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Un mese a Paracuru

O' Brasil! Vivi e lascia vivere

  • di elisag 81
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
 

O’ Brasil!!!!!!! Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere quando un contrattempo, o una scocciatura qualsiasi rischiava di rovinarci la giornata, O’ Brasil infatti e’ stata un’ espressione tipica che ci ha accompagnato per tutto il tempo passato in Brasile. Espressione che voleva dire all’ incirca “ Vivi e lascia vivere”, stile di vita tipico dei brasiliani...O almeno di quelli che ho conosciuto io anni fa quando abbiamo affittato una casa dall’ Italia tramite un amico, in un piccolo villaggio di pescatori di nome Paracuru a circa 90 km da Fortaleza nel Nord-Est del Brasile . Un paese per lo piu’ quasi sconosciuto al turismo di massa . Pochi i ristoranti, discreto il numero delle Pousade, gente semplice, per lo piu’ pescatori o piccoli bottegai, gente anche povera, ma allegra , impegnata a godersi la vita e a sorridere di fronte alle avversita’ con una scrollata di spalle... O’ Brasil!!!!!Dicevano, e vi posso dire, che sicuramente vivevano meglio loro nel loro “ niente”che noi alla sempre continua affannosa ricerca di un qualcosa in piu’.

Quindi per noi italiani arrivati dalla frenesia delle nostre citta’ e soprattutto dal freddo invernale ( siamo partiti a fine dicembre e tornati a fine ’ gennaio) ’, e’ stato come trovarsi in un piccolo paradiso.Siamo partiti 2 famiglie, io e i miei genitori Renzo e Antonietta, e una coppia di loro amici Marino e Piera con un figlio quasi ventenne Carlo. La prima notte in Brasile l’ abbiamo passata a Fortaleza, ma stanchi dal viaggio (circa 9 ore di aereo) non l’ abbiamo visitata (consci che l’ avremmo vista quando saremmo ripartiti per l’ Italia facendo uno stop di 2 giorni li)siamo andati quindi solo a noleggiare i Buggy per tutta la durata della nostra permanenza( veicoli tipo piccole jeep, scoperti adatti anche per la guida sulla spiaggia).La mattina dopo ci siamo incontrati con il padrone della casa che avevamo affittato, che oltre a essere proprietario della nostra, lo era di molte ville nello stesso paese, si chiamava Carra’, era un simpatico miliardario brasiliano di origine araba. Il viaggio da Fortaleza a Paracuru, duro’ circa un oretta, in una strada pressoche’ deserta, e all’ arrivo abbiamo visto per la prima volta quella che sarebbe stata la nostra abitazione per circa un mese. Era una villa su due piani, con un grosso giardino con molti alberi da frutto ( papaya, giuggiole, albicocche) e anche tante palme da cocco. C’era anche una piccola piscina, con la sua zona docce e un piccolo barbecue.All ‘interno 6 camere con altrettanti bagni suddivise su due piani e una grossa sala-cucina al piano terra.Un grande loggiato all’ aperto completo di tavoli e sedie con 3 amache brasiliane al muro ( luogo di tante pennichelle di tutti noi a turno nei giorni a venire) completava la casa, Il tutto circondato da alti muri di cinta, con protezione in piu’ data da delle bottiglie di vetro rotte murate alla cima degli stessi muri ( cosa curiosa ma presente in tutte le ville li intorno). A nostra disposizione poi un custode di nome Marcus, un giovane brasiliano, che si sarebbe occupato sia del giardino, ma anche delle commissioni e ci avrebbe fatto anche un po’ da guida nei dintorni, e Maria una giovane ragazza che si sarebbe occupata saltuariamente delle pulizie di casa. Preso subito possesso della “ casa”, siamo andati a fare un giro con Carra’ nel paese, anche per comprare gli oggetti di prima necessita’ ( come lenzuola, vettovaglie, insetticida ecc). La gente mi ricordo ci guardava all’ inizio con sospetto, quasi timore, non e’ da tutti i giorni infatti vedere degli europei girare tranquillamente per il paese , andare nelle botteghe, e contrattare il prezzo, ma il timore inoltre si faceva quasi reverenziale, quando passava Carra’, che li era visto quasi come “ un padrone”, e da li capisci come anche in un piccolo villaggio, la differenza data da un diverso stato sociale si capisce bene.La sera poi salutato Carra’ ci siamo avviati verso la piazza centrale del paese dove si raccoglie tutta la gente, e dove c’erano delle graziose bancarelle con manufatti originali e abbiamo cenato in un piccolo locale . Al ritorno a casa abbiamo avuto una sgradevole sorpresa, infatti essendo una casa, per lo piu’ disabitata durante l’ anno, e quindi non propriamente disinfestata, avevamo un nugolo di insetti ,mosche e piccoli gechi sotto il loggiato, poi un urlo ci ha impaurito’, Piera arrivata in camera ha trovato un piccolo pipistrello che le svolazzava intorno. Guardando meglio ci siamo accorti di un piccolo buco nel soffitto della stanza, quindi fatto scappare l’ animale, e cambiato camera , ci e’ sembrato che tutto’ tornasse alla normalita’ e stanchissimi siamo andati a letto

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