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Viaggio in Botswana

VIAGGIO IN BOTSWANA Dal 9 al 25 agosto 2008 Tour operator Kiboko Adventures E’ mattina quando atterriamo a Johannesburg, dopo il ritiro dei bagagli attendiamo il nostro referente per il transfer in hotel. Dedichiamo la giornata al relax ed alla ...

  • di Enrico_Elisa
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: 3500
 

VIAGGIO IN BOTSWANA Dal 9 al 25 agosto 2008 Tour operator Kiboko Adventures

E’ mattina quando atterriamo a Johannesburg, dopo il ritiro dei bagagli attendiamo il nostro referente per il transfer in hotel. Dedichiamo la giornata al relax ed alla visita del centro commerciale che sorge in questa zona chiamata Centurion. Alla sera incontriamo le nostre guide Luky e Seifu che ci forniscono informazioni sul tour e sul suo svolgimento, nonché rischi e pericoli dello stesso. Ci viene anche richiesto di indicare il numero di telefono di un parente in Italia da contattare in caso di bisogno, e devo dire che questa particolare richiesta ci ha un pochino turbati, ci salutiamo dandoci appuntamento al mattino successivo.

Alle 7 siamo pronti, troviamo ad aspettarci un mezzo tipo camion con una parte dedicata ai passeggeri e una posteriore per il carico, mettiamo tutti i bagagli a bordo e siamo pronti per partire. Lasciamo la città per dirigerci in Botswana, attraversiamo zone abitate con diversi quartieri di casette basse tutte uguali, e altre verdissime totalmente disabitate. Arriviamo al primo confine di questo viaggio, scendiamo e facciamo timbrare i passaporti in uscita dal Sud Africa e in un altro ufficio, l’ingresso in Botswana.

Il paesaggio cambia immediatamente, lasciamo la civiltà per entrare nel Deserto del Kalahari, una zona arida di savana ricoperta da sterpaglia gialla ed arbusti bassi e spinosi.

All’imbrunire ci fermiamo per piazzare l’accampamento e siamo tutti un po’ perplessi perché Luky ferma il truk in una zona completamente isolata, parcheggiando in un sentiero trovato lungo la strada. L’operazione di scarico del mezzo e montaggio delle tende è piuttosto lungo perché questo oltre alle tende e ai materassini trasporta anche tutto il necessario per allestire una vera e propria cucina, con tavoli, sedie, vasche per lavare il materiale da cucina, bombola per il gas, nonché scomparti per il cibo e riserve d’acqua per cucinare. Piazziamo le tende in fila lungo il sentiero sterrato e accendiamo un bel fuoco caldo, è già buio e attorno a noi si sentono in lontananza i gridolini ed i latrati degli sciacalli. Fa decisamente freddo e consumiamo la nostra prima cena a base di carne alla griglia e polenta bianca, poi una bella tazza fumante di te caldo davanti al fuoco e pronti per dormire. Confesso che durante la notte abbiamo dormito poco, forse il freddo o forse l’adrenalina per la nuova avventura. Al mattino facciamo circa 300 km con un paio di soste fotografiche e raggiungiamo il KALAHARI KAMP un bel campeggio dotato di docce ed acqua corrente. Nei pressi di questo una piccola comunità di Boscimani che vive nella savana, ci mostra dove trovare alcune bacche o radici da loro usate per la loro sussistenza e l’ uso che ne fanno, nonché le proprietà curative, una viene addirittura usata per tingere le pelli per il loro abbigliamento ed il ricavato della visita serve per autofinanziarsi. Sono di corporatura esile, bassi di statura, capelli ed occhi nerissimi, hanno dei bei lineamenti, sono vestiti di pelli di capra ed hanno i piedi scalzi.

Durante la cena sentiamo in lontananza i canti e la musica dei Boscimani, probabilmente uno spettacolo per altri turisti.

Alle 6 sveglia, fa ancora buio, la notte è stata più mite rispetto a quella precedente, ma sempre fredda e quindi abbiamo riposato. Smontiamo le tende mentre il nostro cuoco Seifu ci prepara la colazione, carichiamo tutto sul truk e partiamo rapidamente visto che oggi ci aspettano 400 km per arrivare a Maun, dove passeremo la prossima notte. Nel tragitto è sempre savana arida ed un caldo sole ci scalda la pelle ancora infreddolita dall’aria mattutina. Vediamo alcuni alberi di baobab e sopra scorgo diversi nidi dalle grandi dimensioni, sopra uno di questi si trova appollaiato un grosso avvoltoio dal becco bianco. E’ stupendo e se ne sta tranquillo sul suo nido, quasi come se stesse covando

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