Eclettica Budapest

Budapest è una città meravigliosa, una fusione tra fascino orientale e romanticismo liberty, ove convivono armoniosamente le tradizioni di uno stato millenario con le influenze culturali giunte da ogni angolo dell’Europa.

  • di lula
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Budapest è una città meravigliosa, una fusione tra fascino orientale e romanticismo liberty, ove convivono armoniosamente le tradizioni di uno stato millenario con le influenze culturali giunte da ogni angolo dell’Europa.

Il panorama del lungo Danubio, che fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco assomiglia ad una foto degli inizi del ‘900: Hotel in stile Art Nouveau (Hotel Géllert), sale da ballo e concerti (Vigado’), battelli-ristorante, caffè-club, ormeggiati a riva.

Ma se vogliamo fare un salto nel tempo basterà attraversare il Ponte delle Catene o il Ponte della Libertà per ritrovarsi sulla riva destra a Buda, nella città vecchia, con il sapore tipicamente medioevale del Bastione dei Pescatori, dove si librano poiane ammaestrate dai falconieri, tra viuzze fiancheggiate da case dai tetti variopinti e con le insegne dei negozi in ferro battuto.

Qui sorge anche il Palazzo Reale che per 700 anni è stata la residenza dei sovrani Ungheresi, dove soggiorno’ anche l’infelice principessa Sissi (a lei è dedicato il Ponte Elisabetta).

Budapest da’ la sensazione fisica della capitale con una signorilità e un’imponenza da città protagonista della storia, in uno stile eclettico, come variante del liberty internazionale, che ha in Odon Lechner, il “Gaudì Magiaro” uno dei suoi massimi interpreti.

Sulla riva sinistra della Duna invece, nella pustza pianeggiante si trova Pest, nata come emporio commerciale. Da non perdere è il Mercato coperto in piazza Fovam, una costruzione in ferro e vetro dove ci sono tantissime bancarelle addobbate con ghirlande di aglio e paprika.

Tale spezia, portata dai Turchi in Ungheria, forse originaria delle Indie Orientali, nasconde “forti” sorprese: mai confondere al momento della scelta la paprica dolce (csemege) con quella piccante (csipos)! Tra i prodotti tipici c’è anche il vino: Bacco ha donato all’Ungheria una cultura enologica di tutto rispetto;da sorseggiare è il Tokaji aszu o szamorodni, un passito che al Tokai friulano ha conteso con successo la legittimità del nome.

Prendendo il tram nr.2 ci si puo’ spostare verso il centro e alla piazza Déak tèr (punto d’incontro delle tre linee di metro) riprendere la metro gialla “Fodalatti” assaporando lo stile retro’ dei muri piastrellati di bianco e scendere presso la fermata “Opera”, seguendo le note di Liszt, per proseguire a piedi lungo il viale Andrassy che porta alla Piazza degli Eroi.

Il popolo Ungherese è particolarmente ricco di racconti in cui verità storica ed elementi fantastici si alternano e si fondono in un suggestivo intreccio. Ebbene eccovi proiettati, subito alle spalle della piazza, nel fiabesco castello del Vajdahunyad Vàra, con un grande parco che in autunno si tinge di stupendi colori, molto romantico! Nei paraggi si trova l’edificio neobarocco delle terme Széchenyi; a Budapest ci sono molti Furdo’: bagni termali (Géllert, Rudas, etc), è consigliata sicuramente una visita non solo per il sollievo dopo la passeggiata per la città, ma anche per l’architettura interna e l’atmosfera suggestiva da hamman che si respira.

Per quanto riguarda il palato, un antico detto ungherese afferma che:< un uomo puo’ desiderare la fama, un altro la ricchezza, ma chiunque desidera un gulasch alla paprica!> Ma se si vuole consumare uno spuntino, ci sono molti “giros”dove prendere un kebab; per chi invece è goloso di dolci, merita un assaggio la “dobos tarte” alla pasticceria Gerbeau oppure un tè da Teahàz, un locale molto carino nei pressi della fermata della metro gialla “Oktogon”, dove potete togliere le scarpe ed adagiarvi su morbidi puff in completo relax Non mi resta che dire: Viszontlatasra (arrivederci) Budapest!

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