La capitale delle terme

Budapest con le sue sorgenti di acqua calda è la meta ideale quando fa freddo!

 

Due anime, due storie, due paesaggi. Questa è Budapest. Da una parte Buda, la zona antica, tranquilla e aristocratica sulle colline, con il Varhegy – il colle della fortezza lungo un chilometro – e poi il quartiere medievale, il Palazzo Reale e la chiesa di San Mattia. Dall’altra Pest, più vitale e caotica, che comprende il centro storico (Belvaros) costellato di splendidi edifici art nouveau e eleganti boulevard in stile parigino, con il vivace quartiere ebraico (Erzsebetvaros) e il monumentale palazzo del Parlamento. In mezzo scorre maestoso il Danubio, solcato dall’imponente Ponte delle Catene, il primo collegamento permanente (inaugurato nel 1849) tra Buda e Pest, e dagli altri attraversamenti costruiti nell’arco del tempo. E quando il termometro scende, in autunno e in inverno, la capitale ungherese si trasforma nella città delle terme. Tra una visita e l’altra, un tuffo nell’acqua sulfurea a quaranta gradi offre un gradevolissimo diversivo. Infatti, il sottosuolo di Budapest, soprattutto nelle vicinanze del fiume, è ricco di sorgenti attorno alle quali fin dall’antichità si costruiscono i bagni – gli anfiteatri romani, i bagni turchi e gli edifici in stile liberty ungherese – fino alle contemporanee spa ultralusso piene di charme come il Danubius Health Spa Resort Helia (Karpat utca 62-64) e il Danubius Health Spa Re sorts Margitsziget, nel rigoglioso Parco sull’isola Margherita (Margit Sziget), nell’alveo del Danubio (lungo le sponde del quale si trovano la maggior parte delle terme). Riserva di caccia reale sotto la dinastia degli Arpad e colonia monastica durante il dominio turco, oggi l’isola è una delle aree verdi più frequentate, con due stabilimenti balneari e un teatro all’aperto.

Sulle tracce dell’architettura ottomana

Sotto le colline calcaree di Buda, invece, esiste tuttora un sistema di spelonche ricche di sorgenti termali, collegate tra loro attraverso un labirinto paleolitico unico al mondo. Nel 1541 gli ottomani occupano Buda e scoprono che è ricca di sorgenti: le chiese sulle colline diventano moschee e le terme vengono costruite sopra le fonti, perché la religione vieta ai turchi di immergersi in acqua non corrente. Nei decenni successivi, nel tentativo di riconquistare Buda, gli Asburgo finiscono col distruggere la città. Al momento della riconquista, nel 1686, Budapest è devastata e le tracce dell’architettura orientale quasi cancellate, a eccezione delle terme. Che oggi, ristrutturate nel rispetto della tradizione, continuano ad attirare migliaia di avventori. Accanto all’isola Margherita, sul lato di Buda, il complesso di Lukacs (Frankl Leo Utca 25-29) risale al Medioevo. Nell’800 furono aggiunte le piscine scoperte, adesso dispone di sette tipi diversi di idromassaggio e sei bacini. Seguendo le tracce ottomane invece, poco lontano da Lukacs – sempre lungo il fiume – si incontrano le terme Kiraly (Fo Utca 84), costruite nella seconda metà del '500. L’antica struttura in pietra e la luce che filtra dalle piccole finestre colorate creano una magica atmosfera nella sala centrale con piscina ottagonale, sovrastata dal soffitto a cupola.

Il ponte più lungo d’europa

Proseguendo lungo il fiume verso sud dal lato di Buda, si arriva al ponte Elisabetta, il più lungo d’Europa a una sola arcata, costruito tra 1897 e 1903 in stile liberty. Dallo sperone roccioso che domina il ponte, il monte Gellert, si può ammirare il più bel panorama di Budapest, il lungo serpentone d’acqua dolce e più in là il profilo elegante dei palazzi di Pest. Una zona che non si può non visitare: collegati all’hotel Gellert, capolavoro art nouveau inaugurato nel 1918, i bagni Gellert (Kelenhegyi Utca 4) sono i più eleganti della capitale ungherese, impreziositi da statue, mosaici di ceramica e vetrate dipinte. Con alcuni innesti contemporanei: da provare i nuovi trattamenti Water Shiatsu (ovvero lo Shiatsu praticato in acqua), lo Zen Shiatsu, il bagno rigenerante al latte e miele, quello rilassante con oli aromatici, massaggi stimolanti al cioccolato o con le pietre vulcaniche. Alle spalle del monte Gellert, inoltre, nel distretto di Tabàn, bagni Rudas (Dobrentei Ter 9), capolavoro dell’architettura ottomana costruito nella seconda metà del '500 con ventu-no sorgenti e la grande vasca ottagonale coperta dalla cupola che lascia filtrare i raggi del sole, traforata da piccole finestre colorate. A pochi isolati di distanza, l’itinerario prosegue con i bagni Rac (Hadnagy utca 8-10). Famosi già nel medioevo con la denominazione di “terme reali”, poiché re Mattia fece costruire un corridoio chiuso che lo collegava al Palazzo Reale di Buda. Dopo il profondo restyling, oggi le antiche terme sono integrate nell’albergo a cinque stelle Racz. Per visitare Szechenyi (Allatkerti Korut 11) infine, le altre terme di Budapest in stile primi Novecento, occorre spostarsi dall’altra parte della città, nella zona di Varosliget, il grande parco cittadino dove le torri da favola del Castello di Vajdahunyad si innalzano sopra un isolotto circondato da un lago artificiale che d’inverno si trasforma nella più spettacolare pista di pattinaggio su ghiaccio all’aperto d’Europa

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