Le urla del silenzio di uno splendido Paese

La scelta di visitare la Cambogia nasce dal desiderio di coniugare bellezze naturali e culturali. Provenendo dalla Malaysia, con la sua avveniristica capitale e le sue belle spiagge ma al tempo stesso, Paese non propriamente noto per la sua storia ...

  • di fedina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

La scelta di visitare la Cambogia nasce dal desiderio di coniugare bellezze naturali e culturali. Provenendo dalla Malaysia, con la sua avveniristica capitale e le sue belle spiagge ma al tempo stesso, Paese non propriamente noto per la sua storia millenaria, sento il bisogno di arricchire il mio sapere e quindi il pensiero cade sulla capitale dell’antico impero Khmer: Angkor con isuoi templi, il sito archeologico più grande e spettacolare del mondo a sole due ore di volo da Kuala Lumpur. Aggiungo anche una tappa alla nuova capitale Phnom Penh ed il giro in Cambogia è fatto.

Così preparo l’itinerario, acquisto on-line i voli KL-Siam Reap e Phnom Penh-Kl con la compagnia low-cost Air Asia (94 euro a testa) e costringo M., fedele e paziente compagno di viaggio e di vita a seguirmi anche in questa avventura.

Informazioni pratiche: · Il visto di ingresso è ottenibile direttamente all’aeroporto di arrivo, viene richiesta una foto-tessera ed il pagamento di un importo pari a 20 dollari. Le pratiche nel piccolo aeroporto di Siam Reap sono relativamente veloci, forse un poco più lente perché più trafficato, in quello di Phnom Penh.

· Per l’uscita dal Paese è obbligatorio il pagamento di una tassa di 30 dollari.

· La Cambogia è un Paese assolutamente tranquillo che si può visitare in autonomia. Non abbiamo mai percepito una sensazione di pericolo tranne durante la sparatoria che abbiamo udito.

· Guida utilizzata: Lonely Planet. L’autore Nick Ray, veniva chiamato in causa più volte durante il nostro girovagare (la frase ricorrente era: cosa si sarà fumato?), in particolare quando descrive in maniera esaltante località o attrattive rivelatesi poi in vero prive di qualsiasi interesse.

· La valuta locale è il Riel, ma la vera moneta di scambio è il dollaro americano, che viene accettato ovunque anche se spesso il resto viene dato in Riel.

· Tre giorni dedicati ai templi di Angkor sono sufficienti per visitarli tutti con calma. Per chi, come noi, non è proprio appassionato di archeologia, il rischio di indigestione è tangibile. Vedendo a casa le quasi 300 foto scattate ai siti, la considerazione banale ma emblematica che ne deriva è che, ad eccezione dell’Angkor Wat e del Bayon, sembrano un po’... Tutti uguali! La meraviglia di questo luogo deriva però anche e soprattutto dalla quantità spropositata di templi, circondati da foreste e risaie, quindi il consiglio che possiamo dare è di creare il vostro itinerario sulla base dei vostri personali interessi e goderveli con calma.

· Il modo migliore per visitare i templi di Angkor secondo noi è a bordo di un motoremorque, una moto che traina una specie di piccolo rimorchio dotato di quattro posti a sedere e cappotta. E’ comodo, è rilassante prendere la brezza del vento chiacchierando piacevolmente seduti ed è più economico dell’auto. Per quanto riguarda il guidatore noi sponsorizziamo sfacciatamente il nostro Manil, tutti i ragazzi che fanno questo mestiere hanno una storia più o meno difficile simile alla sua, ma noi ci siamo affezionati a lui. Dopo qualche giorno di conoscenza ci siamo permessi di fargli alcune domande ed abbiamo scoperto che ha 24 anni e da qualche mese ha lasciato il suo villaggio natale a 60 km da Siam Reap, dove viveva con la madre ed i fratelli. Con tutti i loro risparmi di una vita hanno acquistato lo scooter, mentre il remorque è stato acquistato grazie ad una colletta che gli abitanti del suo villaggio hanno fatto per prestargli il denaro. Ora Manil lavora giorno e notte per ripagarli. Ecco spiegato perché quando tornavamo dalle visite dei templi lo trovavamo sempre addormentato

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