Un'amicizia in cambio di una tartarughina

Tutti gli anni in questo periodo amo scappare, si è proprio questa la parola perfetta soprattutto per questo viaggio, dal clima freddo ma molto freddo milanese per qualche meta il cui clima in questo periodo mi permetta di riscaldare e ...

  • di dolcezza
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Tutti gli anni in questo periodo amo scappare, si è proprio questa la parola perfetta soprattutto per questo viaggio, dal clima freddo ma molto freddo milanese per qualche meta il cui clima in questo periodo mi permetta di riscaldare e rigenerare le mie ossicine! Quest’anno le premesse non erano delle migliori, i soldi scarseggiavano, le compagnie pure e quasi mi ero rassegnata all’idea di saltare ma alla fine le mie preghierine sono state esaudite e sono riuscita a non mancare l’appuntamento.

La scelta del posto è stata ardua...Dopo essere andate in un paio di agenzie che credo oltre ad averci riso in faccia ci metteranno nel libro delle richieste impossibili visto che la richiesta era” Vorremmo andare al caldo, spendendo meno di 800 euro ma soprattutto non sul Mar rosso... un’unica risposta... Praticamente impossibile!... Ma la voglia era tanta e dopo assidue ricerche praticamente su tutti i siti esistenti di viaggi low cost sono riuscita a trovare un ‘offerta per Capo Verde Isola di Sal Formula roulette...A questo punto sono scattate le richieste di informazioni da tutti ma proprio tutti quelli che ci sono stati e lì è iniziato il caos e il dubbio si è insinuato... le opinioni erano veramente le più diametralmente opposte che ci potevano essere! Si passava da bellissimo, ci tornerei domani, gente stupenda a non c’è un cavolo, ti rompono le scatole appena esci dal villaggio tipo avvoltoi per venderti qualsiasi cosa, ma soprattutto non fa poi caldo perché c’è vento costante e il bagno te lo scordi in questo periodo...(beh dopo esserci stata vi assicuro che anche se sembra assurdo ma sono vere tutte quante a parte l’ultima!)... ma non anticipiamo nulla... allora finalmente si parte...Stenderei un velo pietoso sugli orari dei voli soprattutto quello di andata...Vi assicuro che la notte insonne sia per l’orario del volo che per una compagna di viaggio diciamo solo “molto puntuale!” si sente... vale una segnalazione anche la velocità nei controlli all’aeroporto di Sal, un’ora per fare i controllo passaporti all’arrivo ma soprattutto l’ora e mezza che ci abbiamo messo a fare il check in al ritorno.. Va bene che il motto dell’isola è no stress ma quando non hai dormito neanche un minuto e non vedi l’ora di sederti anche solo sulle seggioline dell’aeroporto per appisolarti beh...Arriviamo all’albergo alle dodici e mezza circa ora locale, stravolte e per iniziare bene ci dicono che le camere saranno distribuite solo alle due...Armate di tutto l’ottimismo possibile, della serie niente ci demoralizzerà, decidiamo dopo un lauto pasto di andare a vedere la spiaggia e finalmente,cosa che io adoro, infilare i piedini nella sabbia calda, non lo so per me è un rito, è simbolico, realizzo di essere in vacanza...La spiaggia è immensa,decidiamo di fare due passi e la prima sensazione che ci colpisce una volta superata l’ultima spiaggia attrezzata è quella che ci sia pochissima gente, quasi di avere la spiaggia tutta per noi, considerato che io mi aspettavo un posto tipo sharm quindi una rimini col mare più bello, per me è stata sicuramente una bella sorpresa...Una volta tornate all’albergo e consegnatoci finalmente le chiavi della camera è come se il mio cervello si fosse annebbiato e i miei ricordi riprendono la mattina successiva...Il giorno successivo ci svegliamo presto, un po’ per il fuso, un po’ per “il cuore di mamma italiana” che non ricordandosi del fuso chiama alle sette e mezza di mattina!.. E dopo aver assistito alla “puntuale” (doveva essere alle nove e mezza in realtà iniziata alle undici ma come si dice no stress) riunione di benvenuto e avendo dato un’occhiata all’animazione e alla popolazione del villaggio fatta di coppiette, di ragazzi i cui soprannomi sono stati per darvi un’idea sigatuns(1 e bis), triglia assassina e leccato da una mucca e di gruppetti di ragazze tutte agghindate,da cucco disperato abbiamo deciso che non eravamo così disperate e siamo uscite dal villaggio dirigendoci verso il paesino di Santa Maria...La camminata è stata come preannunciato accompagnata da un coro di ”Ciao amica, italiane? Tedesche...(visto il colorito molto ma molto pallido!) vuoi fare le treccine o vuoi un quadretto” verso la fine della passeggiata stremate ci siamo allo sfinimento lasciate convincere da un certo Bamba a seguirlo nel suo negozio con la promessa che potevamo solo dare un’occhiata...Direi molto utopistico!...E qui viene la cosa che più ci ha colpito di questo posto, queste persone vivono di questo, quindi quando gli compri anche solo una cavolata è come se gli avessi fatto un regalo personale ed è come se si creasse un rapporto, siamo andate al compleanno di un bambino, ci hanno invitato ad un matrimonio e ho passato metà mattina a giocare ad Orril, gioco locale tipo Backgammon, con un senegalese( lì di capoverdiani ce ne sono veramente pochi!) che mi spiegava le regole in portoghese che io non capisco! e ci hanno guidato ovunque volessimo andare...Non so forse perché eravamo due ragazze forse non sono tutti così e siamo state fortunate ma abituata ad un mondo dove i rapporti in alcuni casi si costruiscono sull’apparenza e sulle convenzioni per me è stata una boccata d’aria e di verità. Quando si torna da un viaggio mi è capitato spesso di dire mi trasferirei in quel posto...In questo caso non credo che mi trasferirei lì ma credo che nonostante la povertà e vi assicuro che ne abbiamo vista tanta, ci hanno raccontato che molti mangiano se va bene una volta al giorno e la capitale Espargos sembrava la periferia ma molto periferia di una piccola cittadina con caprette che giravano per le vie e case di latta, io credo che vivano meglio ma molto meglio di noi!

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