Glacier-Waterton International Peace Park

Visita a due bellissimi parchi di montagna tra il Montana e l’Alberta dove l’orso è di casa

  • di balzax
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il progetto dei parchi della pace

Glacier National Park nel nord del Montana (USA) e Waterton Lakes National Park nel sud dell’Alberta (Canada) rappresentano un esempio di collaborazione internazionale volta a preservare un delicato ecosistema comprendente laghi, ghiacciai e morene. Da qui l’appellativo di “parchi internazionali della pace”. In questo ambiente che offre paesaggi di una bellezza unica, veri e propri angoli di paradiso, vive una ricca fauna di abitanti di laghi, monti e foreste: orsi, alci, cervi, wapiti, caprioli, capre di montagna, marmotte, scoiattoli, lontre, il raro ghiottone tipico di questo territorio. La regina dei parchi è la Going To The Sun Road, la famosa strada di Shining. Il re dei parchi invece è l’orso, presente qui in quasi un migliaio di esemplari (3-400 grizzly e 5-600 black bears), che è quasi impossibile non incontrare lungo strade e sentieri.

Glacier National Park

Raggiungo il Glacier National Park da sud, dopo un lungo trasferimento da Cody attraverso Wyoming e Montana (vedi il precedente diario su Yellowstone). Qualche problema con il navigatore di Google Maps, che non individua la strada più breve. Poco male, sceglie un percorso scenografico che attraversa la Custer Gallatin Forest e la Nez Percé Clearwater National Forest, poi sale verso il Montana lungo la highway US 93 lasciando sulla destra il Mission Range, altro massiccio delle Rocky Mountains, e costeggiando il grande Flathead Lake. Per l’alloggio ho scelto il Glacier Travel Inn a Columbia Falls, posto proprio sulla US 2 a solo 25 km di distanza dall’ingresso Ovest del parco. Anche per questo parco, come a Yellowstone, le soluzioni di alloggio nei lodge all’interno sono molto care, da 200-250 € per notte in su, mentre scegliendo una sistemazione esterna si spende circa la metà.

Il Glacier National Park con i suoi 26 ghiacciai, 200 laghi, 1000 miglia di fiumi, cascate impetuose e cime maestose, è uno dei parchi americani più belli e affascinanti. Due catene montuose attraversano il parco da nord-ovest a sud-est, le Livingston Mountains a ovest e più a est il Lewis Range. Ci sono 32 picchi oltre i 2700 metri, tra cui il più alto è il monte Cleveland (3192 metri). Le montagne del parco hanno uno stupendo colore bruno-viola, dovuto alla natura sedimentaria e alla presenza di minerali di ferro. In alcuni punti assumono tonalità di verde e grigio-rossastro per presenza di argilla e quarzite. Le variazioni di colore delle pendici montuose si notano a primo acchito durante la visita.

Caratteristica di questa meraviglia della natura sono i numerosi ghiacciai, che però è meglio affrettarsi a vedere perché stanno a poco a poco scomparendo. Da 110 che erano nel 1950, oggi sono solo 26 e si stima che entro il 2020 si estingueranno tutti. Secondo i geologi, resteranno ancora ridotte formazioni di ghiaccio e nevai permanenti, ma molti spettacoli naturali che caratterizzano questo parco sono destinati a un incredibile cambio di fisionomia.

La prima sorpresa è proprio all’ingresso. Arrivo presto di mattina, il gate è aperto ma non c’è nessun ranger in giro. Che si fa… si entra o non si entra? Un cartello seminascosto indica che bisogna mettere i 30 dollari dell’ingresso in una busta, compilarla col proprio nome e col numero di targa della macchina e ripeterli su una ricevuta da staccare. Poi si mette la busta in una buca delle lettere e si inizia la visita. La ricevuta servirà per ogni altro ingresso nell’arco di una settimana. Come me, altre due coppie di visitatori fanno lo stesso. Notare bene che nessuno è lì a controllare se uno i 30 dollari li ha davvero messi in busta. Tutto basato sulla fiducia.

Going to the sun road – tratto Ovest

La principale attrattiva del Glacier Park è la Going To The Sun Road, una delle strade panoramiche più incredibili d’America, che in 80 km taglia il parco lungo laghi e montagne e sale fino al Logan Pass (2026 metri), dando quasi l’idea di inerpicarsi verso il sole. E’ la famosa strada che si vede in Shining, quella percorsa da Jack Nicholson, alias Jack Torrance, mentre si dirigeva al famigerato Overlook Hotel (che però è nel Colorado, mentre le riprese furono girate in un albergo dell’Oregon).

Ann, la gentilissima hostess del motel, mi ha avvisato che il Logan Pass riaprirà solo il 18 giugno, causa neve, e che di conseguenza la strada è interrotta e percorribile solo in due tratti separati. La visita comincia quindi dall’ingresso Ovest lungo il Mc Donald Lake, per una ventina di km fino al Trail of the Cedars, il sentiero dei cedri. Da qui bisogna tornare indietro e riprendere la US 2 che corre lungo tutto il confine sud-est del parco. Noto con un certo stupore che nel lago non c’è neanche un’imbarcazione, ma il mistero verrà svelato poco più avanti

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