In giro per Bologna

Due giorni a zonzo per le vie della mia città: la Grassa, la Dotta e la Rossa... Bologna

  • di Enrico 9
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Bologna è la mia città. Un giorno, recandomi in piazza Santo Stefano per girovagare per il mercato dell’antiquariato davvero appagante che si tiene in Piazza Santo Stefano il secondo fine settimana del mese, abbiamo deciso di restare tutto il giorno in città. Dal mercato siamo passati a visitare il complesso di Santo Stefano in cui si trovano edifici che riproducono siti santi di Gerusalemme, un centro importante per chi non poteva recarsi in Terra Santa. Siamo entrati, offerta libera, nel complesso di Santo Stefano, un luogo che si mostra subito intimo e sacro, sempre di più avanzando. Dalla Chiesa del Crocifisso longobarda del Vlll secolo nel cui interno vi è una romantica cripta dell’anno 1000 per contenere i corpi di Agricola e Vitale. Da una piccola porta entriamo nel Presbiterio o Aula di Pilato e da lì al Santo Sepolcro. Dodici colonne e l’edicola del Calvario rendono il tutto affascinante. Vi è anche una colonna nera che dovrebbe rappresentare quella in cui fù flagellato Gesù ed un’urna in cui alloggiava il corpo di San Petronio. Affacciandosi nel bel cortile simboli mistici a mosaico. Di grande suggestione anche se semplice, la chiesa dei SS. Agricola e Vitale del quinto secolo. E' a tre navate con absidi di alabastro e semplici colonne. La luce all’interno è fioca, quindi bella atmosfera. Ritorniamo alla chiesa del sepolcro ed entriamo nel Cortile di Pilato, al centro il Catino di Pilato, a ricordo dell’imperatore che si lavò le mani per non decidere. Da un lato la cappella della Consolazione del 600, quindi il Gallo di San Pietro e la Cappella di Santa Giuliana. Percorriamo un corridoio e giungiamo alla Chiesa della Madonna di Loreto dove troviamo la Vergine Nera; da lì alla Chiesa della Trinità ristrutturata nel 1900. Accediamo quindi al Chiostro Benedettino in cui si trova un pozzo centrale: continuiamo a scattare foto. Nella parte sopra del chiostro un museo contiene bei quadri di varie scuole. Potremmo uscire, ma ci è piaciuto talmente tanto che rifacciamo il percorso notando anche i minimi particolari: è un gioiello nel cuore di Bologna. Bello il reportage di Voyager in tv... e ricordo che il fine settimana il centro storico è pedonale.

Noi che viaggiamo parecchio ci rendiamo conto che qualunque turista può spendere almeno 2-3 giorni pieni in visita alla città, quindi anche noi, essendo in pieno centro storico, decidiamo di continuare la visita e risalendo via Santo Stefano. Siamo in piazza Della Mercanzia con la Loggia dei Mercanti (XLV) ex sede della camera di commercio e le Case Reggiani ed altri vecchissimi palazzi sorretti da travi in legno e ci posizioniamo presso la statua di San Petronio (patrono della città), proprio sotto alle maestose torri ..pendenti... (ve ne erano 200 a Bologna e le famiglie storiche gareggiavano per avere la più alta): la Garisenda, ora 48 mt. (mozzata perché pericolante a seguito terremoto) e la torre degli Asinelli (anno 1119 e altezza circa 97 metri), simbolo della città. Salire i 498 gradini dell’Asinelli può essere un po’ faticoso, ma vi assicuro che da lassù la vista è stupenda, si vedono tutti i monumenti di “Bologna la rossa”, per via dei colori dei tetti e dalle torri, a raggiera partono le strade. Tutt’intorno antiche vie porticate con molti negozi di antiquariato bar e ristorantini a buon prezzo. Poco distante il ghetto ebraico e la zona universitaria di “Bologna la dotta” e Piazza Verdi con l’Oratorio di Santa Cecilia e la Basilica di San Giacomo Maggiore, metà 400 e con molte opere rinascimentali. Ritorniamo verso via Rizzoli che ci conduce prima nelle vecchie viuzze dove acquistare pesce fresco, bellissima frutta tortellini e cibi pronti presso la famosa rosticceria Tamburini, mentre noi approfittiamo per uno snack al “Mercato di Mezzo”, ce n’è per tutti i gusti, a tre livelli entrando da via Clavature, quindi dopo aver guardato le vetrine del portico del Pavaglione e di via D’Azeglio, centro dello shopping e preso un caffè da Zanarini, famoso bar dietro il duomo in piazza Galvani, siamo in Piazza Maggiore, cuore pulsante del capoluogo, ammiriamo la Basilica di San Petronio: sesta chiesa più grande d’Europa è del 1390 con notevoli opere d’arte all’interno ed una facciata incompiuta, la parte inferiore compita in marmo. A destra di San Petronio il citato portico del Pavaglione, ad ovest il bellissimo palazzo D’accursio (municipio) di fronte il Palazzo del Podestà, costruzioni di notevole interesse architettonico; a pochi metri, verso via dell’Indipendenza, la statua del Dio Nettuno (al Zigant) del 1566, una enorme fontana “al servizio del popolo” come si disse, costruita da un fiammingo, il Giambologna, e divenuta altro simbolo di Bologna.

