Bologna mordi e fuggi

A zonzo per la città tra palazzi e panorami mozzafiato

  • di Auri&Fede
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Partiamo (io e mamma) alle 8.10 da Padova con il treno regionale: direzione Bologna!

Arriviamo alle 9.40 in stazione centrale ed in perfetto orario con la tabella di marcia ci dirigiamo verso il centro città. Prima di qualsiasi cosa usciamo dalla stazione e ci fermiamo all'entrata dove è stata affissa una targa commemorativa che ricorda la strage avvenuta proprio in stazione a Bologna il 2 agosto 1980 alle ore 10.25.

Lasciamo quindi questo luogo e ci dirigiamo verso via dell'Indipendenza, una delle arterie principali di Bologna. A darci il benvenuto nel capoluogo emiliano c'è la Porta Galliera, circondata da scavi archeologici che permettono di vedere le antiche mura e il corso d'acqua che ancora scorre sotterraneo alla città. Essendo domenica ci aspettiamo di vedere una folla pazzesca di turisti, in realtà Bologna era più che vivibile, nessun flusso umano in stile Venezia, il che ci ha permesso di girarci la città senza problemi di affollamento o caldo asfissiante visto che la giornata è stata climaticamente perfetta: sole e vento fresco, zero umidità, il clima ideale per visitare una città d'estate.

È mattina inoltrata per cui decidiamo di fermarci in qualche bar per la pausa caffè. Di bar e caffetterie Bologna è piena, non tutte erano aperte e abbiamo scartato quelle più frequentate; andando a zonzo per le vie interne abbiamo trovato un bar “borbonico”, non tipico bolognese dunque ma ottimo per un cappuccino e un cornetto.

Torniamo poi nella via principale fino ad arrivare alla piazza del Nettuno che per nostra sfortuna si presenta priva dell'omonima statua che le dà il nome (il Nettuno del Giambologna è infatti in ristrutturazione, perciò avvolto da impalcature che lo nascondono alla vista, ma è visitabile grazie a delle visite guidate speciali). Ci focalizziamo quindi sul Salaborsa, chiuso, perciò possiamo solo immaginarci i libri che deve contenere o il bel pavimento di vetro su cui passeggiando puoi vedere i resti dell'antica Bologna etrusca. Fatte le dovute foto voltiamo le spalle e ammiriamo il Palazzo del Podestà che si congiunge al Palazzo di Re Enzo, oggi importante luogo per riunioni e congressi. Tra questi due palazzi vi è un voltone “magico”: la sua particolare struttura permette un incredibile effetto acustico per cui se ci si mette agli angoli opposti a parlare con il muro, il vostro interlocutore vi sentirà! Provato il telefono senza fili procediamo alla volta di Piazza Maggiore, la più conosciuta della città. Passiamo sotto i portici di Palazzo Re Enzo, che ospita pure l'ufficio di Bologna Welcome, dove tra le tante informazioni turistiche che potete ricevere (cartina cartacea della città inclusa) potete anche acquistare il biglietto d'ingresso per la Torre degli Asinelli, e non solo.

Eccoci dunque che la piazza si apre alla nostra vista permettendoci di ammirare la magnifica facciata della Basilica di San Petronio. Personalmente l'esterno è architettonicamente più affascinante dell'interno, dove sono rimasta particolarmente colpita solo dalla seconda cappella laterale a sinistra che gioca con colori molto scuri e l'oro e la meridiana, posta sul pavimento della chiesa che detiene il titolo di meridiana più lunga al mondo.

Sempre in piazza, che d'estate è occupata dal cinema all'aperto (una location d'eccellenza per vedere un film), si affaccia un altro imponente palazzo, quello D'Accursio, sede del comune che ospita anche mostre d'arte sulle sue collezioni e il Museo Morandi. Proseguiamo il nostro tour nella zona del Quadrilatero, in cerca della storica Libreria da Nanni che ahimè si presenta chiusa. A due passi dalla basilica c'è un'altra chiesa, più piccola ma che secondo noi merita: quella di Santa Maria della Vita. Sormontata da un soffitto cupolato sorretto da 4 giganti statue in marmo la chiesa ospita (oggi in ristrutturazione ma comunque ammirabili a 3€) le statue di Niccolò dell'Arca, tra cui spicca la Lamentazione, soprannominata “l'urlo pietrificato” e descritta da D'Annunzio come “sublime e terribile allo stesso tempo” e devo dire che sono proprio queste le emozioni che suscita. Tra le varie opere scultoree dislocate a Bologna sicuramente da vedere è “L'angelo con il candelabro” di Michelangelo Buonarroti nella Basilica di San Domenico

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