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BOSTWANA: l'Arca di Noè!

“Il segreto meglio conservato dell’Africa” “Il regno indiscusso della grande fauna africana” “In nessun altro luogo al mondo i safari sono così spettacolari e a contatto diretto con la natura selvaggia come in questa arca di Noè” “Qui la Natura ...

  • di dabi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
 

“Il segreto meglio conservato dell’Africa” “Il regno indiscusso della grande fauna africana” “In nessun altro luogo al mondo i safari sono così spettacolari e a contatto diretto con la natura selvaggia come in questa arca di Noè” “Qui la Natura è grandiosa, esagerata. L’ambiente è intatto, superlativo” Sono solo alcuni slogan che, per chi non è mai stato in Africa, possono far pensare ad esagerazioni oppure possono esercitare una forte attrazione così come succede per qualsiasi prodotto ben pubblicizzato.

La domanda che nasce spontanea è: “sarà tutto vero?” Per Sandro e me, dopo diversi viaggi in Africa, non è difficile rispondere a questo interrogativo.

Dopo esserci affacciati sul Botswana dal Caprivi namibiano, dopo avergli girato attorno, è forte il desiderio di esplorare un altro pezzo d’Africa con la certezza che il nostro Continente preferito ha in serbo per noi ancora tante sorprese.

Decidere di visitare il Botswana è stato, quindi, facile. Più difficile, invece, concretizzare il viaggio poiché ci siamo dovuti scontrare con la politica del turismo a basso impatto ambientale = prezzi elevatissimi.

Questo grosso ostacolo ha reso necessario ridimensionare il nostro ambizioso progetto di trascorrere 3 settimane nel Paese per visitarne, oltre al nord, anche la parte centrale (Kalahari).

Escluso il soggiorno nei lodges (dai prezzi esorbitanti) non resta molta alternativa al campeggio. Scegliamo però un modo di campeggiare comodo, con chi provvede all’allestimento e smontaggio del campo, alla preparazione dei pasti, senza rinunciare alla comodità di dormire in un letto o di fare una doccia.

Esaminati vari preventivi di operatori locali ed italiani, la proposta che risulta qualitativamente migliore è quella di Harmattan che sul Botswana ha prezzi competitivi e che confeziona programmi personalizzati.

Lasciamo pertanto perdere qualsiasi altra trattativa e ci affidiamo a quest’ultimo operatore italiano plasmando insieme a Rocco (referente per Africa orientale e australe) il nostro itinerario che partendo dalla cittadina di Maun – in direzione nord-est – termina a Victoria Falls, nello Zimbabwe, con soste intermedie nel Delta dell’Okavango, nella Moremi Game Reserve, nel Savuti e nel Chobe National Park.

A Delia e Peppo, amici e - in passato - già nostri compagni di viaggio, nel corso di una cena durante la quale, tra gli altri argomenti, si è parlato di viaggi e di progetti, è bastato ancor meno di una manciata di slogan – forse solo l’esoticità del nome Botswana – per decidere di aggregarsi.

Tutto ciò accade molti mesi prima della partenza, ma il tempo vola e, nonostante un conto alla rovescia lunghissimo ed un’estate caldissima, arriva finalmente l’autunno ed anche il momento di partire.

* * * Martedì, 22 settembre 09 Giornata spesa in viaggio che la compagnia aerea Luthansa ci obbliga ad allungare con la tratta Malpensa/Francoforte e le ore di sosta prima del volo notturno per Johannesburg. Mercoledì, 23 settembre 09 Anche questo secondo giorno se ne va parzialmente in viaggio.

Da Johannesburg, con la compagnia aerea Air Botswana, voliamo a Maun. Da qui, con un piccolo aereo (Moremi Air), sorvoliamo il Delta dell’Okavango che dall’alto sembra un quadro astratto, un insieme di macchie di colore, dove si fatica a stabilire quali siano gli esatti confini delle isole, delle lagune, delle paludi, dei numerosi canali che solcano questo particolare territorio, unico nel suo genere.

L’Okavango River, che con i suoi 1.430 km è il terzo fiume dell’Africa per lunghezza, nasce in Angola centrale, scorre verso sud-est attraverso la Caprivi Strip, in Namibia, ed entra in Botswana nord-occidentale formando le Popa Falls, sempre in Namibia. Nei pressi del villaggio Shakawe le acque del fiume cominciano a ramificarsi e a evaporare, assorbite dall’aria secca e dalle sabbie roventi del Kalahari. Spesso descritto come “il fiume che non riesce a trovare il mare”, l’Okavango si dissolve in un labirinto di lagune, canali e isole che occupano una superficie di quasi 16.000 kmq

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Commenti
  1. robell
    , 3/6/2011 15:52
    In Botswana ho fatta la stessa esperienza, un pò più di 20 anni or sono. Tragitto aereo Milano-Francoforte, Harare, Vicoria Falls, Maun L'ho attravesato con il fuoristrada in 12 giorni da Maun al Chobe quindi Vicoria Falls. Per 3 giorni abbiamo navigato in mokoro nel delta dell'Okawango. Avevamo solo la tenda ad igloo e una scorta di viveri, in gran parte liofilizzati. Abbiamo visitato quasi tutti gli stessi luoghi del tuo diario ed è stata una vera avventura, ripagata però da uno degli ultimi paradisi.... Un viaggio da consigliare.....

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