Fuga estiva in Sardegna

Vacanza a Cagliari e dintorni, tra cultura, cibo e le immancabili spiagge incontaminate

  • di Angela Filetti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Quest’anno abbiamo deciso di fare una vacanza low cost con un leitmotiv: cultura+svago+cibocibocibo, giusto per non farci mancar nulla.

Partiamo con Ryanair da Bergamo e facciamo prima tappa a Cagliari: si inizia il tour andando al Bastione di Saint Remy, fortificazione del XIX secolo sito nel quartiere Castello (Casteddu, che tra l’altro è il nome di Cagliari in sardo), da cui potrete ammirare un’incantevole vista della città. Appena partiti, già sfiniti per il caldo soffocante, sostiamo al Caffè delle Arti, dove reidratiamo il corpo e lo spirito; completiamo il tour visitando la Cattedrale e la Torre di San Pancrazio. La vetta della torre e la terrazza del Bastione sono raggiungibili tramite un comodo ascensore (solo il primo a pagamento), particolare che vi sarà alquanto utile se deciderete di visitarli nel periodo estivo. Conclusosi il tour del quartiere Castello ci addentriamo per il centro, passando per piazza Yenne e dintorni ed esplorando le viuzze ricche di artigianato sardo: tipiche le ceramiche, gli oggetti in sughero, la gioielleria (come la fede o vera sarda, mentre gli orecchini con lavorazione corbula ricordano i cesti fatti a mano), nonché molte specialità enogatronomiche come gli gnocchetti sardi (malloreddus), la fregola (un tipo particolare di pasta di forma sferica, simile al cous cous ma più grande), vari intingoli, miele e marmellate, liquori e grappe (mirto, fil ‘e ferru), e poi salumi, formaggi.. insomma tutto diventa trasportabile nelle misure e nelle quantità adatte, considerando che ormai mettono sotto vuoto anche voi. Il giro della città si conclude con la visita al colle di Bonaria e l’omonima Basilica, punto forte della città non tanto dal punto di vista architettonico quanto per la sua storia, come il ritrovamento della statua in legno della Madonna (appartenente al 1300). Proprio questo settembre Papa Francesco farà visita alla Basilica per omaggiare il Santuario che ha dato il nome alla città di Buenos Aires (che vuol dire appunto buona aria)!

Per quanto riguarda le spiagge abbiamo potuto dedicare solo due giorni: la prima che abbiamo visto è Tuerredda, dopo Chia; l’altra è Villasimius, punta di diamante della Sardegna meridionale. Spiagge bianchissime e mare cristallino, niente da invidiare ai Caraibi. L’area non presenta molte strutture attrezzate, anzi è quasi tutta spiaggia libera, inoltre pur essendo una zona molto popolata non è opprimente, l’ideale per cercare un po’ di relax e spiaccicarsi al sole.

Parlando di cibo (componente immancabile di due buone forchette come noi), oltre ai prodotti tipici già menzionati vi segnalo i malloreddus alla campidanese (un sugo fatto con la salsiccia), il maialetto (porceddu) alla brace e i dolcetti sardi, in particolare la seadas, una sorta di raviolo dolce ripieno di formaggio, condito con zucchero o miele.

Altra tappa culturale il villaggio nuragico Su Nuraxi (si pronuncia Nuragi con la gi dolce) a Barumini; questo paese si può raggiungere facilmente con l’auto in circa 40 minuti, imboccando da Cagliari la SS131 e successivamente la SS197 per Sanluri/Furtei, fino all’uscita per Barumini. Se invece volete prendere i mezzi pubblici sappiate che non è possibile farlo in giornata perché il primo pullman parte nel pomeriggio e si può ritornare solo il giorno dopo! La visita dura circa un’ora, ha un costo di 10 € e comprende una guida (obbligatoria ma fondamentale per capirci qualcosa..), che aiuta ad apprezzare e catalogare costruzioni nuragiche datate intorno al XV sec . a. C. Ero molto scettica ma nonostante i disagi climatici ne è valsa la pena, per cui posso dire con fierezza di aver barattato volentieri un altro giorno di mare con questa gita fuori porta!

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