Rio e Iguassù

Arriviamo all’aeroporto internazionale di Rio de Janeiro alle 7.30 del mattino con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario previsto (volo diretto da Parigi con Air France). Effettuato il controllo dei passaporti e ritirati i bagagli, all’uscita, in mezzo ad una ...

  • di kiko
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Arriviamo all’aeroporto internazionale di Rio de Janeiro alle 7.30 del mattino con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario previsto (volo diretto da Parigi con Air France).

Effettuato il controllo dei passaporti e ritirati i bagagli, all’uscita, in mezzo ad una moltitudine di persone che cercavano altre persone, individuiamo il cartello con i nostri nomi in mano ad un giovane alto più di un metro e novanta: Gianluca. Il nostro riferimento in Brasile.

Conosciuto attraverso la raccolta di racconti in “Turisti per caso” e contattato via mail e messenger, ci ha “organizzato” la vacanza che adesso Vi raccontiamo.

Prima di tutto il transfer con il suo Land Rover blu abbiamo raggiunto Rio e la abbiamo attraversata sino ad Ipanema dove, nella rua Prudente de Morais, la prima parallela al lungomare, praticamente a 100 metri dalla spiaggia in prossimità del celebre “posto 9”, Gianluca ci ha affittato per l’intero periodo (12 giorni) un appartamentino con soggiorno, cucina, due camere da letto e due bagni che si è rivelato conforme alle aspettative.

Prima uscita alla casa di cambio e poi al supermercato per acquistare qualcosa di utile nel soggiorno. Spesa abbondante e pesante (acqua, bibite, succhi di frutta, caffè latte e biscotti per la colazione, salviette di carta e carta igienica, ... etc ... ) che ci verrà consegnata direttamente a casa senza sovrapprezzi nel giro di un’ora. Altro acquisto, all’edicola: un paio di “hawaianas” ... le infradito che un tempo noi chiamavano giapponesine (costo 16 reais).

Poi un po’ di relax in casa. La spesa è arrivata, puntuale, ed è ora di pranzo.

Siamo stati in un locale al “kilo”. Grande buffet con grande varietà: si sceglie, si mette nel piatto e quando è completo si paga in base al peso. Con l’equivalente di 8/10 euro si mangia veramente alla grande. E la qualità è veramente ottima.

Nel pomeriggio giro in auto in città per una prima occhiata alla città “maravilhosa” che, credeteci, è veramente tale. Del resto, quante sono le città (non capitali di uno stato) che richiamano il turismo come Rio? Nei giorni successivi visite guidate (da Gianluca) a tutto ciò che a Rio si può e si deve vedere: il Corcovado con la maestosità del Cristo Redentore (alto ben 30 metri ...), la foresta di Tijuca, il Pan di Zucchero, il giardino botanico, la Cattedrale di San Sebastiano, Santa Teresa con il suo caratteristico trenino (o meglio, tram), la biblioteca nazionale, il Maracanà, il Sambodromo, Sao Conrado, Barra di Tijuca, Niteroi, un escursione di una intera giornata a Petropolis, la città imperiale, ... etc ... Pranzi e cene in numerosi locali caratteristici: churrascarie, bar, la bellissima “Confeitaria Colombo” vari “al kilo”, ed un’ottima cena alla “garota de Ipanema”, a pochi passi da casa, locale dove Vinicius de Morais ha composto la celebre omonima canzone. Non ci dilunghiamo in descrizioni che ripeterebbero quanto si legge nella maggior parte dei resoconti. Meritano, invece, una segnalazione particolare due attività: - prima, la visita alla favela di Rocinha: con i suoi 245.000 abitanti la più grande di Rio e dell’intera America Latina. Contrariamente a quello che si dice e che molti pensano, visitarla, a patto di rispettare le “prescrizioni” impartite di volta in volta dalla guida, non è affatto pericoloso. Noi abbiamo fatto così: con Gianluca e Maurizio (un ingegnere elettronico italiano che ha abbandonato la professione scegliendo di vivere a Rio dove fa la guida turistica) siamo andati in auto all’ingresso della favela. Da lì abbiamo proseguito a piedi per una mezz’ora accedendo anche ad una terrazza panoramicissima messa a disposizione, dal proprietario, del circuito turistico. Poi altro breve tratto in auto e quindi di nuovo a piedi attraverso il coloratissimo mercatino. Sino all’uscita dalla parte opposta. In tutto un paio d’ore durante le quali, grazie alle precise indicazioni ed esaurienti spiegazioni di Maurizio, abbiamo potuto avere una visione realistica di quella che è la vita in favela. Povertà, certo, a volte estrema, ma anche tanta dignità. Un solo brivido, durato un attimo, quando un giovane (avrà avuto 18-22 anni) ci è passato a fianco con un mitra a tracolla. Pare comunque si tratti di un particolarissimo servizio d’ordine interno alla favela che, anche per la tutela della sicurezza, al suo interno ha regole proprie

  • 935 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
,
Commenti
  1. mino 49
    , 30/11/2010 15:18
    se aggiungeste i prezzi e gli indizzi dove alloggiavate a Foz sarebbe stato meglio....ciaoooo

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social