Bruxelles: la capitale fiamminga

Cinque giorni a zonzo per scoprire la città: musei, piazze,

  • di scricciolo87
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Non c’è giorno in cui purtroppo non si ricevono notizie negative dai media riguardanti il Belgio e in particolare Bruxelles. Io, invece, vi voglio raccontare il mio viaggio nella capitale fiamminga, una città che mi è rimasta molto impressa, non solo per la sua semplice bellezza ma anche per la tranquillità dei quartieri.

L’estate scorsa, come sempre all’ultimo, io e il mio ragazzo volevamo visitare una città europea prima di ricominciare il nuovo anno di lavoro ma non avevamo nessuna meta precisa in mente. Mi sono fatta ispirare da Skyscanner e dopo una breve comparazione di prezzi, abbiamo optato per Bruxelles. Ammetto che nessuno dei miei amici mi aveva consigliato questa città, anzi tutti me ne parlavano abbastanza male. Questo però aumentava la mia curiosità verso la città. Abbiamo trovato un volo conveniente con la Brussels Airlines con partenza da Venezia Marco Polo e arrivo a Bruxelles Charleroi. Per l’alloggio, invece, abbiamo scelto l’hotel Berger in quanto colpiti dalle recensioni dei viaggiatori e alcune travelblogger. Gli elementi determinanti per la scelta di questo hotel sono stati anche la posizione centrale –quartiere Ixelles- che ci ha permesso di visitare la città sempre a piedi e di risparmiare quindi sui biglietti dei mezzi pubblici, e la storia dell’hotel stesso: si tratta di un ex bordello recentemente ristrutturato che ha riprodotto la stessa atmosfera di una volta. Troverete quindi stanze piccole, tutte diverse le une dalle altre, riportanti il nome della ragazza che una volta le occupava e luci soffuse in tutto l’hotel. Qui avevo prenotato solo l’alloggio senza colazione né pasti.

VERSO LA GRAND PLACE

Siamo atterrati a Bruxelles all’ora di pranzo. Affamati, abbiamo optato per pranzare in aeroporto con un veloce panino. Poi abbiamo preso il treno (Brussels Airport Express) al livello -1 dell’aeroporto con collegamenti alla Gare du Midi e alla Gare du Nord. Noi siamo scesi alla Gare du Midi e a piedi ci siamo diretti verso l’hotel. Durante il nostro soggiorno abbiamo scoperto che ci sono diverse vie che collegano le zone più visitate al nostro hotel. Noi abbiamo attraversato Mont des Arts che si rivelerà poi uno dei nostri posti preferiti, dove torneremo più volte. In alternativa si poteva prendere la metro e la fermata più vicina è Porte de Namur. Sbrigate le pratiche di check-in, ci siamo sistemati nella stanza Manon e dopo una piccola siesta siamo usciti per una prima esplorazione della città. Innanzitutto l’hotel si trova in una posizione strategica per gli amanti dello shopping: sia Rue de Trône che Boulevard Waterloo sono pienissimi di negozi dalle catene più economiche ai negozi super lusso. Abbiamo raggiunto la Grand-Place attraverso Parc d’Egmont che si trova in Plaçe du Petit-Sablon, caratteristico e piccolo giardino circondato da statue rappresentanti uomini al lavoro (seggiolai, falegnami, fabbri) sui quali troneggiano i conti d’Egomont e di Hornes, sopra la fontana, attorniati da statue di eruditi e umanisti. Dietro di loro si trova la vecchia residenza della famiglia Egmont, destinato ai ricevimenti del Ministro degli Affari Esteri. Si passa poi davanti all’imponente chiesa gotica di Notre-Dame-du-Sablon per arrivare alla Plaçe du Grand-Sablon, che, anche se è in gran parte occupata da parcheggi, ci ha particolarmente colpito. Si tratta di una piccola e caratteristica piazza borghese triangolare costeggiata da vecchie case, negozi di antiquariato, piccoli ristoranti e grandi pasticcerie quali Wittamer e Pierre Marcolini. Questa piazza è stata una tappa fissa per le nostre colazioni. Abbiamo provato Wittamer e anche Lady Godiva, tempio del cioccolato, ma alla fine siamo rimasti fedeli a Le Pain Quotidien. Da qui poi ci siamo diretti a la Grand-Place

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