Holiday in Cambodia

“It’s a holiday in Cambodia it’s tough, kid, but it’s life” (Dead Kennedys 1980) Questa è la cronaca di un viaggio nato un po’ per caso, deciso all’ultimo minuto e senza il minimo programma. Premetto che noi in genere partiamo ...

  • di marinaio964
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

“It’s a holiday in Cambodia it’s tough, kid, but it’s life” (Dead Kennedys 1980) Questa è la cronaca di un viaggio nato un po’ per caso, deciso all’ultimo minuto e senza il minimo programma.

Premetto che noi in genere partiamo per il viaggio “annuale”, cioè quello più lungo, tra ottobre e novembre, e se riusciamo facciamo qualche breve puntatina in Europa nel resto dell’anno.

Ma quest’anno, a marzo, abbiamo accarezzato l’idea di fare un viaggetto primaverile, in qualche posto non troppo lontano, 3-4 ore di volo...

...Solo che le compagnie aeree, proprio a marzo, hanno cominciato a fare delle offerte strepitose, ed è così che siamo stati tentati da un volo KLM per Singapore a 450 euro!! A quel punto, preso il biglietto, dove andare, da Singapore? Considerando che avevamo solo 11 giorni volo incluso, la cosa più ovvia sarebbe stata la Malesia, ma non mi ispirava troppo, abbiamo quindi deciso per il Borneo malese...Ma sempre con qualche dubbio, in fondo da li è facile raggiungere un po’ tutta l’area indocinese, e così alla fine cambio di programma: si va in Cambogia! Lo so, è una piccola pazzia fare un viaggio così lontano con pochi giorni, ma all’insegna del “poco è sempre meglio che niente”, andiamo. Alla fine del racconto troverete i dettagli di soggiorno, trasporti ecc. 18 aprile – sabato Siamo in volo da ieri pomeriggio alle 5, e alle 16 ora locale atterriamo finalmente a Singapore.

Abbiamo oltre tre ore prima del prossimo volo, Jetstar, per Kuala Lumpur (Malaysia), e le passiamo girovagando per l’aeroporto.

A KL atterriamo verso le 21 e ceniamo in aeroporto, poi con la navetta raggiungiamo il terminal LCC (quello dei voli low-cost) dove ho prenotato un albergo, il Tune, a due passi dal terminal dove domani mattina abbiamo un altro volo, per Siem Reap in Cambogia.

Giusto il tempo di una birra e a dormire, che abbiamo un’alzataccia! 19 aprile – domenica – Siem Reap Alle sette abbiamo il volo Airasia per Siem Reap, per fortuna l’hotel è distante 5/10 minuti a piedi dall’aeroporto.

Puntuali alle 8 atterriamo a Siem Reap, e dopo aver sbrigato le formalità di immigrazione usciamo dall’aeroporto dove ci aspetta il tuk-tuk mandato dalla guesthouse che avevamo contattato dall’Italia, su suggerimento di un amico.

Lungo la strada abbiamo subito il primo impatto con questo paese: tanta gente in giro per le strade, biciclette, motorini, polvere, bancarelle...Quell’atmosfera così profondamente...Asiatica.

Alla GH entriamo in camera giusto per posare i bagagli e cambiarci, e dopo un caffè noleggiamo due biciclette e ci avviamo spediti verso la zona monumentale di Angkor.

Fa molto caldo, ci sono circa 8km tra Siem Reap e l’Angkor Wat, che è il primo che si incontra quando si arriva alla zona monumentale.

Lungo la strada incrociamo tanti bambini che escono da scuola in bici, tutti con le loro camicette bianche, pantaloni neri per i maschi e gonne blu per le bimbe, e poi tanti turisti in tuk-tuk, in bici o in motorino; sono appena arrivata e già mi sento completamente immersa in quello che mi circonda, l’Italia è così lontana, lontanissima, e io mi sento bene, tanto bene.

Arrivati all’ingresso dell’Angkor Wat lasciamo le bici ed entriamo. Davanti c’è un piazzale ventoso e polverosissimo, pieno di venditori di qualsiasi cosa, molti bambini... Trovarsi nell’Angkor Wat è una cosa emozionante, dopo averlo tante volte visto in foto o tv, e averlo immaginato...Però una cosa la devo dire: non so se succede solo a me, ma in quanto italiana, che vivo a tre km da un sito archeologico di 2000 anni fa, questi siti orientali non fanno quell’effetto sconvolgente che forse fanno ad altre persone. Non mi colpisce la loro antichità, piuttosto mi affascinano per i luoghi dove si trovano, o per ciò che rappresentano

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