosaicamente è sbilanciato tra i pesos nazionali con cui si compra l'indispensabile, e il bisogno di avere dei cuc per comprare quei beni che costano come e più che da noi.

Come in tutti i paesi in difficoltà, l'inventiva per lo sfruttamento del turista è la più varia, ma tutto sommato non siamo mai stati infastiditi. Ci dicono che questo sia solo perchè c'è molta paura della polizia. Non saprei dirlo, ma il clima è comunque per i visitatori molto tranquillo. Avrei potuto assolutamente viaggiare anche sola. Guardo le quasi 1000 foto fatte e devo dire che è un Paese molto fotogenico. Appare come il set di un vecchio film, invece è un posto vero, con la sua vita: colorata, sgarrupata, inventata, sognata, sofferta, bevuta, suonata, cantata e ballata.

PRIMA DI PARTIRE

Difficilissimo decidere cosa vedere in soli 11 giorni. Il mio programma, all'inizio troppo ambizioso, si riduce di giorno in giorno, anche grazie ai consigli di chi conosce bene Cuba, e mi fa notare che passare il viaggio in auto non è una grande idea. Inoltre non da sottovalutare la presenza dei figli pigroni. Fossimo stati solo io e mio marito credo avremmo visto il doppio delle cose. Così, scartando scartando, il viaggio resta circoscritto al giro circolare Havana – Trinidad – Cayo Coco – Cayo Santa Maria - Santa Clara - Havana. Non prenotare nulla, con i due figli al seguito, ci sembra un po' troppo azzardato, perciò, sul nuovo sito Cubareale webmode.it prendiamo contatti per le prime due notti all'Avana con assistenza dall'aeroporto. Prenotiamo anche la Casa particular a Trinidad tramite un amico di web. Entrambe le scelte si riveleranno vincenti.

1 aprile - PARTITI!

Air France non ci ha propriamente coccolati, e arriviamo con 2 ore di ritardo, sbattuti e affamati. Abbiamo anche viaggiato separati (uno a uno) e lontanissimi. Io poi sono stata imprigionata da due innamorati taglia XXL che hanno viaggiato dormendo abbracciati accanto a me, creando una vera montagna umana. Lunga fila di controllo. L'assicurazione viene chiesta solo a qualche passeggero a campione. Chi non ce l'ha può farla ora per 2 cuc al giorno. A chi ce l'ha e non viaggia solo, consiglio di fare una copia per ogni assicurato, perchè è complicato passarsela e non ci si può presentare tutti insieme al banco di controllo. Appena fuori, il cartello col nostro nome ci rassicura (1° volta nella vita!) e ci rilassiamo. Mio marito cambia un po' di euro in cuc al piano superiore, dove c'è meno fila che allo sportello vicino all'uscita al piano terra. Meglio non cambiare troppo in aeroporto: il cambio non è pessimo, ma alle cadeche è migliore

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