Brasile tra timore ed entusiasmo

Da Rio de Janeiro a Jericoacoara, passando per Fortaleza e Guajiru

  • di lambo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Gennaio 2017, finalmente possiamo mettere insieme 2 settimane di ferie per andare in Brasile e ne approfitto subito. Appena prenoto i voli per Rio e Fortaleza uccidono un motociclista italiano in una favela e subito le tv fanno il riepilogo dei pericoli di Rio, bene, che fare? Cerco un'agenzia locale che mi tranquillizzi e invece del solito fai da me, mi affido a gente del posto così sto più al sicuro. L’aereo da Roma fa scalo a Lisbona e approfitto subito di uno stop-over di 24 ore per visitarla (hotel Brown central). Ottimo. Il volo diretto per Rio è notturno, così dormiamo tutti e 4 come ghiri, svegliati solo per cenare e fare colazione. La mattina siamo operativi alle 8,00 a Rio e troviamo la guida Franco, un italiano che è stato incaricato dall’agenzia locale Cultour, che si è rilevata un'ottima scelta. Subito in hotel a lasciare le valigie e per una rinfrescata. Le camere le avremo alle 15,00, quindi si va subito al Corcovado. La nostra guida ci fa i biglietti e ci fa saltare la fila di un'ora e mezza da buon italiano, facendo due moine alle ragazze che smistano i passeggeri sul trenino che porta in cima al Cristo. Inutile dire che vista con un bel sole è la prima fantastica esperienza con l’Acaj (un frullato di bacche simili ai mirtilli) sul bar sotto la statua. Procediamo verso il centro di Rio: la scalinata, cinelandia e tutto quello che una guida sa dove portare i turisti che hanno prenotato una visita di mezza giornata a Rio. Evitiamo il pan de azucar per non fare la fila e non ripetere 2 visite panoramiche simili in poche ore, fino a che alle 15,00 torniamo sfiniti all’hotel (Olinda Rio) perfetto. Apriamo la finestra della camera vista mare e siamo dentro copacabana. Una bella emozione, la spiaggia più famosa del mondo è lì sotto pronta per essere violata dalle nostre infradito. Ma mia moglie e l’altra coppia mi guardano esausti e svengono sul letto delle rispettive camere… mi adeguo. Usciamo per cena e il ragazzo che ci apre la porta ci dà il primo avvertimento “è la prima volta a Rio”? Risposta: "sì, si vede?". Allora tenete stretti i borselli e i cellulari in tasca, abbeh… scegliamo dopo lotte intestine il Charleston, locale tipo pub, un po’ caro ma gestito dal simpatico Charlie, che ci propone una paella molto ricca di pesce e delle ottime birre artigianali.

11 gennaio 2017

Facciamo colazione e poi andiamo in taxi a Ipanema. Scegliamo l’unico stabilimento (se così si può chiamare) che ha 4 lettini all’Italiana e invece di essere circondati dalle bellezze che si vedono in foto col tanga, ci accorgiamo presto che forse questa è una zona gay-friendly essendo le uniche 2 coppie eterosessuali (un omo e una donna) presenti in zona. Poco male non lo sapevo, ma forse il taxista sì. La cosa che però colpisce di più per chi arriva in queste spiagge per la prima volta è il numero incredibile, e dico incredibile, di venditori di ogni cosa... gamberi, spiedini, zucchero filato noccioline, birre, acqua, cocktails, dolci, pizze ecc… ecc… tranne l’unica cosa che mi andava sul serio, il caffè! Se avete una mezza idea di guadagnare qualcosa a Rio portate un mega termoss e vendete caffè in spiaggia, nessuno lo fa. Verso le 15,00 arriva un acquazzone epico che ci fa prendere l’autobus che in quel momento era l’unico riparo. Camera e pronti per la sera... Spesa in un ristorante al chilo, che vanno molto a Rio, buffet con tutto e paghi alla bilancia indistintamente dal tipo di cibo che hai preso. Chiediamo ad una signora di indicarcelo su google map sul mio cellulare. La signora ci fa cenno di non tenerlo così in vista il cellulare. Finiamo la serata con caipirinha e birre super ghiacciate sui kilometri di onde stilizzate della camminata di Copacabana

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