Nordest del Brasile un viaggio indimenticabile

Il nostro viaggio inizia il 13 febbraio com arrivo a Salvador da Bahia, dove alloggiamo in um bel hotel, il Catarina Paraguassu alla spiaggia di Rio Vermelho, un immobile d´epoca ristrutturato elegante ed accogliente. A Salvador siamo rimasti due giorni, ...

  • di Capitan Cook
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: 3500
 

Il nostro viaggio inizia il 13 febbraio com arrivo a Salvador da Bahia, dove alloggiamo in um bel hotel, il Catarina Paraguassu alla spiaggia di Rio Vermelho, un immobile d´epoca ristrutturato elegante ed accogliente. A Salvador siamo rimasti due giorni, dedicandone uno ad un city tour, tra il Pelourinho, il centro storico e lo shopping al Mercato Modello, molto interessante e ricco di ogni tipo di artigianato sia locale, bahiano, sia di altri stati del nordest, e dilettandoci con le esibizioni di capoeira, proprio li sulla piazza adiacente il mercato.

I bahiani sono bravissimi e il livello che la capoeira raggiunge li, dove é nata, nelle strade della Bahia, é sicuramente ineguagliabile.

Il nostro gruppo, formato da una coppia di amici, per la prima volta in Brasile, da mia moglie ed io, al nostro terzo viaggio in questo paese continentale (i primi due dedicati a Rio e Sao Paulo, viaggi d´affari a dire il vero) visitava il nord este del Brasile per la prima volta.

Il nostro progetto: visitare i 4 grandi parchi nazionali del Nord Est brasiliano, Chapada Diamantina, Jericoacoara, Delta do Rio Parnaiba, Lencois Maranhenses, e le capitali di stato piú importanti di questo itinerario Salvador da Bahia, Fortaleza e Sao Luis. Un progetto molto ambizioso, lo ammetto, complesso ed esteso.

Ma anche in India e nel Congo e in molti altri nostri viaggi abbiamo viaggiato sempre alla ricerca del vero e dell´autentico, al di fuori delle rotte del turismo di massa.

Il secondo giorno del nostro soggiorno a Salvador lo abbiamo dedicato alla culinaria bahiana, mia moglie appassioata in gastronomia etnica voleva provare tutte le ricette afrobrasiliane: dalle famose moquecas (zuppa di pesce o crostacei e molluschi, cucinata nel latte di cocco e nel´olio di Dendé, estratto dal dattero di una palma di origine africana, di colore rosso), agli acarajé ripieni di vatapá (delle grosse frittelle di pasta di fagioli leggermente fermentate e fritte nell´olio di dende) fino ai “quindins” i famosi dolci del “tabuleiro das |Bahianas”.

Non abbiamo avuto il coraggio di mangiare le prelibatezze che ci venivano offerte per strada, sicuramente deliziose, ma forse ostiche ai nostri stomaci occidentali e ci siamo diretti verso uno dei ristoranti di cucina regionale, piú conosciuti di Salvador, diretto da Dadá, la famosa Bahiana. Devo dire che anche la cena al ristorante Maria Matamouro nel Pelourinho, é stata un successo. Una cucina di ispirazione piú internazionale ma di eccellente qualitá.

Nel pomeriggio una visita al Museo Casa di Jorge Amado, per un omaggio alla figura del grande maestro che tanto meravigliosamente ha descritto il Nordest del Brasile, ha completato il nostro itinerario a Salvador.

Siamo partitii di sera in 4x4 con autista verso la Chapada Diamantina, un immenso altopiano che si estende nel centro della Bahia. Prima tappa Lençois da Bahia, da non confondere con i Lençois del Maranhao, distante piú di duemila km ultima tappa del nostro viaggio nordestino.

Siamo arrivati di notte e ci samo ospitati da Alcino, una “pousada”, come le chiamano in Brasile, stile fín de siécle, molto carina e accogliente.

In mattinata, dopo un´abbontante ed eccellente colazione a base di succhi di frutta regionali, marmellate e formaggini maison, é venuta a prenderci Loreta, il nostro contatto a Lencois, una signorina che organizza viaggi in loco e che fa parte del gruppo di guide da noi contrattato per questo nostro viaggio cosí speciale.

Con l´aiuto di una cartina geografica molto dettagliata, Loreta ci ha informati sulle decine di itinerari possibili in Chapada Diamantina. Come é facilmente deducibile il nome deriva dall´abbondante presenza di pietre preziose nella regione, che é stata colonizzata dai cercatori di diamanti, nel secolo scorso. Di quell´epoca avventurosa oggigiorno solo rimangono le leggende, anche se si dice, qualche solitario “garimpeiro” ancora si avventura tra le rocciose montagne dell´altipiano in cerca di fortuna, degli ultimi diamanti nascosti chissa dove

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