… Una casetta piccolina in Canadà con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà…

L'itinerario segue il corso del fiume San Lorenzo, da Toronto verso Est, sino al suo sbocco in mare con un mix tra città, bellezze naturali (Cascate del Niagara) e anche un po’ di fauna

  • di dabi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

E’ tempo di un nuovo viaggio e di scelte. Ci diciamo: America Settentrionale? Perché no? e quale primo approccio verso quell’area geografica scegliamo il Canada. Paese più in linea con le nostre preferenze. Est o Ovest? Iniziamo da Oriente, poi eventualmente penseremo a un secondo viaggio in direzione opposta.

Decidiamo quindi di seguire il corso del fiume San Lorenzo, da Toronto verso Est, sino al suo sbocco in mare. Enormi distanze, tanto per rendere l’idea: 80 km da una sponda all’altra, l’attraversamento del fiume richiede 2 ore di traghetto.

Osservando una mappa si tratta tuttavia di una porzione minuscola di quello che è un Paese smisurato. Il secondo al mondo per estensione, dopo la Russia. Grande quasi quanto l’intera Europa. Attraversato da ben sei fusi orari. La costa atlantica del Canada dista da quella affacciata sul Pacifico oltre 7000 km.

L’itinerario prevede un mix tra città, bellezze naturali quali le Cascate del Niagara e anche un po’ di fauna, nello specifico uccelli marini e balene.

25 luglio 2015

Linate, Francoforte, Toronto: con Lufthansa la puntualità è scontata e alle 17 tocchiamo per la prima volta il suolo canadese. Per raggiungere il centro cittadino potremmo prendere un taxi, ma vogliamo “complicarci” la vita. No, non è corretto, semplicemente vogliamo utilizzare i mezzi locali che sono efficienti e facilmente individuabili. Una corsa con il nuovo treno UP Express seguita da poche fermate di metropolitana ed eccoci a destinazione.

Depositati i bagagli in hotel, ci avventuriamo alla scoperta della metropoli che proprio in questi giorni ospita i Giochi Panamericani e si rivela sin da subito vibrante e in festa.

La prima impressione è quella di essere dentro un film, americano of course, con concerti e spettacoli all’aperto, le sirene con quel particolare suono da film poliziesco, i camion dei pompieri, le auto della polizia, gli scuolabus e altri automezzi così diversi dai nostri tanto da sembrare modellini di latta, i grattacieli, i negozi sempre aperti, le limousine che sfrecciano nel traffico, le luci delle insegne colorate, la gigantesca chitarra inequivocabile simbolo di Hard Rock Cafe, la vitalità di un’umanità che non conosce tregua.

Per questa prima serata fissiamo un solo obiettivo, vale a dire arrivare ad ammirare la CN Tower. Non è difficile individuarla e raggiungerla. E’ altissima, svetta tra i grattacieli, è inoltre oggetto di una sequenza di luci colorate. Stiamo a fissarla con il naso all’insù già pregustando la salita che, clima permettendo, avremmo intenzione di compiere domani.

E’ mezzanotte, la città non cessa di “vivere”, ma noi – esausti – ci ritiriamo per una salutare dormita.

26 luglio 2015

Il tempo è bello, il cielo limpido, andiamo quindi alla conquista della CN Tower, icona della città con i suoi 553 metri di altezza. Fu costruita negli anni 70 con la funzione di torre delle telecomunicazioni.

Nonostante l’età, la costruzione ancora oggi stupisce per la sua ardita architettura consistente in tre piloni che salendo si assottigliano sempre più e reggono un enorme disco, con diversi piani incluso un ristorante girevole, sopra il quale è poggiata una sottile “prolunga” appuntita.

Ci incolonniamo per l’acquisto dei biglietti, quindi per i controlli con il metal detector – macchinario che emette gli stessi suoni di una risonanza magnetica - e infine ultima coda davanti agli ascensori.

Sull’impianto, che sale rapidissimo, alcune persone indicano i miei piedi, incuriosita abbasso lo sguardo scoprendo così di stare esattamente sul riquadro trasparente. Sotto di me scorre il vuoto della struttura centrale di cemento

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