Partenza il 21/12/2014 · Ritorno il 28/12/2014
Viaggiatori: 2 · Spesa: Da 500 a 1000 euro

Lanzarote & Fuerteventura: natura, paesaggi mozzafiato, pace e no-stress

di Rotty - pubblicato il

Primo g – domenica 21.12

Partenza in perfetto orario da Orio al Serio BG con volo Ryanair.

In 4 hrs ca (le Canarie sono al momento del nostro viaggio - 1h rispetto all’Italia) atterriamo all’aeroporto di Lanzarote, con l’immancabile applauso dei passeggeri, “vanto” tutto italiano … Ritiriamo l’auto presa a noleggio con Europcar e diamo inizio al nostro viaggio!

Purtroppo è già calata la sera, quindi non riusciamo ancora a godere del panorama.

In 10 min ca arriviamo ad Arrecife, capitale dell’isola e al nostro Hotel Diamar (4 notti – 236€, colazione inclusa), strategicamente posizionato all’ingresso della città, a pochi passi dal centro e direttamente sul lungomare. Pulito, funzionale, completo di tutto quanto necessario, con camere dotate di balcone e sea view, come quella che ci viene fortunatamente assegnata.

Data l’ora e essendo affamati, seguiamo volentieri il consiglio della receptionist di fermarci a cenare presso il ristorante dell’hotel : buffet all’ottimo prezzo di 9,50€ pp (qualora volessimo farlo anche per le sere successive, prenotando fin d’ora il prezzo scenderebbe a 6,50€ pp). La qualità è tutto sommato accettabile, la proposta abbastanza varia e rimaniamo sorpresi trovandovi molti altri ospiti; non ci possiamo dunque lamentare, dato anche il prezzo, ma per le cene seguenti preferiamo darci al pesce fresco e a scoprire quanto la destinazione offre.

Dopo cena, ci concediamo una bella passeggiata sul lungo mare di Arrecife, sotto un forte vento che ci da il suo welcome sull’isola.

Secondo g – lune 22.12

Il nostro giudizio positivo sull’hotel si riconferma a colazione: ricca e varia, dalla qualità tutto sommato accettabile: frutta e pane freschi, yogurt, proposte dolci e salate, cereali, uova con bacon e fagioli … insomma ce n’è per tutti.

Durante il breakfast cominciamo a pianificare le nostre escursioni, non essendoci in realtà molto ben preparati prima della partenza. Optiamo quindi, mappa alla mano, per dare inizio alla giornata visitando per lo più la parte nord dell’isola ma cominciamo dalla Fondazione César Manrique.

Si entra così immediatamente in un luogo magico, nella casa museo di Manrique, luogo estremamente rasserenante, molto ben curato, dal perfetto connubio tra arte, genio umano e natura.

Il bianco accecante utilizzato dall’artista si alterna al nero della roccia lavica circostante, al verde delle piante e al blu del cielo, colori che rappresenteranno una costante dell’isola.

Sulla via per la prossima attrazione, decidiamo di fare tappa a Teguise, paesino tipico con svariati atelier e boutique di artigianato, dalle inimitabili casette bianche e infissi verde smeraldo o blu cobalto, segno distintivo e peculiarità di Lanzarote, isola meglio preservata rispetto a Fuerteventura, merito anche di Manrique stesso che molto fece per la sua isola e per evitare un eccessivo sviluppo urbanistico.

A Teguise, facciamo uno spuntino veloce con qualche tapas nell’ottimo e originale ristorante Hespérides, che consigliamo non solo per la particolarità del locale (noi dato il vento decidiamo di pranzare all’interno, in quella che sembra un piccola corte andalusa) ma anche per la cucina creativa, l’ottima qualità, l’attenzione all’utilizzo di prodotti naturali, la proposta di piatti per vegetariani/vegani e la cura nella presentazione delle portate (insieme al pane buonissimo ci vengono servite anche delle chips di melanzana, ottime e sfiziose!).

Ripartiamo alla volta del Jardin de Cactus, dove acquistiamo il biglietto cumulativo che al costo di 30€ e con validità di più gg, ci consentirà di visitare 7 attrazioni, le principali dell’isola. Anche questo si rivela un posto davvero originale, dove ritroviamo la presenza di Manrique. Un giardino totalmente dedicato alla raccolta e preservazione di decine di specie uniche di cactus provenienti da tutto il mondo, estremamente affascinanti.

Proseguiamo la nostra tabella di marcia per Jameos del Agua, una cueva scavata nella roccia vulcanica che offre ai visitatori la possibilità di immergersi in un mondo “altro”, misterioso, popolato dai noti granchietti bianchi (sembrano quasi fosforescenti), che tutti cercano di immortalare con una fotografia.

Anche qui Manrique ha voluto metterci del suo: il bianco accecante della piscina (simile a quella presente preso la sua fondazione) ricreata in seno alla nera roccia vulcanica e circondata da verdi palme.

