Meteore e Calcidica: tra mare e cultura con i bambini

Alla scoperta delle Meteore e delle meravigliose spiagge della Calcidica

  • di Federica Padrin
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Vacanze estive in agosto: voglia di mare, cultura e tranquillità. Dove andiamo quest'anno? Ci capita tra le mani una vecchia brochure del Monte Athos con spiagge meravigliose e acque cristalline... ma dov'è sto posto? Scopriamo, così per caso, la Calcidica. Dopo un po' di ricerche online e letture su TPC decidiamo di prenotare qui la nostra vacanza, pianificandola anche in base alle esigenze dei nostri figli: Elena e Luca (7 e 4 anni).

27/07: lagonisi

Volo delle 15.15 per Salonicco da Bergamo dove arriviamo in tempo nonostante la mezz'ora persa per l'incidente in autostrada. Lasciamo la macchina al parcheggio Blueparking, prendiamo il pulmino, passiamo i controlli e dopo meno di 3 ore atterriamo a Salonicco “ballando” un po’ a causa del vento forte. All'uscita troviamo il pulmino per il transfer all'autonoleggio. Abbiamo prenotato una macchina attraverso rentalcars.com con la compagnia Caldera che sconsigliamo. Ci hanno fatto pagare un sovrapprezzo per la riconsegna prima delle 8 di mattina e c'è stato un errore nel passaggio della prenotazione. La Micra che ci danno è giusta giusta per trasportare la valigia da aereo e i 4 bagagli a mano. Proviamo a richiedere il cambio ma ci dicono che è già un upgrade visto l’errore nella prenotazione. Perdiamo solo tempo. Ci aspetta un viaggio di 3 ore per raggiungere le Meteore e sono già le 19.00. Saliamo a bordo e attraversiamo la bianca città di Salonicco, percorrendo il Ring. Poi imbocchiamo la E90 che serpeggia tra le montagne. Per fortuna i bambini si addormentano e l'autostrada è deserta. Ogni tanto rallentiamo per pagare il pedaggio (1,50 o 2,50 euro). Usciti, facciamo gli ultimi 50 km al buio in mezzo alle montagne. Finalmente arriviamo a Kastraki. Alloggeremo nel bizzarro Zozas Rooms, una pensione dove la collezione di oggetti vari la fa da padrone. C’è di tutto appeso alle pareti: dalla collezione di icone, ai modellini di navi, ai peluche. Avvisiamo del nostro arrivo, ma prima di fare check in, visto che sono le 22, ci dirigiamo alla taverna Gardenia dove mangiamo dell'ottima moussaka, l’immancabile insalata greca e degli spiedini di maiale buonissimi. Come già letto in altri racconti, le porzioni sono abbondanti, i camerieri molto gentili e spendiamo 10 euro a testa per uscire più che soddisfatti.

28/07

Ci alziamo e partiamo alla scoperta delle meteore dopo un'abbondante colazione. Il proprietario ci ha forniti di cartina della zona e indicazioni su orari e chiusure. Oggi solo 4 monasteri su 6 sono aperti. Iniziamo il nostro giro salendo da sinistra. Purtroppo Varlaam è chiuso quindi ci dirigiamo verso Megalo Meteoron non prima di aver fatto un po' di foto lungo il tragitto alle spettacolari viste su rocce e monasteri. La salita è abbastanza lunga (oltre 200 scalini) e tutta al sole. Per fortuna riusciamo ad acquistare una bottiglietta d’acqua (0,50 euro) prima di iniziare. All'ingresso mi copro le gambe con i parei a disposizione e paghiamo l’ingresso: 3 euro a testa solo noi adulti. Ci sono parecchi turisti ma il monastero ha comunque il suo fascino, soprattutto la spettacolare chiesa. I bambini si divertono a esplorare le varie stanze e prima di scendere accendiamo le candele all’ingresso della chiesa. Mentre scendiamo, abbiamo la fortuna di vedere la teleferica in funzione: un blocco di metallo sospeso tra le rocce. E’ quasi mezzogiorno e fa molto caldo. Così, viste anche le distanze molto brevi, decidiamo di scendere a Kalambaka per pranzo. Ci affidiamo a TA per la scelta del ristorante che ricade sulla Meteora Restaurant Gertsou Family nella piazza centrale di fonte alla fontana. Prima di sederci i camerieri ci portano in cucina dove la cuoca ci illustra cosa c’è oggi da mangiare. Scegliamo spezzatino di maiale con riso e verdure e pasta al forno per i bambini. Non sono proprio piatti estivi, ma la cucina greca non è tra le più leggere. Ci rinfreschiamo comunque con una abbondate insalata greca (una basta per quattro) e due Mythos. Anche qui mangiamo in 4 spendendo poco più di 10 euro a testa. Visto il caldo, decidiamo di posticipare le visite ai monasteri e di visitare i musei della zona scoperti tramite TA. Il primo è l’Hellenic Culture Museum che raggiungiamo a piedi. Si tratta di un piccolo museo aperto da un collezionista privato dove è possibile ammirare la sua collezione di libri scolastici e non. Per noi la parte più interessante è quella dedicata ai bambini. C’è una sezione con i giochi di una volta dove i bambini possono provarli e sedersi sui i banchi di scuola per esercitarsi con penna e calamaio. La gentilissima ragazza che ci illustra il museo ci propone anche di vedere (in greco!) le favole di Esopo che i bambini apprezzano comunque seduti per terra sul tappeto. Molto interessanti sono anche i filmati sull’origine delle meteore.

Prima che chiudano (17.00), andiamo a visitare i monasteri sopra Kalambaka. Il primo è Agios Stefanos, quello facilmente raggiungibile grazie al parcheggio antistante. Anche qui 3 euro per gli adulti e il pareo per coprirsi. Il monastero è piccolo ma c’è poca gente e il clima è decisamente meno turistico. Dopo la visita, ci avviamo verso Agia Triada dove ci aspetta una bella salita. Per fortuna una nuvola copre il sole e la parte di salita con gli scalini è all’ombra. Altri 3 euro e parei, e iniziamo l’ultima visita. Ammiriamo la “teleferica di una volta”, una specie di amaca richiudibile in corda, che abbiamo visto nei filmati originali del museo, ma la parte più sorprendente è la splendida vista su Kalambaka. Sono le 17 e veniamo fatti accomodare all’uscita. Il caldo si fa ancora sentire, così ritorniamo in paese in cerca di refrigerio. Ci sediamo ai tavolini di un bar e i bambini prendono una granita. Per loro non sarebbe adatto il caffè frappè che i greci bevono ad ogni ora del giorno! Riprendiamo la nostra visita e in macchina raggiungiamo il museo di storia naturale. C’è una nutrita collezione di animali e funghi, ma non ci entusiasma particolarmente. Sono le 19 e riprendiamo nuovamente la strada per le meteore per ammirare il tramonto e scattare le foto di rito. Per cena ritorniamo alla taverna Gardenia, ma prima ci fermiamo al parco giochi pieno di bambini che scopriamo dietro la chiesa del paese, e i nostri figli ne sono felicissimi. I camerieri della taverna che ci riconoscono e si fermano un po’ a chiacchierare con noi (un mix di italiano e inglese). Scopriamo così che la strada più veloce per arrivare lì è la nuova autostrada lungo la costa (E75) e non quella fatta da noi… grazie Google Maps L

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