Capo Verde isola dei sogni

26.11. 2005 Ilha do Sal (CAPO VERDE) Sveglia alle 04.00 e pronti per partire alla volta di un'isola africana ex colonia portoghese: Cabo Verde! 27.11. 2005 Ilha do Sal (CAPO VERDE) Siamo in volo ormai da cinque ore. Ce ne ...

  • di brawler
    pubblicato il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

26.11. 2005 Ilha do Sal (CAPO VERDE) Sveglia alle 04.00 e pronti per partire alla volta di un'isola africana ex colonia portoghese: Cabo Verde!

27.11. 2005 Ilha do Sal (CAPO VERDE) Siamo in volo ormai da cinque ore. Ce ne aspettano altre due..

Prima abbiamo sorvolato dei paesi africani, molto emozionante... Case bianche e basse e il deserto dall'alto...

Una volta arrivati, dopo una breve passeggiata sulla battigia (che tra l'altro, per via dell'alto tasso di salinità dell'acqua, illuminata dai raggi del sole,era rosa, che spettacolo!),.Ci siamo denudati: via i pantaloni lunghi, il giubbino e le scarpe... Indossato solo il costume e infradito siamo stati tutto il pomeriggio in giro a scoprire questo nuovo posto.

In mattinata, com mia zia e Claudia, preso un taxi, siamo andati a visitare la cittadina più vicina al nostro resort: Santa Maria. Il nostro taxi improvvisamente si ferma in un grande spiazzale, ed io: “No, scusa, portaci nel centro della città!” “Questo è il centro” (che parolone!), una piazza, ma che dico piazza, uno spiazzale, scarno, spoglio, con una paio di cani scheletriti che si punzecchiavano a vicenda, uno di questi mi ha fatto morire dal ridere quando per ripararsi dal caldo eccessivo s'è scavato un fosso nella sabbia e si c'è ficcato dentro! Scesi dall'auto veniamo assaliti da tanti venditori ambulanti, tutti senegalesi o della Guinea-Bissau! (per la serie: c'è sempre chi sta peggio di un altro!) Tra questi c'era Ismail, un simpatico senegalese che ci ha fatto da Cicerone; ci ha portati dappertutto, spiegato un po' di cose su Capo Verde, su come tanti italiani stanno investendo tanto denaro qui costruendo villaggi turistici! Su mia proposta ci ha mostrato dove viveva... Una piccola stanza, sporca e puzzolente che condivideva con altri cinque connazionali: che schiaffo alla miseria è il nostro resort al confronto, così vicino ma così lontano... In casa di Ismail non c'è l'acqua né il bagno; si lavano, quando capita, nelle docce pubbliche o in mare; le donne per cucinare o lavare si recano alla fontana pubblica e riempiono i secchi...

Alle 11.30 abbiamo assistito, sul pontile, al rientro delle barche dopo la battuta di pesca! Che spettacolo! Come nei documentari! Arrivavano con queste barche piene di pesce e direttamente sul posto li pulivano e vendevano.

Nel pomeriggio finalmente ci tuffiamo per la prima volta nell'Oceano Atlantico. Che bello! [Claudia]: “Anche questa è la felicità”

28. 11. 2005 Ilha do Sal (CAPO VERDE) Sveglia di buon'ora, del resto ancora non ci siamo abituati al fuso orario, apriamogli occhi insieme agli aironi che passeggiano sotto al nostro balcone. Con un taxi sgangherato, mezzo rotto, guidato dal simpatico Nelson, abbiamo visitato la cittadina di Palmeira, un porticciolo molto piccolo ma delizioso, con qualche senegalese che vendeva scarpe contraffatte (per giunta: male) e qualche capoverdiano che oziava al sole. Parlando con alcuni italiani che vivono qui, mi hanno raccontato che chi fa i lavori più umili sono quelli che vengono da: Guinea-Bissau, Angola, Ghana, Togo, Sierra Leone e questo perchè i capoverdiani hanno poca voglia di lavorare.

Chissà perchè, forse è proprio nella filosofia degli isolani in genere quello di non stressarti molto, lavorare poco, l'ho visto anche in aeroporto quando i facchini scaricavano i bagagli, lo facevano con una tale flemma come per dire: “Nessuno ci corre dietro!” Da lì siamo andati ad Espargos a visitare una salina, sembrava di essere in Israele, c'erano vere e proprie montagne di sale e un bacino molto simile al Mar Morto in cui anche quando ti tuffavi: rimanevi a galla... Completamente coperto di sale..

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