Il mio Brasile

Un viaggio di gruppo nella capitale carioca, con una puntatina in Paraguay

  • di migliorinia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 8
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Sabato 3 settembre

Sveglia alle 2 e alle 2:45 Stefano passa a prendermi. Ci dirigiamo verso Pescantina per poi andare all'aeroporto di Linate. Viaggio tranquillo. Arriviamo in aeroporto dove un ancora addormentato addetto al check a cui avevamo chiesto di stare assieme, ci mette come vuole lui. Viaggio fino a Lisbona tranquillo. All'aeroporto di Lisbona ci precipitiamo a prendere la coincidenza per Rio. Lo scalo e' molto grande e ha uno strano sistema di controlli passaporti; quelli europei elettronici passano subito, quelli normali devono attendere, senza regole fisse. Gli addetti dell'aeroporto indirizzano la gente verso uno sportello o l'altro senza metodologia. Saliamo sull'aereo senza problemi e partiamo in leggero ritardo. L'aereo, un vecchio A340 della Tap, propone film scadenti solo su monitor a parete e musica che si sente si e no dalle cuffie. Dei pasti meglio non parlarne, le prime 10 ore sono passate tranquillamente complice la stanchezza. Le ultime sono state un calvario. Arrivati a Rio procediamo allo sbarco e all'immigrazione che non presenta problemi. Aspettiamo un'ora e mezza i nostri bagagli che assieme a quelli di altre persone italiane non sono arrivati. La Tap, a differenza della Virgin, deve essere abituata alle procedure di lost and found infatti ci danno una contromarca con tanto di numero di telefono di un responsabile per i bagagli smarriti, e prevedono la consegna per il giorno dopo per le ore venti.

Dopo un po' di cabaret per prelevare la valuta locale e per chiamare due taxi, partiamo per l'albergo. Il traffico di Rio è caotico, l'autista che non dice una parola ha il suo bel da fare per districarsi in questo fiume di macchine in piena. Dopo una mezzora di aria condizionata gelida e di puzza di gas arriviamo all'albergo Apa in zona Copacabana. Prendiamo possesso delle nostre stanze e dopo usciamo a cena andando in una churrascheria che ci avevano consigliato e prenotato in albergo. La cena per qualcuno è stata abbondante per altri meno dato che soffriva sia di stanchezza sia di nausea dovuta all'aria ghiacciata e all'odore di gas del taxi. Il silenzio cala per tutti verso le 21:30 causa stanchezza estrema.

Note della giornata Lo smarrimento di ben sette valigie su sette. L'impiegato completamente sbadato dell'aeroporto di Linate. Valutazioni: Aeroporto di Linate. Ormai ha più voli della Malpensa soprattutto sul medio corto raggio. Check in Tap penoso, decidono loro i posti senza tenere conto delle nostre esigenze. Punti di ristorazione nella media per essere un aeroporto. Evitate comunque il primo bar che è il più affollato e ha la maggior coda. Wi-fi solo a pagamento. Bagni in discrete condizioni. Voto 6\10

Aeroporto di Lisbona: grande scalo e base principale della tap. Distanze importanti tra un punto e l'altro senza ausilio di mezzi rapidi. Al controllo passaporti è presente una fila dedicata ai nuovi passaporti elettronici, mentre chi ha il vecchio deve adattarsi ad attese anche lunghe, la priorità per le "short connection" è affidata al buon senso del personale. Handling penoso in 45 minuti non riescono a trasferire i bagagli da un aereo all'altro. Bagni in discrete condizioni wi-fi solo a pagamento. Voto 4\10

Domenica 4 settembre

Sveglia alle 6:30 dopo una dormita epocale. Dopo colazione passeggiata per Copacabana e Ipanema, le spiagge più famose di Rio. Sono appena le 8 della mattina e comunque un discreto numero di persone inizia ad affollare la spiaggia. Nella strada attigua si vede come i brasiliani ci tengano al loro corpo. In moltissimi corrono o vanno in bici o si fermano a fare esercizi nelle piccole palestre all'aria aperta di queste spiagge. Si può passeggiare tranquillamente anche con fotocamere al collo; non sussistono particolari problemi di sicurezza anche se tuttavia conviene avere gli occhi aperti. La spiaggia è proprio come quella dei vari film ambientati a Rio, con ragazze dai grossi seni ricoperti appena da qualche striscia di tessuto. Dopo questa visita "culturale" ci dirigiamo nell'interno per vedere la Feira Hippie, una mostra mercato di artigianato locale che si tiene solo la domenica. Qui il Ceo inizia a scatenarsi nei vari acquisti soprattutto artigianato e magliette, dopo la fiera vorremo berci un caffè, ma il bar che li fa è strapieno; io e Stefano optiamo quindi per un succo fatto al momento e freschissimo e assai dissetante. Partiamo quindi con la metropolitana per il centro. Non aspettavi scene di terrore e assalti a mano armata agli ignari turisti; la metropolitana di Rio è assai sicura moderna, economica e facile da girare. In alcune stazioni offre pure il servizio custodia bici. Arriviamo in centro ma oggi è domenica ed è tutto chiuso. Per le vie del centro ci sono alcuni sporadici turisti e basta... cerchiamo, per fare contenta Luisa che vuole vistare chiese e monasteri che lei stessa aveva segnalato, ma sono chiusi. Il programma prevede il giro sul bonde, il tram aperto dove sono state girate alcune scene del film l'allenatore nel Pallone, ma anche questo è chiuso. Cerchiamo di capire il perché (è un mezzo di trasporto pubblico e non un'attrazione) quando una stangona bionda mi spiega in ottimo inglese che il bonde è chiuso per lavori di manutenzione dopo che nel deragliamento del 27/08/2011 hanno perso la vita sei persone. Proseguiamo la vista in questo centro fantasma e incrociamo una manifestazione dei pompieri che con un sit-in pacifico vogliono far capire al governo e alla municipalità di Rio l'assurdità di tagliare i fondi per questo servizio essenziale

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Commenti
  1. Matusca
    , 6/11/2011 12:13
    Ho letto il tuo diario e mi é piaciuto, peró mi pare che rispetto al Paraguay (e Ciudad del Este non é Paraguay, anzi) ti sei fatto influenzare dagli stereotipi. Ciudad non é piú pericolosa di tante altre cittá, ci sono entrata a piedi ed in auto senza che nessuno ci fermasse e non é mai successo niente. Se ne esce tranquillamente vivi, come sanno bene i brasiliani che ci vanno a frotte da anni; anzi a Curitiba c'é un giornale che aggiorna su tutte le novitá delle merci in Ciudad. Quello che é vero é che il piú delle merci sono contraffatte, non originali, e cercano di fregare sui prezzi (come in tante altre parti del mondo)

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