Yugoland 2012

Tre camper e sei amici tra Bosnia e Croazia

  • di 2perplesso
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Yugoland ad agosto 2012

Premessa: Yugoland è il titolo di un libro/diario di Andrea Ragona e Gabriele Gamberini che abbiamo letto tutti noi amici in questo viaggio che ad agosto 2012 ci ha portato in Croazia e Bosnia, mentre in precedenza avevamo visitato Serbia, Montenegro e Macedonia, e che ci ha fatto pensare, ma anche sorridere perché “La Jugoslavia è una bici. Il manubrio è la Croazia, perché la sua guida, il Maresciallo Tito, era croato. Il telaio, la struttura portante, è la Serbia. I pedali, motore economico del tutto, la Slovenia. Le ruote, amalgama delicato di aria, acciaio e gomma, sono la Bosnia. La sella, che si sfila senza clamore, il Montenegro. La catena, piccola parte a servizio del tutto, la Macedonia. E infine il campanello: il Kosovo”. Terra difficile, martoriata, ma la Jugo non esiste più. L’autore fa dire a un suo protagonista “ …siamo sempre stati dominati dagli altri. Pensa, mio padre è nato austriaco, io sono nato italiano, mia figlia è nata jugoslava e mio nipote è nato croato! E non ci siamo mai mossi di qui!”.

Il viaggio

Tre nuovi camper (rispetto all’anno scorso) Elnagh Baron 36 di Licia e Francesco, Hobby siesta 600 di Graziella e Bruno ed Elnagh Duke 45 di Paola (IO) e Silvano con l’aggiunto di una Vespa 125 (nuova anche quella). Tre coppie di amici da anni: i ragazzi sono andati per la loro strada ed ora noi ‘consumisti’ viaggiamo con 3 mezzi comodi e con il massimo della privacy.

3.8.2012

Partiti da Pordenone il 3.8.2012 alle 18 raggiungiamo Pesek e ci fermiamo per la notte. La prossima volta è preferibile entrare in Slovenia e a pochi chilometri fermarsi nel parcheggio del supermercato, vicino al distributore, subito dopo il bivio per Lubjana. Il traffico è stato intenso tutta la notte, ma per fortuna abbiamo passato il Lisert: al mattino alle 7 c’erano 9 km. di fila. Per quanto sia presto troviamo subito fila e raggiungiamo il confine croato dopo 34 km in ben 3 ore! Anche l’autostrada che porta a Fiume e trafficatissima e optiamo per la vecchia strada normale: ben fatto, ci siamo salvati. Prendiamo l’autostrada verso Zagabria ed usciamo a Karlovac, una cittadina poco segnalata, ma particolare: a perfetta pianta stellare a 6 punte come Palmanova con fossati e bastioni: bisognerebbe vederla dall’aereo. Ma il pregio di questa città è il verde e quanto hanno saputo valorizzare con molta sapienza. Il fiume è diventato la spiaggia della città con parchi, hotel e bar. La gente si organizza con picnic, ma non mancano gli sposi per le foto di rito. Nel pomeriggio raggiungiamo a 13km. a sud il Camping Slapic (che avevo trovato in internet come uno dei pochi a 4 stelle di tutta la Croazia). Ci aveva lasciati un po’ perplessi l’entrata (poco facilitata) e con postazioni poco alberate, invece la sorpresa è grande: un fiume blu lungo gli alberi dove tutti sono immersi a rinfrescarsi e a nuotare. Chi vuole può andare a fare rafting. E’ un posto veramente speciale! Cena con verdure alla griglia e formaggi.

Domenica 5.8.2012

Notte silenziosa, ma stamattina segna pioggia: ridicolo! Ma l’umidità della notte è spaventosa. Bagnetto solitario per Graziella e Bruno. Lei dice che è calda (veramente è a 25°), ma noi la chiamiamo Messner. Questo campeggio è a sud di Duga Resa lungo il fiume Mreznica, uno dei corsi più belli e limpidi della Croazia e abbiamo pagato per una notte (2 persone, camper, luce) 162 kune. Sulla strada D1 a sud verso Sluny vediamo a Turany, passando, ma senza fermarci, una caserma austriaca dove sono visibili all’esterno armamenti della guerra 1991/1995. Arriviamo quindi a Rastoke, che è il centro storico di Sluny, conosciuto per i suoi mulini ad acqua ben conservati e le cascate pittoresche lungo il fiume Slunjcica che confluisce nel fiume Korana. Abbiamo comperato il biglietto di 25 kune ed abbiamo seguito i percorsi segnalati tra case caratteristiche, acque fresche, cascatelle, alberi di prugne e in fondo l’orrido e la grande cascata. E’ proprio incantevole! Pranzo con la caratteristica trota ai ferri e poi via fino al Campeggio Korana più vicino ai Laghi di Plitvice. E’ un due stelle, e ne vale proprio due: terreno sconnesso, non abbastanza alberato per i nostri mezzi che dovrebbero parcheggiare su un piazzale cementato al sole! No, non mi piace, ma è solo per una notte.

6.8.2012 lunedì

Sveglia alle 6 perché alle 7.30 siamo già all’entrata 1: se si arriva più tardi – peggio se nel fine settimana – a mezzogiorno non ci si muove più sulle passerelle. Pagamento con Visa di 110 kune a testa. Siamo sulla parte alta, per cui decidiamo di scendere a piedi e di tornare con il trenino. Decisione azzeccata: fresco, ombreggiato e non molta gente a quell’ora. Silvano è stato bravo perché ha sempre camminato, anche se con il bastone: forse avremo fatto 8 km in 4 ore. Bravo perché mesi fa ha avuto un tremendo incidente con l’aereo e gli hanno operato il bacino frantumato: questa era una prova importante, che ha superato. Plitvice è veramente straordinaria anche se visitata più volte. Questo sito Patrimonio dell'Umanità Unesco è un vero e proprio paradiso per la fauna selvaggia con uccelli, cinghiali, orsi e svariati altri animali. Il parco occupa una superficie di 33.000 ettari e comprende 16 laghi in successione, collegati fra loro da cascate. Si cammina su comode passerelle pensili in legno sopra acque verde smeraldo. L'escursione è facile, ma non per persone con difficoltà motorie o carrozzine perchè le passerelle sono costruite con tronchi tagliati e uniti tra loro, quindi il terreno è sconnesso. Le cascate sono numerose: dalle altissime (la più alta è di 78mt) a quelle poco più alte di 1mt che sono emozionanti e pittoresche. La discesa ai laghi inferiori è stata lunga, circa 4 ore dall’entrata 1, ma talmente ricca di sorprese di giochi d'acqua, cascate, pesci e natura quasi incontaminata, che il tempo è passato velocemente. Il battello si prende una volta sola, 20min, e quando si sbarca c'è un luogo di ristoro, praticamente l'unico. Scarpe comode, antizanzare, capellino e borraccia con acqua sono i must per questa passeggiata indimenticabile tra la natura. Alle 14 siamo al confine con la Bosnia: scannerizzazione dei passaporti e in 15’ siamo pronti per raggiungere la nostra meta: Martin Brod. Va ricordato che gli accordi di Dayton del novembre 1995 prevedono per la Bosnia Erzegovina la divisione in due stati: la Federazione della Bosnia Erzegovina e la Repubblica Serba di Bosnia con una rotazione presidenziale: un serbo, un bosniaco (mussulmano) e un croato, con una burocrazia amministrativa vertiginosa

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