Angkor: CARAMELLE, assolutamente NO

Salve a tutti, mi chiamo Antonio, sono di ritorno da una permanenza di quasi tre mesi in territorio cambogiano. Uso andare in cambogia una volta all'anno dal 2005, quando ero turista, nel 2006 ci sono stato da privato e dal ...

  • di Anto Khmer
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  • Viaggiatori: da solo
 

Salve a tutti, mi chiamo Antonio, sono di ritorno da una permanenza di quasi tre mesi in territorio cambogiano. Uso andare in cambogia una volta all'anno dal 2005, quando ero turista, nel 2006 ci sono stato da privato e dal 2007 da volontario onlus.

Infatti questa terra mi ha mosso qualcosa dentro, e ora sono impegnato in progetti di sostegnio e di sviluppo per alcune famiglie povere che vivono nei dintorni del vasto sito archeologico di Angkor.

Più precisamente la onlus di cui faccio parte agisce nei villaggio di Samroung, Takok e Sra Srang. Non ho intenzione di fare pubblicità alla mia Onlus ne mi sento in grado di dare consigli e indirizzi utili a un viaggio in questa terra, infatti qui io mi vengo a trovare in circoli non proprio turistici.

La Cambogia è un paese che merita di essere visitato, ce chi la pensa pericolosa, io vivo a Roma, e la trovo più pericolosa dell'intera Cambogia. Non trovo sia il posto più indicato per divertirsi, ma a chi volesse vedere opere che hanno del sublime qui potrà soddisfare il prorpio appettito culturale, soprattutto la Cambogia è una nazione dove fare esperienze di vita, conoscendo e parlando con i locali, curiossissimi del nostro mondo, con molta fame di conoscenza. I bambini in particolare sono incredibili, furoi dai templi vi assaliranno per vendervi ogni sorta di souvenirs: libri riguardanti i territori cambogiani e storie di sopravvissuti; bracialetti ricavati dal PAM Three, di cui usano tutto (corteccia, legno, frutti, e linfa); flauti e oggettini di legno; non ultime le cartoline. Sentitevi liberi di acquistare quello che più vi aggrada, ma per favore: NON DATE CARAMMELLE o GOMME DA MASTICARE a questi bambini! Dopo 11 settimane passate con loro e i loro genitori ho appreso molto: una di queste cose è che sono carenti di igiene dentaria, ho in atto una piccola guerra educativa per fargli capire l'importanza di uno spazzolino da denti (che ho trovato abbandonati senza cura nella terra fuori dalle case nei villaggi) e il corretto uso di questo strumento. Infatti chi è a contatto con l'enorme flusso turistico di visitatori di Angkor incorre in questo dono a doppio taglio, 5 minuti di piacere dato da una caramella innesta un processo di carie indicibile creando nel tempo una moria dentaria, vi ricordo che è un paese poverissimo e le famiglie non hanno di che mandare a scuola i figli e spesso hanno problemi di alimentazione, la carne è un lusso, il pesce se lo pescano nei vari canali e stagni.. Il riso è l'unica fonte di alimentazione; come possono fare fronte a spese medico dentistiche? Alcuni li ho portati dal dentista con spese enormi per questo paese, e sono stato fortunato a trovare un dentista comprensivo, che invece di tassare il mio status da bianco, mi ha fatto uno sconto su ogni intervento, e tra l'altro facendo un gran lavoro. Cmnq tra questi bambini c'è chi rischia(va) di rimanere senza incisivi a15 anni!! Chi vive completamente estraneo al turismo ha i denti, magari non bianchi e sovente intrisi di placca e tartaro, ma almeno li ha! Invece di regalare carammelle, nei mercati di Siem Reap (la città da dove si parte per visitare Angkor) si possono comperare matite e penne, quaderni e giochetti di ogni sorta.. Per prezzi decisamente bassi. Un pallone se lo fanno pagare 2 o 3 dollari. Una penna 500 riel (1 dollaro sono 4000 riel) un Shoi 1000 riel o 2000.. Il vero prezzo è 1000.

Spesso si straniranno che gli propinate matite o quaderni, e chiederanno la parte mancante; se gli date penne chiederanno quaderni, non avete quaderni, chiederanno soldi per i quaderni. Evitate di dare soldi per niente, al limete comperate qualchecosa di quello che vendono, è antieducativo dare soldi per nulla, come per esempio pagare un dollaro per avere una foto di uno di loro! Se proprio non ne potete fare a meno, pagate e fate la foto, ma ricordate che c'è il rischio che si abituino a chiedere soldi per nulla, e a pensare che noi siamo ricchi, e non è sempre così; siamo ricchi rispetto a loro ed è vero, ma abbiamo le nostre belle gatte da pelare E' buona cortesia, in un paese dove pensano che se li fotografi gli stai rubando un pezzetto d'anima, chiedere cortesemente se si possono fotografare, loro non dicono di no, anzi saranno ben contenti, ma chiedere costa nulla. Per questa ragione mi è capitato di discutere con alcuni turisti.

Detto questo... Auguro un buon viaggio a tutti in questo paese meraviglioso che non può lasciare indifferenti... In cambogiano: So'x Sa'bai.

Anto

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