Lençois Maranhenses

In giro per gli stati del Nordest del Brasile

  • di balzax
    pubblicato il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

La “Ruta das emocões”

Le regioni del Nordest del Brasile dove si svolge questo viaggio sono il Ceará, il Piauì e il Maranhão. Il viaggio si svolge sulla direttrice Nord-Ovest, da Fortaleza a São Luis. Questo percorso è noto come “Ruta das emocões” (la rotta delle emozioni).

Molti diari di viaggio sono già stati scritti su queste destinazioni sudamericane: questo diario vorrebbe aggiungere qualcosa di nuovo.

Periodo del viaggio: 8-16 giugno 2013. Organizzazione: Brasilplanet. Compagni di viaggio: Valeria, Maddalena e Maurizio. Quartetto inedito che alla fine si scoprirà affiatato e compatibile, pur con le ovvie preferenze individuali.

Tappa 1: Fortaleza – Jericoacoara

Il tratto da Fortaleza a Jericoacoara si svolge per 250 km sulla statale BR 402, asfaltata (traffico praticamente inesistente, come negli altri tratti asfaltati che faremo) e per i successivi 70 km su piste sabbiose.

Jericoacoara (“Jeri”) per i locali è un ex-villaggio di pescatori sulla costa del Ceará, a 300 km da Fortaleza. Oggi è al 99% un luogo di puro turismo, destinato ad uso e consumo degli appassionati di kitesurf o più semplicemente della vita da spiaggia. Non c’è più traccia delle case dei pescatori di gamberi: viene il sospetto che le poche barche da pesca che ancora si vedono adagiate sulla lunga spiaggia siano lasciate lì apposta per dare un po’ di colore alle foto-ricordo. Per questo si ha l’impressione che Jeri è un villaggio “finto”.

Le strade di Jeri non sono asfaltate. Sulle vie sabbiose si affaccia un concentrato di bar, locali, negozi di pseudoartigianato, ristoranti per tutti i gusti e le tasche. Molti dei locali sono gestiti da italiani che hanno deciso di venire a vivere qui, come bene evidenziano i nomi “Ristorante Leonardo da Vinci” o “Gelato Grano” (peraltro, una gelateria ottima che Maurizio credo rimpianga ancora desso).

La maggiore attrattiva di Jeri sarebbe (condizionale d’obbligo) la “Pedra fourada”, cioè uno scoglio col buco che si raggiunge dopo un’ora di camminata sotto il sole, con ritorno comprensivo di una faticosa risalita su una collina di sabbia in cui si sprofonda spesso. Ok: risparmiatevi la fatica. Le guide turistiche (vedi Lonely Planet e Mondadori) sprecano pagine su questa roccia bucata presentandola come uno spettacolo naturale da non perdere: se tanto mi dà tanto, sui faraglioni di Capri ci dovrebbero essere intere biblioteche.

Le altre attrattive del luogo, che si raggiungono con gite di un giorno in dune buggy (150 reais, circa 60 €), sono due lagune di acqua dolce, la laguna Azul e la laguna Paraiso, dove vi potrete mettere a mollo sulle amache a pelo d’acqua. Ci si sta bene, oltre al fatto che mostrare agli amici la propria foto sdraiati sull’amaca galleggiante e sorseggiando una caipirinha è pur sempre una bella soddisfazione.

Per avere un’idea di quello che era Jeri 15-20 anni fa bisogna andare a Prea, circa 10 km a ovest. Qui vivono gli ultimi pescatori della zona, che campano coi gamberi (camarões) e i pesci spatola (peixe espada). Ma siccome a Prea non ci sono boutique né discoteche, il posto rimane deserto. Sulla spiaggia i pescatori vendono direttamente ai pochi passanti e ai turisti il pesce appena pescato. Qui vengono gli esperti del kitesurf, dato che i venti in questo tratto sono forti e costanti.

Alla sera, tutti sulla duna “Pòr do sol” a vedere il tramonto sull’oceano, possibilmente con un fresco succo di maracujà, mango o açaì, o magari un sorbetto comprato dagli immancabili “sorveteros” che arrivano dappertutto

  • 32603 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social