Alone in Bordeaux

Il mio fine settimana solitario in una città da fiaba, tra arte, architettura e bistrot pieni di charme

  • di AlixA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Bonjour Bordeaux!

In una calda mattinata di maggio l’aereo della Ryanair, sul quale mi trovo da quasi un paio d'ore, atterra sul suolo francese. Poco prima, abbiamo sorvolato la regione della Nouvelle Aquitaine su cui si disegnava in ampi meandri il corso sinuoso della Garonna. Il fiume attraversa la città di Bordeaux, cui sono diretta, prima di unirsi alla Dordogna per formare un vasto estuario che sfocia nell’Oceano Atlantico. Non appena uscita all’area arrivi dell’aeroporto, Bordeaux mi accoglie annunciando subito il suo elemento più rappresentativo: una piccola fetta dei suoi rigogliosi vigneti. D’altronde, questa è la patria di uno dei vini più pregiati del mondo! M’infilo sulla navette-shuttle, pagando il biglietto all’autista(8 euro) ed arrivo alla Gare Saint-Jean; poi il bus n.1 (1,40 euro) mi lascia in centro, a Place de la Victoire. Ho prenotato su Airbnb (98 euro 4 notti con lo sconto-invito) un monolocale nell’adiacente Cours de la Somme. La mia host è Célia, che arriva puntuale in bicicletta portandosi dietro il suo bon ton da classica bellezza francese: chignon castano, figura flessuosa, jeans e occhiali scuri alla Audrey Hepburn, cui somiglia molto. L’appartamento corrisponde alle fotografie: spartano e minuscolo, ma pulito come una sala chirurgica. Mi trovo ai margini dello storico quartiere di Saint-Michel e sono vicinissima alla lunga strada commerciale di Sainte-Catherine, piena di negozi e bar. Una volta fatto il check-in saluto la mia host e mi avvio ad esplorare la città.

Alla scoperta di Bordeaux

Place de la Victoire ha un aspetto deliziosamente vivace e, per di più, oggi ospita un mercatino di libri usati: non poteva esserci accoglienza migliore per me! Tra gli edifici di sapore parigino, sormontati da tetti d’ardesia e con i balconcini di ferro battuto alle finestre, questa piazza per me ha un aspetto familiare, anche se non ci avevo mai messo piede. Dopo un’occhiata ai bouquins sui banchi del mercato, m’incammino, con l’aiuto di google maps, verso uno dei luoghi più famosi della città, Place de la Bourse. In venti minuti di passeggiata, Bordeaux mi colpisce con la sua magnifica architettura e la sua atmosfera da fiaba antica. Capisco perché metà la città abbia guadagnato il titolo di patrimonio Mondiale UNESCO, per la prima volta riconosciuto ad un territorio urbano così esteso.

I miei occhi si posano curiosi sui i muri dorati di pietra, un po’ scuriti dal tempo, dove sono appesi i lampioni, che fanno tanto Belle Époque. Ovunque spuntano piccoli bar decorati in modo originale, atelier di artisti e negozi vintage; non c’è un angolo che non sia poetico, definito con gusto e raffinatezza. Per completare l’opera di seduzione, ecco apparirmi all’orizzonte una delle immagini più maestose di Bordeaux, quella della Grosse Cloche. Il suo vero nome è Porte Cailhau o Port St. Eloi e ricorda, con la sua maestosa presenza, un’intensa pagina di storia bordolese.Fu costruita in pieno periodo di dominazione inglese, quando, nel 1495, si volle celebrare la vittoria del re Carlo VIII contro gli italiani di Francesco Gonzaga. Oltre all’intento celebrativo, aveva anche una funzione pratica, segnando l’entrata a Bordeaux e funzionando da vedetta sulla Garonna. Sospesa tra gotico e rinascimento, un tempo era inserita nella cinta difensiva della città, mentre oggi s’incastra dolcemente tra edifici di epoca posteriore, creando un effetto spettacolare. Sul lato ovest, dietro la porta, si stende la splendida Place du Palais, con i suoi vivaci caffè

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