Un po' di Balcani

Albania, Bosnia e Montenegro fuori stagione. Paesi dalla storia passata e presente difficile, ma con la voglia di lasciare tutto alle spalle e raggiungere l'Europa

  • di elisareds82
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il mio obiettivo principale era Sarajevo, ma il “destino” ha voluto che prendessimo l'aereo per l'Albania, a dir la verità più che destino è stata l'Alitalia che per soli 88 € ci ha fatto volare da Pisa a Tirana e quindi ne abbiamo approfittato per allargare il giro. Abbiamo organizzato il viaggio come sempre, macchina a noleggio e via!!! (€ 115 per 9 gg )

RACCOMANDAZIONE 1) per passare le frontiere in auto dovete avere l'autorizzazione del proprietario e va chiesta almeno 7 giorni prima della partenza. E richiedere la carta verde, con la quale noi abbiamo avuto dei problemi...

18 Marzo 2015

Arriviamo in orario in breve, prendiamo la nostra auto e partiamo verso la prima tappa, Skoder o Scutari in italiano, 87 km a nord di Tirana. Le strade sono a tratti buone a tratti sconnesse, con lavori in corso poco segnalati e con poche indicazioni. A primo impatto quello che salta agli occhi è la gran quantità di spazzatura in giro e le innumerevoli case lasciate a metà... Scutari è la quarta città albanese, la strada che la attraversa non promette un gran che, ma nasconde una centro carino, con zona pedonale e localini vari. La nostra sistemazione è il Tradita Hotel, prenotato su booking € 50,40, arredato in maniera tradizionale, carino e curato, ottima la colazione inclusa con prodotti del luogo.

19 Marzo 2015

Prima di lasciare Scutari visitiamo la fortezza Rozafa, che si affaccia sul lago, non essendo appassionati di rovine, sicuramente non riusciamo ad apprezzare fino in fondo...

Partiamo quindi verso Sarajevo, 290 km circa. Alla frontiera di Hani i Hotit, la polizia albanese perquisisce scrupolosissimamente la nostra macchina... mah! sembra che sia toccato solo a noi... comunque tutto a posto. Entriamo in Montenegro, membro dell'Unione Europea, mi aspetto quindi almeno qualche miglioramento, ma non è così... sempre spazzatura e strade dissestate. Sfioriamo la capitale Podgorica e tiriamo diritto verso nord, percorrendo il canyon del Piva, che a marzo ci offre un paesaggio aspro e ricoperto di neve. Le 56 gallerie scavate nella roccia fanno il loro effetto, ma la strada è desolata, ogni tanto troviamo della frane, che fortunatamente non chiudono la carreggiata. La zona è completamente disabitata e per km e km non vediamo anima viva... mi sento un po' abbandonata... finalmente arriviamo a Scepan Polje frontiera con la Bosnia, cerchiamo di procurarci i documenti necessari per la macchina, ma è difficile trovare l'addetto... credo che ci abbiano mandato direttamente a casa sua... altri km di strade bosniache dissestate, e finalmente arriviamo a Sarajevo. Il nostro alloggio Hayat Hotel in centro, lo troviamo senza grossi problemi. Anche questo prenotato su booking, 30 € a notte. Le camere sono molto belle, moderne, spaziose e luminose, ma la colazione potrebbe essere migliore.

RACCOMANDAZIONE 2) fuori dalle città non avventuratevi in sentieri non battuti, ci sono ancora mine antiuomo in giro e i cartelli che avvisano sono stati tutti tolti dai Rom per rivendere il ferro,

Così ci hanno detto.

20 Marzo 2015

L'intera giornata è per la capitale bosniaca. Le dominazioni turche e austro-ungariche hanno lasciato tracce tangibili, il risultato è un'atmosfera da paesino delle Alpi circondato da innumerevoli minareti, ma non solo, anche chiese ortodosse e cattoliche. Il quartiere di Bascarsija (zona turca) costituisce il centro storico e la parte più turistica, piena di negozietti e localini. La strada Ferhadija è invece la zona più commerciale. Appena fuori da questi quartieri, non potrete non notare le ferite di guerra. Edifici e strade ancora riportano fori di granate e artiglieria che i serbi-boniaci hanno sparato durante l'assedio del 92/95. Visitate il museo della storia e il tunnel, unico collegamento tra Sarajevo e il resto del mondo. Noi abbiamo incontrato Elvir, oggi fa la guida, ma la guerra l'ha vissuta, e i sui racconti sono stati la parte più toccante del viaggio. Dice che gli italiani sono stati quelli che più di tutti hanno aiutato la popolazione, il suo numero è 0038761390583 per chi fosse interessato a visitare la città con lui, chiede 15 € l'ora e parla perfettamente italiano

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