Un angolo di Paradiso vicino a casa...weekend a Capraia

Weekend all'isola di Capraia, perla dell'arcipelago toscano...un'isola stranamente inadatta al turismo balneare ma che sa regalare angoli di inaudita bellezza.

  • di telly81
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

24 giugno a Firenze significa “festa” e quest’anno per di più di venerdì…il che vuol dire la possibilità di staccare dal lavoro, peraltro in un momento intensissimo, per 3 giorni. Questa volta decido di tornare a rivestire il ruolo di piccola di casa e ne approfitto per tornare per 3 giorni a fare la bambina coccolata da mamma e papà. La destinazione è l’isola di Capraia, a circa 2 ore e mezzo di traghetto da Livorno. Con un pò di curiosotà mi accingo a scoprire quest’isola dell’arcipelago toscano, molto più vicina alla costa della Corsica che a quella italiana. Traghetto alle 13.00 da Livorno e alle 15.30 siamo al porto di Capraia, in anticipo sulla tabella di marcia, perchè la nave non si è fermata alla Gorgona, diversamente a quanto previsto (evidentemente non c’era posta da recapitare ai carcerati!). Noi ci sistemiamo al camping Le Sughere, a circa 200 metri dal porto. Il campeggio è molto carino, ombreggiato...insomma una sistemazione gradevole.

E così dopo aver rapidamente sistemato il camper, ci accingiamo a scoprire l’isola. Ormai è pomeriggio inoltrato, quindi andiamo al porto e facciamo il primo bagno in un’acqua limpidissima. Dopo cena saliamo fino al paese, arroccato sopra al porto, raggiungibile con una comoda passeggiata di un quarto d’ora, oppure con il servizio navetta che passa in continuazione (80 centesimi il prezzo per una singola corsa).

Breve passeggiata e poi a nanna, visto che la stanchezza delle ultime settimane di lavoro si fa sentire.

I due giorni successivi sono dedicati alla scoperta di questa isola (almeno per me, dato che i miei genitori rimarranno qua per tutta la settimana successiva). Avevo letto su una rivista di viaggi che l’isola di Capraia non è assolutamente adatta al turismo balneare, ma indicata per lo più per gli amanti del trekking o per i divers. La cosa mi aveva un pò stupito...come fa un’isola a non essere indicata agli amanti del mare? Beh, poi effettivamente ho scoperto che la rivista diceva una sostanziale verità...scordatevi le spiagge, i facili accessi al mare...l’isola seppur non grande è comunque lunga circa 8 km e larga 4 km, ma in 32 mq ci sono solo 800 metri di strada carrabile!!!! Il resto dell’isola è percorso da mulattiere o sentieri e spesso anche dopo una lunga passeggiata il mare rimane un miraggio, perchè le calette accessibili dalla strada sono pochissime. Questo non vuol dire che non sia possibile scoprire degli angoli fantastici...nei miei due giorni di permanenza siamo stati alla Cala della Torretta (anche nota come “Il Bagno”) e alla Cala dello Zurletto. Con una camminata di circa 15 minuti dal centro del paese si arriva in questi due incantevoli posti che da soli valgono il viaggio. Il mare non ha niente da invidiare alle più rinomate località della Sardegna e soprattutto si respira una tranquillità inimmaginabile. Probabilmente perchè era giugno...ma sicuramente il turismo di quest’isola è un turismo molto selezionato. Non è un posto adatto a famiglie con bimbi piccoli, data la difficoltà di accesso al mare,l non è un luogo per giovani, perchè nell’isola non c’è niente se non qualche ristorante. Quindi niente vita mondana, nessuna possibilità per tirare tardi. Ma se si ha bisogno di assoluto riposo (per lo meno mentale, visto che tutte queste camminate non sono così rilassanti!) questo è il posto giusto per ricaricare le batterie e per lasciare a casa computer, blackberry e tutto ciò che ne consegue...

Per me quest’isola ha rappresentato un angolo di paradiso vicino a casa, un posto non intaccato dal turismo di massa, un luogo in cui il rumore più ricorrente è il canto dei gabbiani. Dopo due giorni mi sentivo a casa...sarà che vi è un’unica strada che collega il porto al paese (i famosi 800 metri), ma alla fine le persone che vedevi erano sempre le stesse, quindi era naturale salutare chi incontravi per strada e scambiarsi impressioni su calette e ristoranti. A proposito di cibo..assolutamente da provare l’Ittiturismo da Antonio vicino al castello. La filosofia è quella di cucina a “km zero”: non si ordina ma si mangia quello che è stato pescato la notte precedente. Ed il prezzo è fisso: per una cena dall’antipasto al dolce, comprensiva di due primi e di una fantastica ricciola e di una canuta si spende 35 euro. Se siete in zona andateci!

Che dire ancora per concludere e per sponsorizzare la Capraia? In due giorni non ho avuto modo di vedere molto, ma le possibili escursioni sono innumerevoli. Oltre ai percorsi trekking, ogni giorni vengono organizzate numerose gite in barca, c’è un servizio di taxiboat per raggiungere alcune calette altrimenti inaccessibili, c’è la possibilità di visitare l’antica colonia penale. Insomma, Capraia è stata l’ennesima riconferma che a volte non importa andare così lontano per trovare dei posti veramente incantevoli...spesso sottovalutiamo ciò che è vicino a casa e ci perdiamo così delle incredibili bellezze a che si nascondono a pochi chilometri di distanza!

E allora buona Capraia a tutti!

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