Itinerando in Bulgaria

Viaggio itinerante tra la capitale Sofia, la religiosa Rila, la "tracia" Plovdiv e la storica Koprivshtitsa

  • di Libra
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

E dopo circa 2 anni ritorno nei Balcani, una zona limite, spaccata da divisioni interne, dai nazionalismi, sono la così detta zona cerniera, un luogo meta per le grandi potenze mondiali, un luogo che sembra avere perduto la sua identità e che a stento riesce a trovare la propria autonomia e la propria direzione.

Un luogo che, nonostante le tante difficoltà, è anche diventato ultimamente un percorso molto battuto da profughi e migranti diretti in Europa. Tanto è vero che poco fa è cominciata la costruzione di una recinzione al confine tra Ungheria e Serbia per impedire ai profughi di attraversare la frontiera.

Prima di partire mi sono venute in mente vecchie fotografie. Fotografie dai colori sbiaditi che ho visto sui libri di storia e sulle riviste. Fotografie di bimbi arrampicati sui carri con grandi ruote carichi di roba e trainate da bufali rachitici, di vecchi stanchi su strade piene di fango. Gente che scappava dai massacri smarrendosi nelle immense pianure della Tracia. La chiamavano pulizia etnica.

Nonostante la presenza di questi ricordi non propriamente allegri non voglio perdermi squarci di lirismo e di fiducia. Immaginare questi luoghi senza che la guerra vi fosse giunta. La terra che riprende a vivere e si colora di magica naturalezza, di un tepore quasi suggestivo, di immaginazione e di fantasia. Una fiducia nei confronti dell'uomo e uno spirito di nostalgia forte e sentito, di chi ama il proprio paese e non accetta di vederlo distrutto. In fondo la rabbia denota l'attaccamento al passato, alle tradizioni semplici, a quello che è stato e che ora è scomparso.

Chissà, forse alla fine di questo viaggio resteranno solo le cose lette, le cose che ho scritto, forse il ricordo di una notte d'amore...

Sono partito in un torrido giovedì di fine luglio con direzione Sofia, Bulgaria... La temperatura è davvero quasi insopportabile. Prendiamo un volo Wizzair, prenotato circa un paio di mesi prima con un prezzo davvero irrisorio. Il volo di andata è puntuale, tranquillo... Atterriamo anche con qualche minuto di anticipo. C'è un caldo micidiale anche qui, la colonnina porta 37 gradi al nostro arrivo. Sofia è avvolta da un misto di afa e nuvole, un grigio asfissiante.

Avendo preso una compagnia low cost atterriamo al Terminal 1, distaccato dal Terminal 2 che è molto più nuovo e funzionale. Il Terminal 1 sembra un ammasso di ferro, piccolo, un po' vuoto e triste. In realtà dobbiamo raggiungere il Terminal 2, è qui infatti che c'è il capolinea della Metro della Linea 1 (rossa), che collega direttamente il centro città di Sofia all'aeroporto, questo collegamento è stato inaugurato solo un paio di mesi fa circa. Ci hanno riferito dell'esistenza di un shuttle bus che collega i due Terminal, ma in realtà chiediamo “al mondo intero” in aeroporto e al di fuori e nessuno ci sa indicare l'esatto luogo dove prendere questo shuttle bus. Alla fine, stufi, come molti altri prendiamo un bus di linea, il numero 84, e con l'ausilio di una donna bulgara che vive in Italia da tanti anni, scendiamo dopo poco per poi riprendere sempre il bus 84 che va in direzione opposta, che dopo un minuto ci scarica proprio davanti al Terminal 2 dell'aeroporto e all'ingresso della Metropolitana. La Metro si vede che è davvero nuova. Un po' “fredda”, ma funzionale, pulita e precisa. Facciamo il biglietto (avevamo cambiato poco prima un po' di euro in lev bulgari al cambio dell'aeroporto, che era anche abbastanza onesto...!), una corsa costa 1 lev, quindi 50 centesimi di euro. Il cambio è semplice, è praticamente la metà! Meno semplice è invece l'impatto con il cirillico. Nonostante giorni prima avevo cercato un po' di studiare l'alfabeto cirillico, soprattutto inizialmente, è stato un po' difficile cercare di tradurre..

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