BOTSWANA E ZIMBAWE: diversi aspetti dell’Africa

BOTSWANA E ZIMBAWE: diversi aspetti dell’Africa australe nei paesaggi di terra e di acqua Continuazione del viaggio iniziato in Namibia iniziato il 14 giugno ’07 (vedi NAMIBIA: itinerario di emozioni in un ambiente primordiale) Pernottamenti Maun 27/06 Pom Pom Camp ...

  • di carlottaben
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

BOTSWANA E ZIMBAWE: diversi aspetti dell’Africa australe nei paesaggi di terra e di acqua Continuazione del viaggio iniziato in Namibia iniziato il 14 giugno ’07 (vedi NAMIBIA: itinerario di emozioni in un ambiente primordiale) Pernottamenti Maun 27/06 Pom Pom Camp 28 e 29/06 Deception valley lodge 30/06 e 1/07 Chobe safari lodge 2 e 3/07 Victoria falls hotel 4/07

1° GIORNO mercoledì 27 giugno ‘07 (14° giorno di viaggio) da Caprivi Strip in Namibia a Maun in Botswana (vedi NAMIBIA: itinerario di emozioni in un ambiente primordiale) La strada è asfaltata, ma la carreggiata si presenta stretta e con un fondo stradale abbastanza dissestato, a differenza delle strade percorse in Namibia, per la maggior parte sterrate.

Un piccolo incidente a pochi chilometri da Maun: un sasso sollevato da un’auto che procede in senso contrario al nostro colpisce un finestrino laterale della nostra auto mandandolo in frantumi. Fortunatamente, nessun danno agli occupanti dei sedili posteriori, solo una momentanea paura per il gran botto. Nel primo pomeriggio arriviamo che a Maun . Si tratta di una cittadina africana che si presenta piena di contraddizioni. Capanne di fango e paglia si mescolano a centri commerciali di tipo europeo, creando nel viaggiatore un approccio di spaesamento locale. Maun è il punto di partenza per chi vuol raggiungere il delta dell’Okawango: lo si può vedere chiaramente dai carrelli zeppi di rifornimenti di ogni genere che escono dal supermercato principale, destinati a riempire i bagagliai di molte vetture in sosta. Qui a pochi km dal centro, c’è anche l’aeroporto da cui partono charter per un scenic flight sul delta. L’albergo dove pernottiamo è una costruzione abbastanza anonima di tipo occidentale, l’unica caratteristica africana, se così si può dire, è rappresentata dal tetto di paglia che copre i vari edifici di cui si compone Consumiamo il pasto serale al ristorante dell’albergo: mangiamo dell’ottima carne che gustiamo particolarmente anche perché abbiamo parecchia fame.

Qui si ritorna all’ora solare che è la stessa dell’Italia in questa stagione. In Namibia, invece, è in vigore l’ora invernale, cioè un’ora in meno.

2° GIORNO giovedì 28 giugno (15° giorno di viaggio) da Maun a Pom Pom sul delta dell’Okawango Lasciamo la nostra auto nel parcheggio dell’albergo, come d’accordo con la compagnia dalla quale l’abbiamo preso a noleggio. A metà mattina un referente dell’albergo ci accompagna in macchina all’aeroporto di Maun, a poca distanza. Dopo il check-in un addetto raccoglie i nostri bagagli su un carrello e quelli di altri due viaggiatori provenienti dal Sudafrica che voleranno con noi. L’aereo ha la capienza di 9 posti con il pilota. E’ la nostra prima esperienza con un aereo così piccolo. A stento abbiamo stipato i 12 kg di bagaglio consentiti a testa e le macchine fotografiche di Anna. Emilio prende posto con Anna dietro al pilota, a fianco del quale siede il sudafricano; mentre io, Roberta e Walter nei sedili posteriori. Inizialmente, al momento del decollo, il rumore è assordante, ma poi ci si abitua. Sotto di noi in una limpida giornata di sole cominciano a sfilarsi i primi bracci del fiume Okawango .

L’Okawango, conosciuto come “il fiume che non trova il mare”, dopo un percorso di1300 km si impaluda allargandosi e disperdendosi al margine della distesa desertica del Kalahari in tre corsi d’acqua principali e infinite ramificazioni. Due milioni di anni fa si gettava nell’oceano Indiano, dopo aver congiunto le sue acque con quelle del fiume Limpopo; nel corso dei millenni il suo corso originario è stato deviato da faglie di natura tettonica. Dall’alto il delta appare come uno sconfinato intrico di paludi, canali e lagune separate da isolotti ricoperti da vegetazione: questo paradiso di acqua e terra appare nella sua solarità incontaminata. Dopo 20’ di volo come ci aveva segnalato il giovane pilota sudafricano, si apre sotto di noi, bianca come una cicatrice, la pista di atterraggio. Il pilota, però, non atterra subito: prima si deve accertare che sulla pista di terra battuta non ci siano animali. Una jeep ci attende per condurci alla nostra meta: il campo di Pom Pom. Al lodge ci accolgono i gestori, due americani e alcune donne locali che ci augurano cantando e danzando Welcome. Percepiamo immediatamente che il posto è incantevole: nei percorsi accessibili e sicuri si può ascoltare il respiro della natura. Una decina di tende montate su piattaforme sopraelevate sono immerse nell’ambiente circostante, la clubhouse è molto ampia con il tipico tetto di paglia e aperta su tre lati. Verso le quattro del pomeriggio partiamo per un safari- drive. Non vediamo animali, solo qualche springbok e qualche isolato elefante in prossimità del tramonto del sole. In compenso, lo scenario che ci viene offerto è grandioso: il nostro driver ci fa conoscere da vicino alberi che noi abbiamo conosciuto solo sui libri, come ad es. Il sausage tree che fa un frutto di forma allungata del peso di circa 9 kg, molto pericoloso se cade in testa a qualcuno. Il frutto-salsiccia cade spontaneamente dall’albero quando ha raggiunto la maturazione, i semi contenuti nel suo interno fanno la gioia delle scimmie; mentre la parte fibrosa che ne rimane, conosciuta come loofa, viene usata in occidente come scrub per la pelle, mentre in Africa come medicamento epidermico . Attraversiamo la palude in due tratti, la Toyota land cruise abilmente guidata dal nostro driver, supera un guado profondo, l’acqua del fiume arriva al livello delle ruote: dobbiamo sollevare le gambe per evitare un probabile pediluvio. Dopo l’ormai consueto aperitivo al momento del tramonto del sole, si fa ritorno col buio. Fa molto freddo a causa di una perturbazione proveniente da Sud che ha portato neve in Sudafrica

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