Diario di un'esaltante avventura carioca

Nato come regalo di laurea magicamente concessomi dai miei genitori, quella che sto per raccontarvi è decisamente la mia esperienza di viaggio più affascinante e coinvolgente fin qui compiuta. Mi chiamo Renato, sono un ragazzo della provincia di Salerno e ...

  • di umby_ontheweb
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Comunque, per chi volesse avere un’idea approssimativa della tipica ragazza di Rio, il mio commento è il seguente: a causa della collocazione geografica di Rio de Janeiro nonché della immigrazione nordestina degli anni addietro, nella Cidade Maravilhosa confluiscono molti tipi di razze e dunque potete trovare con ottimale ripartizione ragazze nere, mulatte, meticcie, bianche, more, castane, bionde...A differenza invece della maggior parte delle altre città brasiliane, in particolare quelle della regione nord, in cui le ragazze sono in grande maggioranza di colore (a Salvador de Bahia l’80% delle ragazze sono nere, secondo le stime di una persona conosciuta durante il mio viaggio, ndr); la conclusione è che dunque ce n’è per tutti i gusti... Un unico filo conduttore comunque salda fortemente tutti i vari tipi di mulheres, infatti hanno quasi tutte: 1) un bel viso; 2) un bel fisico slanciato e sodo; 3) un...Ehm...Sedere...Serissimo! Trascorso il pomeriggio in spiaggia (vedere scomparire il sole tra le montagne ad est di Ipanema è un’altra cosa molto piacevole), dato che lo stomaco inizia a lamentarsi, decido di andare a mangiare in uno dei tanti ristoranti “ao kilo” (al chilo), che poi mi accompagneranno per tutta la settimana. [Nota 4: i pasti. Mangiare a Rio è economicissimo e la “comida” è di buona qualità, nonché molto saporita. Esistono molte soluzioni particolari e “simpatiche” ove consumare i pasti: basti pensare alle tante churrascarias, dove forniscono principalmente piatti a base di carne, ad un PREZZO FISSO (in media relativamente basso), e i camerieri continuano a servire pietanze all’impazzata, fin quando il cliente non gira il cartoncino che inizialmente gli era stato fornito, dal lato con su scritto “Não Obrigado” (No Grazie): l’esperienza di mettere piede in uno di questi ristoranti è però traumatica se non avete fatto prima almeno 300 ore di digiuno, rischiereste altrimenti di scoppiare... Io quando sono uscito per la prima volta dal “Porcao” e ho chiamato il taxi per tornare all’appartamento, il tassista mi ha chiesto: ”ciao elefante, ti riaccompagno allo zoo?!”. Vi sono poi locali più... Moderati dei precedenti, ma comunque caratteristici, ovvero i cosiddetti ristoranti “ao kilo”: qui si paga in base al peso del piatto (che voi stessi riempite ad un buffet) indipendentemente dai tipi di pietanze con cui l’avete riempito; solitamente tali ristoranti applicano tutti la stessa tariffa di 23.70 R$ per chilo di cibo, ed una buona abbuffata vi verrà a costare circa 10 euro.].

