Cambogia fantastica

Partendo per il Sud Est Asiatico pensavo che la Cambogia sarebbe stata la parte meno bella del viaggio (fra la splendida natura del Laos e il mare della Tailandia). Certo i templi di Angkor Wat avrebbero soddisfatto la mia sete ...

  • di Gianni Ghersinich 2
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Partendo per il Sud Est Asiatico pensavo che la Cambogia sarebbe stata la parte meno bella del viaggio (fra la splendida natura del Laos e il mare della Tailandia).

Certo i templi di Angkor Wat avrebbero soddisfatto la mia sete culturale e riempito gli occhi, ma per il resto...E invece SORPRESA! La Cambogia è proprio un bel paese, con un paesaggio sorprendente (verdissimo, con bei fiumi e laghi con villaggi galleggianti , ma anche colline e montagne), un mare (le tante spiagge di Sihanoukville solo di poco inferiori alle celebri e decantate spiagge tailandesi) e soprattutto la bistrattata capitale Pnom Phen che invece è una bella città sul Mekong con un lungo fiume serale che è tutto da godere, con templi e palazzo realeall’altezza di quelli di Bangkok.

Fa male invece incontrare tanti questuanti, poveri madri con i figli in braccio che chiedono la carità anche sulle spiagge e tante persone, inclusi bambini senza gambe o con arti artificiali a seguito di incidenti fatali sulle famigerate mine antiuomo, a volte SIC italiane! Ho,confesso, saltato gli orrori di Pol Pot, i Killing Fields, le grotte e le fosse comuni, le camere di tortura dentro le quali il 50% della popolazione ha sofferto e perso la vita solo per non essere all’altezza del disegno folle del dittatore laureato alla Sorbona di Parigi che nell’arco di meno di 5 anni aveva costretto all’abbondono di tutte le città, la vita nelle campagne, spesso in campi di concentramento e faceva addirittura ammazzare i genitori dai propri figli.

Ho ancora nella testa gli orrori della mia gente istriana e giuliana, che seppure in misura minore aveva subito durante la seconda guerra mondiale gli orrori delle foibe e dei campi profughi nei quali pure io ho vissuto un paio di anni in fuga dalla prima pulizia etnica della Jugoslavia di Tito che prima di diventare il personaggio che ospitava i divi di Holywood nelle isole istriane di Brioni, aveva usato il pugno di ferro nei nostri confronti obbligandoci dopo interminabili persecuzioni all’espatrio e all’abbandono delle nostre terre. La Cambogia è stata una tragedia molto più grande e ancora oggi non è finita per colpa delle mine che continuano a mietere le loro vittime e la povertà di gran parte della popolazione che sconta l’aumento troppo alto della natalità a fronte di un governo alquanto corrotto che fa poco per risolvere i problemi del paese.

Ciononostante i cambogiani sono sorridenti e cordiali anche più dei laotiani che vivono in condizioni economiche e soprattutto culturali migliori (almeno nella parte centrale da me visitata di cui potete leggere il resoconto andando nell’apposita sezione, come quella della Tailandia che vado a postare in seguito).

E ci sono anche qui i telefonini, gli Internet caffè e tanti gipponi e auto di grossa cilindrata.

Ma veniamo al viaggio vero e proprio.

Arrivo all’aereoporto di Siem Reap mi viene un colpo appena scendo dall’aereo: un caldo infernale a differenza del fresco di montagna del Laos.

In comodo taxi raggiungo il centro della città di Siem Reap, piena di guest house ma anche grossi e lussuosi alberghi, con un traffico abbastanza caotico e ...Bruttina tutto sommato.

Invece i templi di Angkor Wat sono in assoluto il sito archeologico più bello al mondo e lo dice uno che ha visitato quasi tuttie le località di interesse storico/archeologico nei vari continenti.

Voglio dire quattro cose a proposito di Angkor Wat.

Angkor fu capitale fra l’800 ed il 1400 dell’impero khmer che nel periodo di maggior splendore (intorno al 1300) occupava tutto il Sud Est Asiatico e contava ,la città,oltre 1 milione di abitanti praticamente come Roma al tempo della massima potenza. Nell’arco di sei secoli i re delle varie dinastie avevano costruito questi enormi e splendidi templi in una superficie di oltre 60 kmq., con mura estese, bassorilievi di grande valore artistico, facciate e statue di gran pregio mentre le case di legno sono andate distrutte dal tempo

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