Western Canada: dal Pacifico alle Rockies

Quest’anno sono riuscito a convincere mia moglie, amante del sole e del caldo, a seguirmi in un viaggio (concetto molto diverso da quello di vacanza) in Canada. Abbiamo scelto la zona di Vancouver con Vancouver Island per la prima settimana ...

  • di Lorenzo Magenta
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest’anno sono riuscito a convincere mia moglie, amante del sole e del caldo, a seguirmi in un viaggio (concetto molto diverso da quello di vacanza) in Canada. Abbiamo scelto la zona di Vancouver con Vancouver Island per la prima settimana e la zona dei grandi parchi nazionali delle Montagne Rocciose per la seconda. Abbiamo deciso di prenotare solo volo, auto a noleggio e il volo interno Vancouver-Calgary e ritorno, necessario per non perdere giornate in spostamenti, dal momento che avevamo a disposizione solo 17 giorni.

Siamo partiti il 2 settembre con British Airways con volo Malpensa-Vancouver con cambio vettore a Londra. Costo del volo (prenotato insieme all’auto e al volo interno presso il CTS di Como) circa 850 euro a testa (compreso tasse aeroportuali e l’immancabile aumento carburante). Purtroppo un ritardo di 30 minuti nella partenza da Milano Malpensa ci ha fatto quasi perdere il volo da Londra a Vancouver (avevamo in origine 80 minuti a Londra che si sono ridotti a 50 dovendo trasferirci dal terminal 1 al terminal 4) e ci ha fatto perdere i bagagli. Per fortuna la British è stata relativamente efficiente e le 2 valigie sono arrivate rispettivamente 24 e 48 ore dopo di noi. Una buona lezione per il futuro: lasciare sempre almeno 2 ore tra un volo e l’altro a Londra! Comunque le 9 ore di viaggio tra Londra e Vancouver sono trascorse velocemente tra l’ottimo servizio di bordo e i piccoli televisori inseriti nello schienale di ogni sedile. Partiti da Milano il 02/09 alle 15.00, ci siamo ritrovati, complici le nove ore di fuso orario, ad atterrare alle 18.35 sempre del 02/09. Lunga fila all’immigrazione per ottenere il timbro sul passaporto (per i cittadini EU non è necessario alcun visto per il Canada), ritiro bagagli con sorpresa, denuncia smarrimento bagagli al Lost Luggage e finalmente ci dirigiamo alla compagnia di autonoleggio Alamo. Ritiriamo la nostra auto di categoria media, una aggressiva Pontiac Grand Prix dalle ottime prestazioni (peraltro completamente inutili in un paese dove il rispettatissimo limite massimo di velocità in autostrada è di 100 Km/h). Il costo per l’auto è stato di 470 dollari canadesi (can dol) per settimana (all’incirca 300 euro) con Km illimitati, tutte le assicurazioni possibili ed un pieno di benzina gratuito. Non senza qualche difficoltà (era la prima volta che guidavo un’auto automatica e bisogna abituarsi a non usare mai il piede sinistro, pena pericolose inchiodate) ci dirigiamo verso Vancouver che dista circa 12 Km dall’aeroporto. Varcato il Granville bridge, la vista notturna dei grattacieli illuminati del centro città è spettacolare. Ci dirigiamo subito verso l’hotel che abbiamo prenotato dall’Italia con internet per le prime due notti. Il centro di Vancouver non è enorme ed è situato su una penisola chiusa tra il mare e l’enorme Stanley Park all’estremità settentrionale. Con l’aiuto della cartina della Lonely Planet riusciamo ad orientarci e raggiungiamo facilmente il Sylvia Hotel (www.Sylviahotel.Com) situato nel West End, vicino allo Stanley Park. L’hotel, costruito nel 1912, è molto carino con la sua facciata ricoperta di edera ed è situato in posizione panoramica sulla English Bay. Anche all’interno l’hotel è carino con camere ampie e luminose anche se alcuni corridoi dell’albergo potrebbero essere tenuti meglio . Il costo per una notte è stato di 155 can dol per la doppia (più il consueto 15% di tasse) senza colazione. Nei giorni seguenti ci siamo informati dei costi di altri alberghi e abbiamo realizzato che i prezzi degli hotel nel centro di Vancouver vanno dai 100 can dol + tasse in su. Cerchiamo un posto dove mangiare vicino all’albergo (siamo distrutti) e troviamo un’ottima scelta di ristoranti di ogni genere e nazionalità sulla Denman Street. Alla fine decidiamo per un ristorante giapponese (che contrariamente all’Italia sono tra i meno cari forse per il fatto che a Vancouver risiedono diverse decine di migliaia di asiatici) dove facciamo una scorpacciata di sushi per una ventina di dollari a testa. Da ricordare che in ogni ristorante il servizio non è mai compreso ed è praticamente obbligatorio lasciare una mancia equivalente al 15% del conto totale al cameriere. La prima notte come previsto non è stata delle migliori (difficoltà ad addormentarsi anche se stanchi morti e frequenti risvegli) dato il fuso orario di 9 ore rispetto all’Italia

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