Cambogia e Malesia

L’anno scorso abbiamo visitato la Thailandia ed il suo nord e siamo rimasti affascinati dal sud est asiatico, così quest’anno abbiamo deciso di andare in Cambogia per vedere i templi di Ankor Wat, e non solo. Premetto che organizzo i ...

  • di anna fontana
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

L’anno scorso abbiamo visitato la Thailandia ed il suo nord e siamo rimasti affascinati dal sud est asiatico, così quest’anno abbiamo deciso di andare in Cambogia per vedere i templi di Ankor Wat, e non solo.

Premetto che organizzo i miei viaggi da sola tramite internet, e fino ad ora tutto è andato bene.

Così il 31 luglio io e Giorgio, il mio compagno, partiamo da Malpensa con l’Ethiad Erways, ottima compagnia, destinazione Bangkok. Nella nostra valigia piu’ che vestiti ci sono medicine consigliate dalla nostra asl locale, essendo la Cambogia una meta ancora inusuale, per fortuna non ne apriremo neanche una scatola, e sul posto troveremo ridicolo esserci portati tutta quella farmacia ambulante.

Da Bangkok prendiamo un volo per Pnom Phen con l’ottima ed efficiente compagnia aerea Air asia, bisogna prenotarla però molto in anticipo A Pnom Phen troviamo la nostra guida locale parlante inglese, trovata in internet tramite il tour operator thailandese “azure travel”.

Con Wo, andiamo a vedere il bellissimo palazzo reale ed il museo antropologico.

Pnom Phen è una tipica e bella città del sud est asiatico, con rimembranze del passato colonialismo francese, anche se si intravedono ancora purtroppo le passate devastazioni lasciate dal regime di “Pol pot”, che uccise circa 1,7 milioni di persone in poco piu’ di tre anni.

Qui infatti non ci sono ancora le piu’ normali infrastrutture come gli ospedali, gestiti per lo piu’da associazioni umanitarie.

Ciò che però piu’ ci ha colpito è la fierezza, e l’ottimismo che nonostante tutto questo popolo mantiene.

Da Pnom Phen decidiamo di raggiungere Siam Reap città da dove si visita il tempio di Angkor, non in aereo ma in macchina, per meglio conoscere il paese.

La nostra scelta ci dà ragione perché nelle cinque ore di tragitto possiamo meglio capire il paese, il suo carattere prettamente rurale, vedere la gente che vive nelle “indian house” capanne di legno e coltiva il riso, quasi l’unica risorsa interna del paese.

Per chi ne avesse voglia per strada si possono gustare anche degli enormi ragni arrosto, specialità della regione.

Dopo aver dormito a Siam reap graziosa e caratteristica cittadina coi suoi locali in stile francese, incontriamo la guida di Angkor che nei tre giorni successivi ci farà vedere l’intero complesso.

Descrivere Angkor wat è praticamente impossibile, i maestosi templi montagna sia all’alba che al tramonto sono una cosa che ci rimarrà per sempre nella memoria.

I bassorilievi che richiamano la storia del Ramayana sono fantastici, lo stesso si dica delle enormi facce di pietra una delle quali sembra guardarti sorridendo.

La natura in certe parti si è fusa con i templi, che per via delle varie guerre passate: Vietnam, regime di polpot, sono stati abbandonati e saccheggiati.

Oggi grazie anche all’aiuto di stati europei come la svizzera e la Francia stanno riprendendo il loro antico splendore.

Alla fine tutto il caldo e la fatica vengono senz’altro ripagati dalla bellezza di questo luogo.

L’ultimo giorno andiamo a vedere il grande lago “tonle sap” uno dei piu’ grandi bacini idrici del sud est asiatico, e partiamo, sempre con l’air asia per Kuala lumpur, consigliamo in Cambogia di portarsi i dollari perché gli euro e la valuta locale non sono ben accettati, anche la procedura del visto di entrata e uscita è abbastanza veloce.

Arrivare nella “ svizzera dell’oriente” dopo la Cambogia è uno stacco veramente enorme.

Kuala è stata una piacevolissima e inaspettata sorpresa.

Ci hanno incantato le Petronas towers che avevamo di fronte la stanza del nostro albergo, traders shangry la hotel, i bellissimi giardini molto ben inseriti in un’archittettura così moderna Con un autobus locale visitiamo tutta la città: chinatown, little india, e la Menara towers, dalla cima della quale in una giornata limpida si può vedere gran parte della Malesia.

Andiamo anche alle “Batu caves” dove sulla cima di una ripidissima e lunga scala c’è il piu’ grande tempio induista del paese.

Lasciamo quindi la musulmana malesia promettendoci di ritornarci ed andiamo a riposarci per dieci giorni a Ko samui in Thailandia.

Questo per noi è un piccolo paradiso terrestre, anche perché non andiamo nella parte piu’ frequentata dell’isola; l’acqua è cristallina e la gente fantastica, come in tutta la Thailandia.

L’ultima tappa è Bangkok dove dopo una giornata di acquisti si torna a casa.

In tutto abbiamo preso nove aerei in 25 giorni, visto molte città fantastiche e soprattutto siamo venuti a contatto con popolazioni dalle quali nonostante abbiano molto meno di noi, abbiamo molto da imparare.

Speriamo di tornare presto Sawadee

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