Così si è fatta sera ed il primo giorno se ne sta già andando via, ma il pezzo forte della giornata deve ancora venire...Infatti in serata al Sambodromo viene fatta la premiazione delle prime 6 scuole di Samba classificate del Carnevale di Rio 2006! Non si può assolutamente mancare!!! Allora mi dirigo alla zona del Sambodromo (abbastanza distante da Copacabana) ed acquisto un biglietto per il settore 9 da un bagarino, al costo di 200 R$ (circa 80 EURO). [Nota 5: serate al Sambodromo. Se nel periodo del Carnevale siete interessati a trascorrere una serata al Sambodromo per ammirare le sfilate, sappiate che i prezzi, anche per i settori più economici, sono abbastanza sostenuti (ci sono diversi settori ed i prezzi variano a seconda del settore; in generale i settori centrali sono i migliori per ammirare lo spettacolo e sono anche i più costosi); secondo me in ogni caso lo spettacolo vale 10000 volte il costo del biglietto. Comunque, prima di decidere di acquistare il biglietto d’entrata in una delle tante agenzie della città, valutate la possibilità di acquistarlo direttamente al Sambodromo dai bagarini, perché potreste risparmiare seriamente un sacco di soldi (oltre ad averlo appurato di persona, me lo ha confermato anche Rosario, il proprietario dell’appartamento, con cui quella sera mi sono recato al Sambodromo)]. E così anch’io ho avuto un assaggio del famoso Carnevale di Rio: indubbiamente uno degli spettacoli più belli al mondo! Le sfilate delle varie scuole di samba durano circa un’ora ciascuna (lo spettacolo si conclude alle 5!!!), centinaia di persone trascinano carri altissimi e stravaganti e ballano sfrenati a ritmo di samba, le colonne sonore sono stupende (procuratevi il CD “Sambas de Enredo 2006” e vedrete...) e le ballerine sono semplicemente indescrivibili nella loro bellezza, nella loro allegria, nel loro modo di sorridere e di sculettare... Sembra quasi che tutti i manifestanti volessero nascondere il degrado e la miseria delle favelas da cui provengono, eclissandoli mediante un’energia, una giovialità e una spensieratezza senza confini: come dimenticare, ad esempio, il messaggio lanciato dalla scuola di samba della favela Rocinha, la cui colonna sonora, cantata continuamente per più di un’ora, recita: “Eu quero é viver, a vida gozar! Saber ser feliz e aproveitar; Rocinha encanta e mostra a verdade, DINHEIRO NÃO COMPRA A FELICIDADE!” (Voglio vivere, godermi la vita! Saper essere felice ed approfittare; Rocinha incanta e mostra la verità, il denaro non compra la felicità!). E’ da ammettere che, in prima battuta, vedere i manifestanti del Carnevale scatenarsi in quel modo (contagiando anche il pubblico sulle gradinate) e cantare concitatamente testi vertenti sull’amore, la festa, l’allegria e la felicità, può portare a pensare che si tratti di un atteggiamento da ipocriti, ma un giudizio di questo tipo peccherebbe alla fine di forte superficialità e risulterebbe totalmente errato: infatti, almeno dal punto di vista personale, è stato sensazionale scoprire che al mondo esistano davvero persone che, nonostante i tanti problemi legati alla conduzione di una vita certamente non benestante, trovino comunque il coraggio e la forza di sorridere senza assolutamente vergognarsi di essere felici e che addirittura facciano della festa il proprio biglietto da visita, il proprio strumento di affermazione personale. E dunque, in uno scenario in cui “il turista straniero e la padrona di casa” restano sulle gradinate perché non hanno energia a sufficienza per poter ballare il samba, almeno per una notte i protagonisti sono loro, “i favelados”, che con la loro illimitata energia scendono dalla collina e si dirigono verso il Sambodromo per danzare, cantare e fare festa, dopo aver messo da parte tutto l’anno i soldi per comprarsi il vestito della sfilata (del valore di circa 200 R$, per loro un autentico lusso), dopo aver fatto diventare la colonna sonora della sfilata un vero e proprio tormentone all’interno della favela, dopo aver salutato la propria famiglia su in collina, che, non potendosi permettere di osservare lo spettacolo sulle gradinate, resta ad osservarlo in televisione; ebbene, così facendo “il favelado” probabilmente porta con sé al Sambodromo, assieme alla festa, ciò che risulta essere l’unico elemento mediatore (il samba appunto) nei confronti dell’altro lato della città (quello benestante), un punto di sutura indispensabile in una realtà totalmente spaccata in due, in cui la favela è da sempre vista nei quartieri ricchi come il tumore della società, perché guardata troppo spesso come sinonimo di delinquenza e di narcotraffico e troppo poco spesso come sinonimo di festa e di espressione creativa

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Commenti
  1. Marcella Salzano
    , 10/9/2012 15:36
    Bel viaggio..e bel diario..!

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