Due vegani a Cardiff

Un breve viaggio alla scoperta di una città che ha molto da offrire a tutti: golosi, sportivi, festaioli e non solo

  • di diamante81
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Osservando la pianta del quarto piano abbiamo notato che la nostra camera, insieme alle 405-411-412-413, è la più piccola. Non mi stupisco visto che abbiamo scelto la tariffa più economica, non rimborsabile e comprensiva di un buono di 5 sterline da spendere al bar dell’hotel, il Fitz’s Bar. Restiamo delusi, però, dallo stato generale della camera: una piastrella della vasca rotta, acqua sul pavimento quando si tira lo sciacquone, riscaldamento non funzionante. Inoltre, avendo scelto il fine settimana della partita abbiamo pagato 302,63 euro per 3 notti (di solito le tariffe sono più basse). In compenso tè e caffè sono stati forniti ogni giorno gratuitamente, ci hanno portato una stufetta per scaldarci (ci hanno proposto il cambio di camera ma non volevamo trovarci in una situazione peggiore), il personale è stato sempre gentile, sorridente e disponibile. Inoltre la 407 e la 405 si affacciano su St. Mary’s Street che, anche se più confusionaria, per noi è una bella visuale.

Lasciamo gli zaini e ci addentriamo nel centro storico di Cardiff che scopriamo essere davvero piccolo! Le vie principali e le Arcades (gallerie vittoriane) sono bellissime mentre gli stradoni ai margini e i vicoletti bui ci hanno fatto un po’ paura. Gli edifici classici sono spettacolari e quasi tutti ben tenuti. Le persone che abbiamo incontrato per strada erano tutte allegre e i bambini tutti vestiti a festa o mascherati.

Cardiff è proprio una città che fa ritrovare il buonumore!

Parlando di cibo c’è l’imbarazzo della scelta. I ristoranti vegani sono pressocché assenti ma tutti propongono almeno una opzione vegetariana e una vegana.

Noi ci siamo fermati da “Pret A Manger” (https://www.pret.co.uk/en-gb/find-a-pret/cardiff) nel St. David’s Dewi Sant per una deliziosa barretta vegana a 1,60 sterline per merenda mentre per cena abbiamo scelto di iniziare con il “Wagamama” (https://www.wagamama.com/), al piano terra della Cardiff Central Library. Per due centrifugati regular e due primi spendiamo 28 sterline alle quali aggiungiamo 2 sterline di mancia. Inutile dire che era tutto ottimo! Una particolarità del Wagamama è che i cuochi sono specializzati per settori pertanto potrebbe accadere che i cibi ordinati insieme arrivino al tavolo in tempi diversi. Noi siamo stati fortunati perché l’ordinazione ci è stata portata in meno di 15 minuti. L’unica vera pecca del posto è il caos all’interno. Il locale rimbomba del vociare dei clienti rendendo poco rilassante la sosta. Con il bel tempo è possibile mangiare fuori e penso che la sensazione sia migliore.

In mezza giornata abbiamo percorso tutte le vie del centro storico, dal Motorpoint Arena al Bute Park e dal Principality Stadium alla stazione di Queen Street. St. Mary’s Street resta imbattibile! Un tripudio di assurdità, colori, canti, dialetti e carnevalate.

Verso le 20 anche il venditore di hot dog se ne va con il suo carretto ma arrivano prontamente le venditrici di coroncine e orecchie luminose, cappelli scintillanti e corone di fiori finti. Le ragazze acquistano nonostante siano già ampiamente attrezzate con lustrini e fasce glitterate. Cardiff è la città degli addii al nubilato: almeno due in ogni locale … e qui ci sono decine di locali! Le persone urlano, cantano, ridono, bevono, si rendono ridicole con una normalità disarmante. Siamo proprio curiosi di sapere come sarà Cardiff domattina e, soprattutto, lunedì. Al momento ci piace molto.

Dopo una serata in giro per le vie del centro (non siamo tipi da pub e locali) ci rifugiamo nel nostro hotel. La finestra non è oscurabile ma le tende sono spesse e lasciano filtrare solo un po’ di luce

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