Inoltre, un piccolo centro sulla storia dei vulcani (in realtà lascia un po’ a desiderare; andrebbe “rinfrescato” e rinnovato), un auditorium e bar/ristoranti.

Il sole sta cominciando la sua discesa; per goderci lo spettacolo ci dirigiamo verso il Mirador del Rio, quasi in chiusura (consigliamo di controllare sempre gli orari di apertura/chiusura, soprattutto durante la stagione invernale e le festività). Da qui si gode di una vista meravigliosa su tutta la selvaggia costa nord dell’isola e sulla minuscola Isola la Graciosa. Il clima e il contesto rendono il tutto ancora più suggestivo e affascinante.

Con la nostra auto girovaghiamo un po’ per i paesini limitrofi; pochissima la presenza umana.

Per cena ci fermiamo ad Arrieta, al ristorante El Amancer, dove siamo accolti da personale molto simpatico e sorridente e dove ci concediamo dell’ottimo pesce fresco e formaggio tipico dell’isola.

Peccato solo che il locale chiuda, per i nostri standard e per quelli spagnoli, molto presto: alle 22.00 …

Terzo g – mart 23.12

Quest’oggi dedichiamo l’inizio della giornata alla visita del Parco Timanfaya, la cosiddetta terra del fuoco e dei vulcani. All’ingresso, troviamo inaspettatamente coda … Con l’auto dobbiamo percorrere un tratto di strada fino ad arrivare in cima ad uno dei tanti vulcani, dove troviamo il parcheggio e possiamo lasciare l’auto per prendere il bus che trasporta i turisti alla scoperta del parco. Dopo un bel po’ di attesa sotto il solito forte vento, riusciamo finalmente a partire per il tour che dura indicativamente 40 min. A bordo una voce registrata racconta la storia di questi vulcani. Il paesaggio che attraversiamo è davvero surreale, misterioso e suggestivo. Entriamo a tratti direttamente all’interno del vulcano a tratti in zone totalmente ricoperte dalla lava ormai solidificatasi. L’alternanza dei colori è bellissima.

Concluso il tour ci fermiamo per assistere molto velocemente ai piccoli geyser, attrazione tutta turistica, alimentata dai dipendenti del parco. Qui il calore della terra viene inoltre utilizzato per cuocere il cibo, servito presso il ristorante del parco: bella la vista, allettanti i polli sulla griglia ma prezzi un po’ troppo alti.

Dal parco ci dirigiamo verso El Golfo, sulla costa ovest, altro meraviglioso scorcio paesaggistico dell’isola, per il contrasto di colori e situazioni: il verde intenso e smeraldo del laghetto, il nero della spiaggia e della roccia lavica, il rosso della montagna, il blu del mare. Alla spiaggia e al laghetto ci si arriva dall’alto percorrendo un breve e agibile sentiero. Vento fortissimo ma consigliamo una passeggiata lungomare. Attraversiamo la zona affascinante delle salinas, dove una sosta foto è d’obbligo, per raggiungere Punta del Papagayo prima, che consigliamo vivamente per la vista dalle scogliere a picco sull’impetuoso oceano, e Los Hervideros poi, che però dopo Punta del Papagayo non ci sembra il massimo. La giornata si conclude con visita alla località super turistica di Puerto del Carmen e cenetta a base di pesce al ristorante La Bodegua.

Quarto g – merc 24.12

Visitiamo quest’oggi quanto ancora ci manca, essendo ormai arrivati quasi al termine della nostra vacanza a Lanzarote: La Geria e Los Verdes. La Geria, nell’entroterra, paesaggio suggestivo e unico, frutto della incessante lotta dell’uomo per rubare terra alla natura e dedicarla alla coltivazione della vite. Svariate lungo le strade, le aziende viticole che hanno ormai aperto le proprie porte ai turisti, offrendo non solo vini ma anche prodotti derivati dalla vite e dall’aloe, le cui coltivazioni si sprecano sull’isola. Los Verdes, nella zona nord dell’isola, vera e propria grotta di svariati km, scavata nella pancia della roccia e visitabile, grazie ad un tour guidato di ca 40 min. che ne racconta storia e anedotti. Al suo interno, non solo tunnel, laghetti, grotte e passaggi ma addirittura anche un piccolo auditorium.

E’ la volta di Playa de Famara, meravigliosa spiaggia nascosta fra le dune, regno dei surfisti. Ce la godiamo al tramonto, il momento migliore, durante una vera e propria tempesta di sabbia che non ci permette di soffermarci a lungo.

Cena a Costa Teguise, sulla costa opposta dell’isola, altra località estremamente turistica … è la vigilia di natale e per le strade tutti i turisti indossano buffi capelli natalizi.

