Bretagna con passione

Giro completo della penisola bretone partendo dalla capitale Rennes fino a Mont Saint Michel. Un itinerario auto-costruito nella selvaggia, magica, bellissima Bretagna

  • di Verandrea
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Questo viaggio è tanto che lo sogniamo e da un paio d’anni abbiamo cominciato a leggere, informarci e prepararlo. Abbiamo deciso per un viaggio in macchina, costruendo il nostro itinerario con dei punti fermi ma anche con ampi spazi di manovra, cercando alberghi fuori dai circuiti di massa, che ci ispirassero per l’atmosfera, e che abbiamo prenotato con un po’ di anticipo.

Il periodo precedente la partenza è stato davvero difficile e noi abbiamo veramente bisogno di staccare la spina.

Lasciamo Treviso a metà mattinata d’un afoso 31 luglio, con un sole velato e 25° appiccicosi. Siamo diretti al traforo del Frejus, che oltrepassiamo senza problemi. Rapido pernottamento nei pressi di Bourg en Bresse e via verso Chenonceau (1 agosto), uno dei più conosciuti castelli della Loira. La campagna francese è bellissima, dolce e curata, ma sempre uguale, tanto che sembra non finire mai; tantissimi campi di girasoli, quasi altrettanti gli autovelox.

A metà pomeriggio arriviamo a Chenonceau, dove troviamo un mare di gente.

Il castello è davvero notevole, ma riuscire a visitarlo con quella calca è veramente problematico: approfondiamo l’essenziale poi, sfiniti da folla e caldo, scappiamo all’esterno dove ci addentriamo nei giardini creati dalle due dame che hanno dominato il castello, Caterina de Medici e Diana di Poitiers: sono bellissimi. Non osiamo immaginare quanto devono essere splendidi in primavera.

Riprendiamo il bel viale alberato che ci riporta alla macchina e raggiungiamo Tours, città universitaria carina e dinamica, dove dopo rapida visita e lauta cena, pernottiamo.

Il 2 agosto pioviggina e siamo scesi a 15°. Oggi la prima meta è la capitale bretone, Rennes, che è proprio bella con il Parlamento, le case a graticcio, gli sdrai per prendere il sole nell’ampia piazza principale. Pranziamo con una “galette” (crêpe doppia, dolce o salata) e prendiamo dei buonissimi “macarons” (piccole meringhe farcite di crema a vari gusti), nonché le onnipresenti caramelle al mou (fantastiche quelle al burro salato).

Bretagna però per noi vuol dire oceano, che ormai ci sta chiamando, quindi lasciamo Rennes diretti verso la costa Sud. A metà pomeriggio arriviamo a Quiberon, una lunga penisola percorsa praticamente da una sola strada che troviamo intasata in entrambi i sensi di marcia da auto-biciclette-passeggini-pedoni-pullman-camper in una baraonda totale. Quando finalmente raggiungiamo l’albergo che abbiamo prenotato - è a Port Maria, proprio in punta alla penisola - ci danno una stanza ariosa e assolutamente naif: non c’è un elemento dell’arredamento che abbia un senso con gli altri, la carta da parati è improponibile e le tende ci fanno a pugni, e c’è una finestra molto grande che dà proprio sul porto: è una camera fantastica! Il nome dell’albergo poi è garanzia di quel che cercavamo: l’Hotel de l’Ocean. Facciamo due passi lungo la Grande Plage e poi ceniamo sulla terrazza quasi in spiaggia di un piacevole ristorante. Rientrando ci fermiamo a dare un’occhiata a una delle principali “conserverie” di sardine di Quiberon: acquisti per domani.

Aria fresca, profumo di mare, i fari all’orizzonte… finalmente Bretagna !

3 agosto

Ci svegliamo di buonora, apriamo la nostra superlativa finestra e vediamo … niente: tutto è avvolto da una bella nebbia fitta. Il meteo però promette bel tempo quindi ci fidiamo e prendiamo il traghetto per Belle Ile, una delle nostre mete/mito. Prima però ci riforniamo di una baguette “tradition” e di prosciutto cotto (che qui servono “a bistecche” e con la cotenna). Arrivando a Les Palais la nebbia svanisce lasciandoci un cielo azzurrissimo e terso: non potevamo sperare in una giornata migliore. Noleggiamo uno scooter e via di corsa verso Les Poulains (la punta Ovest). La temperatura è salita a 24/25° ma c’è una fresca brezza che ci accarezza: si sta benissimo. Tra le strida dei gabbiani ci incamminiamo sul sentiero che porta al faro e alla punta. Facciamo il giro di questo grande scoglio, respiriamo e scattiamo foto con paio di pulcinella di mare che ci girano intorno. Poi ci sediamo su uno dei prati che digradano verso il mare e ci mangiamo il nostro panozzo in compagnia di un paio di gabbiani cui gettiamo la cotenna (che gradiscono assai).Che spettacolo !

Finiamo il giro e proseguiamo verso Plage de Donnant, ma c’è troppo sole, troppa gente e la marea è bassissima, quindi restiamo poco per andare a vedere Les Aiguilles de Port Cotton, dei faraglioni di roccia nera davvero suggestivi. Il vento s’è fatto più teso, il tempo è passato e … ci siamo presi una sonora scottatura, quindi dirigiamo lo scooter verso il traghetto

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