Brasil: alegria e saudade

Brasile: era tanto che sognavo questo Paese immenso, di cui avevo letto e immaginato. La sua natura imponente con spiagge e luoghi incontaminati accanto a città indemoniate, la sua gente allegra e ospitale in un ambiente spesso ostile a dispetto ...

  • di Antonella P 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Brasile: era tanto che sognavo questo Paese immenso, di cui avevo letto e immaginato. La sua natura imponente con spiagge e luoghi incontaminati accanto a città indemoniate, la sua gente allegra e ospitale in un ambiente spesso ostile a dispetto delle bellezze naturali in cui è immerso, la sua musica travolgente coi ritmi del samba nelle sue varianti del forrò, pagode, samba de roda, reggae o l’attuale arrocha. Bè, alla fine ce l’ho fatta a partire grazie ad un Volo supereconomico, ho preparato la Valigia emozionata tirando fuori i miei costumi da bagno e magliette e top, per affrontare le calde temperature a dispetto del freddo siberiano che da giorni imperversava nel nostro Paese.

Malgrado le 2 ore e mezzo di ritardo del nostro Volo e la stanchezza, l’entusiasmo per il nostro Viaggio cresceva col passare delle ore, e ha toccato l’apice quando l’aereo ha sorvolato SALVADOR de Bahia, meta del nostro viaggio. Tutte le luci che la illuminavano parevano distendersi come un vestito di lustrini e paillettes che ben rappresentava l’anima del Brasile. Appena sbarcate a Salvador un’aria calda ha accolto me e la mia amica , rinfrancandoci delle lunghe ore di attesa e scaldando i nostri cuori in ansia per scoprire quella meravigliosa città.

Avevo prenotato un alloggio a Itapuà, a soli 6 km dall’aeroporto di Salvador data l’ora tarda dell’arrivo. Il guardiano della “Casa Encantada” ci ha accolto, comunicandoci che ci avrebbe accompagnate in un’altra pousada perché la ‘Casa Encantada’, causa imprevisti non poteva più ospitarci. Ci siamo fidate e ci siamo sistemate nella Pousada ‘Itapua Beach’ di Elza Oliveira, una signora molto carina che ci ha accolto con un sorriso malgrado l’ora tarda della notte. La camera era davvero piccola ma per una notte ci siamo adattate, in compagnia di un geco che ci ha dato il benvenuto sulla porta della nostra camera. Il mattino seguente abbiamo fatto colazione con la frutta tropicale che tanto sognavamo, scoprendo nuovi sapori che avrebbero accompagnato tutto il nostro viaggio: il mamao, una sorta di melone trapiantato qui dall’India, l’avremmo gustato anche come frullato nelle giornate più calde.

Itapuà, è una località con una spiaggia lunga e sabbiosa con locali notturni animati, ma ormai rimane poco di quella poesia cantata da Vinicius de Moraes , Caetano Veloso, Toquinho (Tarde em Itapoa). Così abbiamo deciso di andare a conoscere i gestori italiani della ‘Casa Encantada’, per scoprire un po’ di più del loro progetto sul Turismo responsabile (www.Casaencantada.Br.It ). Loris e Maria ci hanno accolto nella loro Casa, dove troneggiava un giardino con palme e piante tropicali, e le amache dove gli ospiti potevano rilassarsi gustando l’atmosfera di serenità di quel contesto naturale. Ci hanno spiegato com’erano arrivati fin lì e il tipo di turismo molto distante da quello ‘ortodosso’. Ma ce ne saremmo rese conto solo ‘assaggiando’ una delle loro escursioni, che ci hanno fatto scoprire una realtà molto diversa da quella proposta da tutti i maggiori cataloghi delle Agenzie di viaggi.

Assieme ad una coppia in viaggio di nozze, anche loro ospiti, Loris ci ha accompagnate in un paesino di pescatori, Acupe, per fare una gita in canoa su un ‘rìo’ che sfociava nella Baia de Todos Santos. Abbiamo potuto vivere un’esperienza unica, ascoltando i suoni più inconsueti che provenivano dalle mangrovie...Il dischiudersi delle vongole che provocavano quel ‘ticchettìo’ di cui si parla in una delle canzoni di Marisa Monte, il barulinho, e che ha fatto esultare Anna (la mia amica musicista). E la ricerca dei granchi da parte dei nostri due vogatori, che si sono ostinati ad affondare i loro corpi sotto le mangrovie per riuscire a prendere due esemplari colorati di granchi e mostrarceli... ma facendoci realizzare il duro lavoro che quotidianamente i pescatori devono affrontare per poter sbarcare il ‘lunario’. Ma la fatica lascia il posto alla dignità e all’allegria che aleggia nell’atmosfera e nei visi della gente e dei bambini che si tuffavano nel fiume felici di poter gustare della ricchezza di quella natura, unico loro dono. Abbiamo anche visitato la sede di una Radio locale, la Radio Comunitaria Esperança, che attraverso una serie di altoparlanti disseminatati per le vie del paese, riesce a divulgare problematiche e offrire soluzioni tempestive alla comunità. La direttrice della Fundaçao Dom Avelar Barndao Villea Mussao, porta avanti un progetto di una Diocesi cattolica italiana offrendo piccole ma fondamentali opportunità alla comunità, ad es. Un asilo dove i bambini possono trascorrere la giornata e alimentandoli con un regime dietetico diverso, a base di frutta, esclusa solitamente dalle loro diete. Può sembrare un controsenso il fatto che il Brasile sia un Paese ricco di risorse naturali che però non vengono sfruttate, ma sono tante le contraddizioni che pervadono un Paese così grande e che non trovano una risposta. Ma basta il sorriso dei bambini che ti guardano intimiditi ma incuriositi a farti sciogliere qualsiasi dubbio. Guardare i loro visini, mentre il nostro amico Alberto li fotografava con la sua digitale, e li divertiva riprendendo anche i loro piedini, ci faceva riflettere su quanto può essere semplice la vita senza tutti i nostri comfort, a cui spesso non sappiamo rinunciare

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