I ristoranti estremamente commerciali, sono presi d’assalto. Purtroppo anche noi siamo costretti a ripiegare su un locale molto turistico… “El Patio”, accettabile ma non proprio quello che avremmo desiderato.

Quinto g – merc 25.12

Feliz Navidad!

Eccoci arrivati al nostro ultimo giorno su questa meravigliosa isola delle Canarie che ci ha sicuramente colpiti per la bellezza dei suoi paesaggi selvaggi e struggenti ma anche per l’ordine con cui il territorio è preservato e per i ritmi estremamente rilassati.

In attesa di raggiungere Playa Blanca per prendere il nostro traghetto alla volta di Fuerteventura, ci concediamo un po’ di relax sulla spiaggia di Arrecife e con una bella passeggiata sul lungomare, scaldati da un bel sole.

Visitiamo molto velocemente il piccolo castello della città e il centro con i suoi svariati negozi (ad Arrecife sostano le navi da crociera … ora capiamo il perché …).

Con il nostro traghetto Fred-Olosen, in mezz’ora di navigazione (117€ a/r, per due pax + auto), raggiungiamo Corralejo, a nord di Fuerteventura, una delle principali località turistiche dell’isola e ci dirigiamo con l’auto (che abbiamo imbarcato da Lanzarote) verso il nostro Surfing Colors, un piccolo complesso con appartamenti (dotati di bagno e mini angolo cucina), reception 24hrs, piscina, bar che consigliamo vivamente per l’ottimo rapporto qualità/prezzo e la comoda posizione.

Essendo solo metà pomeriggio, decidiamo di avere già un primo assaggio dell’isola, percorrendo una strada interna che ci condurrà a costeggiare la montagna di Tindaya, quindi un paio di mirador, Mirador Morro Velosa e Mirador Corrales de Guize, famoso per le due statue dei giganti.

Da qui muoviamo verso Betancuria, piccolo gioiello nell’entroterra, paesino tipico e molto ben conservato che si visita in 10 minuti. Meravigliosa la chiesa che domina, con il portale e i balconi in legno, a far da contrasto al bianco candido dell’edificio.

Rientriamo con il buio a Corralejo percorrendo una differente strada lungo la quale, per km e km, non avvistiamo neppure una casa …

Cena presso la Cofradia dos Pescadores, locale suggerito da altri viaggiatori ma che ci convince anche e soprattutto per la sua calda, accogliente e caratteristica atmosfera.

Ceniamo all’interno, per paura del freddo, in compagnia di abitanti del posto intenti in coinvolgenti e appassionanti partite di carte. Ci godiamo lo spettacolo mentre ceniamo con dell’ottimo pesce (consigliamo vivamente la grigliata con pescato del giorno, ottima!) e tapas, serviti da camerieri estremamente cordiali e sempre sorridenti.

Dopo cena, piacevolissima passeggiata per il centro cittadino, frizzante e animato.

Sesto g – giov 26.12

Ci mettiamo in strada alla volta della rinomata spiaggia di Cofete (penisola di Jandia), all’estremo sud dell’isola e a 130 km da Corralejo. Lungo il tragitto, che ci consente di attraversare un po’ tutta l’isola, facciamo alcune soste foto per poi fermarci a Morro Jable, località turistica, contraddistinta dal suo faro e dagli insoliti abitanti della spiaggia, simpatici scoiattoli. Piccolo snack e si riparte per la nostra meta.

Per arrivare a Cofete dovremo percorrere ulteriori 17 km ca di strada sterrata ma bellissima e estremamente panoramica che ci svelerà, alla fine, una meravigliosa spiaggia dove ci concederemo un po’ di piacevolissimo relax.

Di rientro a Corralejo, bissiamo la cena alla Cofradia.

Settimo g – ven 27.12

Giornata totalmente dedicata all’ozio e al relax.

Non possiamo ripartire senza esserci regalati una fantastica passeggiata sul lungomare di Corralejo e in spiaggia, abbandonandoci in uno dei tanti locali vista mare dove il tempo sembra essersi fermato, dove la parola stress non esiste e dove le persone sembrano così sorridenti, rilassate e in pace con il mondo.

Facciamo anche un po’ di shopping in alcuni dei deliziosi negozietti e botteghe del centro e concludiamo la giornata cenando all’Arroceria, accolti dai due proprietari (marito e moglie, perfetti padroni di casa) come se fossimo appunto a casa loro.

Ottimo il menu e la cortesia di tutto lo staff.

Ottavo g – sab 28.12

Purtroppo si riparte … Lasciamo davvero a malincuore quest’isola così “no stress” e easy-life, queste persone così semplici e sorridenti e questa temperatura ideale (quando cala il vento).

Con lo stesso traghetto raggiungiamo Lanzarote, dove trascorriamo le ultimissime ore di vacanza, quindi l’aeroporto per riprendere il volo Ryanair che, nonostante il ritardo, ci riporterà in Italia…

di Rotty - pubblicato il