Siete pronti a invadere la Bulgaria?

Immersi nella cultura di un popolo a cavallo tra oriente e occidente. Scommettiamo che entro i prossimi cinque anni la Bulgaria diverrà la meta più cool d'Europa?

  • di sermed
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 9
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Una meta scelta senza troppa convinzione si è rivelata una bellissima favola dal lieto fine!

Avete mai avuto la sensazione di sentirvi a disagio per qualcosa, anche se non avete fatto (o detto) niente di male? Bene, a me è capitato quando mi chiedevano dove sarei andato in vacanza quest’anno! Questa è la tipica conversazione con parenti e/o amici: “Dove vai in vacanza quest’estate?”, “Ho prenotato un volo per la Bulgaria”, sorrisetto infido di commiserazione “Ah… la Bulgaria… (poveretto) è Bucarest la capitale vero?”, “No la capitale è Sofia (ignorante) Bucarest è la capitale della Romania (ignorante due volte)”, “Ah… Sofia… (ri-poveretto) e cosa c’è da vedere a Sofia?”, “Una bellissima cattedrale e poi tante altre cose..”, “Ah… la cattedrale… Lo sai Io quest’anno vado ad Amsterdam!!!”, “Lo sai Io ad Amsterdam ci sono stato sette anni fa (tiè)”, “Beh… divertiti a Sofia (se ci riesci)”, “Divertiti anche tu ad Amsterdam (ma vaff..)”. Onestamente per un momento ho pensato davvero di aver fatto una cavolata e mi sentivo addosso anche la responsabilità per aver coinvolto altre persone; ma, come in una favola a lieto fine, la Bulgaria è bellissima e questo è il resoconto di quattro magnifici giorni trascorsi tra fortezze, grotte, monasteri e città d’arte.

1° giorno, mercoledì 30 agosto: Itinerario: Catania – Sofia – Plovdiv (km 146)

Perché abbiamo scelto la Bulgaria? Lo dico spudoratamente: per risparmiare! Come per la maggior parte degli italiani, anche per me la Bulgaria era quella nazione ex-comunista (quindi economica) nel sud-est europeo con capitale Sofia e poi… e poi niente, il vuoto, non c’era altro in memoria! Ma essendoci un volo diretto da Catania forse valeva la pena saperne di più. Controllando vari siti e blog mi si è aperto uno scenario incredibile di verdi colline e monti innevati, architetture arabeggianti e viali mittle-europei, chiese ortodosse accanto a moschee e sinagoghe e così via.

Quest’anno siamo addirittura in nove a partire (eh risparmiare piace a tutti!!) Sergio & Letizia con Morena e Giorgia, Bruno & Lilla (cognati), Salvina & Luigi (cognati di cognati) e Massimo questa volta senza Marilù.

Partiamo da Catania in un caldo pomeriggio di fine agosto. Il volo Wizzair previsto per le 15.25 è un po’ in ritardo. Nel terminal degli arrivi di Sofia, mentre con gli altri ragazzi aspettiamo le nostre compagne ancora in bagno (a 45 anni suonati non ho ancora capito perché le donne ci mettono il triplo del tempo a fare la pipì!! Chissà se Focus o Voyager si sono mai occupati di questo mistero), ci raggiunge un poliziotto locale con un passeggero del nostro volo spiegandoci il suo problema: anche con il mio inglese striminzito che elenca una cinquantina di parole, capisco che il signore in questione ha sbagliato volo!! Ha in mano infatti la carta di imbarco Catania-BUCAREST: a parte il fatto che considero gravissimo che né le ragazze al gate d’imbarco, né le hostess sull’aereo, si siano accorte di nulla (allora chiunque si può stampare una carta d’imbarco fasulla e partire!) ma questo benedetto signore di indizi che il volo non fosse per la Romania ne ha avuti eccome: almeno la metà dei passeggeri in coda al controllo aveva un passaporto con bandiera bulgara e caratteri cirillici; i discorsi delle persone su cosa faranno una volta arrivati a Sofia, che la Bulgaria è così e cosà ecc; come se non bastasse, non ti dice niente la scritta SOFIA che capeggia luminosa sul gate?, Come un cagnolino abbandonato sul ciglio di una strada, gli indichiamo il banco della Wizzair e lo lasciamo solo al suo destino: senza sapere nemmeno una parola di inglese (figuriamoci il cirillico) chissà come gli è finita…

La pena per quel tizio però dura poco: chissenefrega noi siamo in vacanza e ad attenderci fuori dal terminal c’è la nostra Opel Vivaro con 9 comodi posti in tre file. Mi metto alla guida e dopo circa 1 ora e 40 di autostrada scorrevole arriviamo a Plovdiv che è già sera. L’hotel prenotato per oggi è il Plaza, un moderno tre stelle (appartamento con due spaziose stanze per quattro persone a €68 compresa la colazione). Non abbiamo ancora cenato e su consiglio del portiere andiamo al ristorante Dajana in centro, dove abbiamo mangiato discretamente a base di carne spendendo poco: una menzione speciale va soltanto alla birra locale Zagorka, servita ghiacciata in bicchieri da mezzo litro ci è rimasta nel cuore…

Apro una parentesi sul cibo bulgaro: nelle salsicce e nelle polpette utilizzano una qualche spezia non identificata che può risultare sgradevole a chi, come noi, non vi è abituato. Senza arrivare agli eccessi di Massimo che dice che le salsicce hanno il gusto di ascella sudata (!), devo dire che non hanno entusiasmato neanche me. La serata si conclude con una visita notturna alla bella piazza Dzhumaya dove il pezzo forte è l’omonima moschea insieme allo stadio romano

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