Spedizione a cavallo sulle montagne rocciose

A cavallo sulle montagne rocciose canadesi, Expedition horsepack trips into Banff Park 20-25 luglio 2006 Banff - Johnston Creek - Flints Park - North Cascade - Panther Pass - Upper Panther - Elk Horn Lake - Sulphur Springs - Panther ...

  • di draco9
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

A cavallo sulle montagne rocciose canadesi, Expedition horsepack trips into Banff Park 20-25 luglio 2006 Banff - Johnston Creek - Flints Park - North Cascade - Panther Pass - Upper Panther - Elk Horn Lake - Sulphur Springs - Panther River.

Cavalli, natura, avventura, non posti turistici, dove andare? Un collega mi propone una cosa un po' fuori dall'ordinario nel suo paese, il Canada. Una settimana in tenda e a cavallo, a zonzo nelle foreste selvagge. Interessante, proviamo. Con internet, e una buona agenzia, organizzo il tutto e attendo la data della partenza. 20 luglio BANFF, ALBERTA "Benvenuti a Calgary, terra di cowboy e cowgirl". È il telegrafico messaggio del pilota all'atterraggio. Ma il farwest non sta nel sud ovest degli states? Qui mi aspettavo orsi, foreste e giubbe rosse. 18 sera, sbarco dal volo Lufthansa, diretto da Francoforte, all'aeroporto della città di Calgary, nell'Alberta, sud ovest del Canada. Ordinato, efficiente e molto tranquillo; poca gente, massima cortesia, indicazioni chiarissime.

Devo aspettare la navetta per Banff, base della spedizione. Giro un po' e vedo dai manifesti sulle pareti che in città è appena terminata la Stampede: "The Greatest Outdoor Show on Earth". Pare si tratti del più grande evento western americano, una spettacolare manifestazione, combinazione di rodeo, mostre agricole e commerciali, gare e musica, che attrae circa un milione di persone ogni anno, e col quale la popolazione dell'Alberta celebra orgogliosa la propria tradizione culturale di ranch e cowboy. "Da approfondire", mi segno nel diario.

A questo punto non mi meraviglia vedere, disposti un po' ovunque nell'aeroporto, grandi e pregevoli gruppi scultorei in bronzo che ritraggono cavalli in corsa, cowboy e anche pescatori con tanto di acqua corrente. È pure in corso una esposizione con scene di storia locale: pionieri, indiani, fattorie, ecc. Buon inizio.

La navetta mi porta, con altre quattro persone, a Banff. Paesaggio di praterie verdi su sfondo di boschi, poche case qua e là, qualche cavallo e alcune mucche. Montagne all'orizzonte, strade larghe in perfette condizioni e poco trafficate.

Il giorno successivo visito il paese e mi organizzo. Banff è un paesino di edifici caratteristici ben tenuti, al tre piani al massimo, strade ampie e notevole contorno di montagne e boschi. Ci scorre veloce un fiume di acque limpide e abbondanti. Molti turisti, molti negozi per turisti, prezzi altini, qualità anche buona. Bel tempo, cielo blu e aria asciutta e profumata di bosco. Ricorda un po' la Val d'Aosta. Salvo che il tema principale sono le culture western e indiana. L'albergo è uno dei tanti in centro, prezzo anche decente considerando la media del posto. Ma è un paese famoso, d'inverno è la capitale degli sport invernali, un po' come la nostra Cortina di un tempo, e fa fino venirci a passeggiare, anche per dire a casa di esserci stati. Curioso un po' nei negozi di abbigliamento e ricordini locali, parecchi gestiti da cinesi. E noto che parecchi cappelli e giacconi da cowboy, per non parlare dei ricordini indiani, sono di ottima qualità e prezzo, ma secondo l'etichetta sono fabbricati in Cina. Mi imbatto e visito il museo naturalistico locale (fuori le strade brulicano di turisti, dentro due visitatori in tutto), un gioiellino in legno dell'800, con vetrine antiche piene di animali impagliati e oggetti archeologici locali, una meraviglia. E naturalmente trovo subito il locale distaccamento di vigili del fuoco, proprio al centro del paese. È sera e i colleghi sono al lavoro con su le divise annerite e bagnate, stanno sistemando i mezzi e asciugando delle manichette. Devono essere appena rientrati da qualche incendio, quindi non li disturbo. Mi limito ad ammirare i mezzi e la caserma nuova, un pezzo architettonicamente pregevole. Una targa in metallo riporta una foto del vecchio distaccamento e la sua storia. Sono stanco per il viaggio e domani si comincia quindi, preferisco mangiare in camera, dopo aver comperato comperato qualcosa al fornitissimo centro commerciale, che trovo pieno zeppo di turisti. Deduco che i prezzi nei ristoranti non devono essere tanto bassi

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