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Quattro amici in camper alla scoperta delle Cinque Terre e non solo

  • di 2perplesso
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  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dovevamo visitare col camper le Cinque Terre l’anno scorso, ma non avevamo trovato posto a fine maggio nei campeggi. Ma quest’anno ci siamo organizzati e con Bruno e Graziella visiteremo i magnifici cinque: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Sono 20 chilometri di costa dichiarati Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco con un'area marina protetta e un parco nazionale.

Ho prenotato il Camping L’albero d’oro a Levanto, perché è il primo paese utile per il percorso che faremo in treno e la ferrovia è lontana circa 600 metri. Il campeggio è silenzioso e alberato, anche se abbastanza caro per un fuori stagione. Nel pomeriggio, quando siamo arrivati, dopo km. 450, abbiamo visitato Levanto, ma il tempo non è bello. E’ chiamata “la porta delle Cinque Terre”: la vicinanza di Levanto ai cinque borghi paradiso del turismo, conferisce ad esso una geografia analoga, una costa a strapiombo sul mare con i terrazzamenti coltivati a ulivi, limoni e vigneti ed i caratteristici muri a secco. Ha una spiaggia sabbiosa lunga e larga dove sul bagnasciuga ci sono migliaia di velelle, piccole meduse dal colore blu, innocue ma particolarmente invadenti. Abbiamo quindi comperato la ‘card’, carta che include tutti i servizi della ’Cinque Terre Card treno’ con l’aggiunta di viaggi illimitati sulla linea Levanto-La Spezia Centrale e di accedere gratuitamente ai percorsi pedonali e bus per alcuni borghi periferici. Va obliterata. Essendo nominativa va indicato il nome del titolare della card. Oooh guarda…il costo è aumentato proprio oggi e per due giorni spendiamo 29 euro a testa, ma molto comoda perché le partenze sono ogni mezz’ora e le distanze tra un paesino e l’altro sono esigue.

Si parte in treno lunedì 9 maggio 2016 per Riomaggiore. Il borgo risale intorno al VII secolo ed è l'esempio della bellezza delle Cinque Terre e del loro ambiente naturale, dominato dalla vegetazione mediterranea. Le abitazioni sono dipinte con i tipici colori liguri e sono sviluppate in altezza su due o tre piani. Silvano si lamenta subito per i troppi gradini, ma lo tacitiamo con la rinomata focaccia, fatta con l'olio di produzione locale, ingrediente fondamentale anche del pesto di questi luoghi, con cui condire un piatto di trofie o di pansotti. In quanto a panetterie e ristoranti, alle Cinque Terre non c'è che l'imbarazzo della scelta. Su una di queste salite incontriamo un signore, Andrea, con il quale intratteniamo un piacevole dialogo e che ci fa da cicerone sulla cittadina. E’ uno studioso di arte e di storia e si spiega tutti i particolari della chiesa di San Giovanni Battista (di stile neogotico, costruita nel 1340). Riceve posta da tutta Italia perchè chiede anche a noi se possiamo inviargli un libricino delle chiese romaniche e gotiche della nostra provincia di Pordenone o del Friuli. Raggiungiamo quindi il Castello di Riomaggiore, costruito nel 1260, che sorge sullo sperone montuoso che separa la parte più antica dal borgo e dal quale si gode un panorama stupendo.

Da Riomaggiore partiva La Via dell'Amore (sentiero pedonale a picco sul mare che congiunge Riomaggiore a Manarola, famoso per i suoi incantevoli e indimenticabili panorami), ma è chiusa già da anni a seguito di frane.

Nel pomeriggio, dopo il meritato riposo in camper, visitiamo Corniglia (il più piccolo dei borghi) dai caratteristici vicoletti che sorge su un promontorio e non ha un porto sul mare. Si può arrivare dalla stazione con una salita di 365 gradini, ma Silvano si è rifiutato. Lo perdoniamo perché a seguito di un incidente occorso anni fa, si stanca facilmente, ma c’è il bus (costo compreso nella card) che in 5 minuti porta in centro senza fatica, mentre Bruno e Graziella ci aspettano nella piazzetta con un po’ di fiatone. Da questo paese si può esplorare un territorio contornato da una magnifica rete di sentieri, percorsi struggenti tra rocce strapiombanti e dalle forme bizzarre, suggellate dal limpido mare...un vero "balcone" sulle Cinque Terre. L'abitato, più legato al territorio che al mare, ha destinazione agricola e presenta una tipologia urbana ed edilizia non alterata da radicali trasformazioni, simile a quella dei nuclei rurali dell'entroterra. Un suggestivo sentiero tra la macchia mediterranea e coltivazioni di viti porta fino a Vernazza. Un caffè in piazza dove c’è la Cappella dei Flagellanti di S. Caterina, costruita nel XVIII secolo. Dietro la cappella si trova una terrazza molto ampia con una bella vista su tutta la Riviera

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