Ormai è pomeriggio e spendiamo le ultime 2 orette passeggiando per via Dell’Indipendenza, altra via dello shopping, passando per la cattedrale di San Pietro, molte opere d’arte, vale la pena entrare, tra cui “Compianto sul Cristo morto” gruppo scultoreo in terracotta di Alfonso Lombardi, fino a giungere in piazza VIII Agosto dove il Venerdì ed il Sabato si tiene un grande mercato non alimentare e dove si trova ogni tipo di mercanzia per tutte le tasche. Prima di giungervi abbiamo fatto una capatina in via Piella, scorcio pittoresco dove da una “finestra” del portico si vede il canale al centro di Bologna: è un angolo che non tutti conoscono. Salutato il maggior teatro della città, cioè l’Arena del sole”, ormai edificio storico con di fronte la statua equestre di Garibaldi e pure il monumento ai caduti all’inizio del parco della Montagnola, primo vero grande parco di Bologna, riprendiamo il 20 che ci porta a casa.

All’indomani dopo aver fotografato piazza San Francesco e Piazza Malpighi che racchiudono la basilica minore di San Francesco (prima in Italia, architetto sconosciuto) incontriamo alcune vecchie porte d’ingresso alla città (sempre magnifica Porta Saragozza dove assaggiamo forse il miglior gelato presso una delle cremerie Castiglione), passeggiamo nei grandi giardini Margherita, tra Porta Castiglione e porta Santo Stefano. Da lì percorrendo via Saragozza, passiamo sotto l’arco del meloncello, zona stadio per andare a San Luca. Chi lo desidera, sappia che a 500 metri vi è la Certosa, cimitero storico monumentale di Bologna ove trovare affreschi e sculture di pregio e il campo dove giacciono parsone famose come Carducci, Ottorino Respighi, Giorgio Morandi e Lucio Dalla. Si può giungere sul colle Della Guardia anche col San Luca Express (10 euro), simpatico trenino che collega dal centro storico ai colli con bellissimo tragitto, oppure a piedi dal Meloncello percorrendo circa 3 km. in ripida salita sotto i portici. Molti compiono a piedi questo tragitto per ringraziamento per una grazia ricevuta od anche per una vittoria sportiva. Per toglierci l’appetito sediamo da Vito, una paninoteca dove non spendere molto e godere del panorama mangiando pizza o altre pietanze. Mangiare bene a Bologna non è difficile, dopo un antipastino di mortadella e parmigiano se volete un pranzo tipico conoscerete le lasagne ed i tortellini in brodo o le tipiche tagliatelle tirate col matterello al ragù bolognese. Secondo classico è il bollito misto (lingua di vitello, zampone, gommosa di manzo e testina di vitello accompagnati da salsa verde e purè): ah” Bologna la grassa”. All’uscita abbiamo di fronte l’imponente santuario della Vergine di San Luca circondato dai colli bolognesi; vi è una leggenda sull’icona della Madonna col bambino che attirò molti pellegrini; entriamo: opere del Guercino e Guido Reni, all’uscita scattiamo foto, è davvero scenografico. Ci rimangono un paio d’ore di luce e usciamo dalla città per andare verso Sasso Marconi per visitare il mausoleo dedicato a Guglielmo Marconi presso la sua casa natale, quindi a Palazzo de’ Rossi, borgo antico a Pontecchio Marconi.

Due giorni li abbiamo spesi così, ma c’è molto altro da vedere, come il Museo Civico Archeologico in centro in palazzo Galvani o alla Pinacoteca nazionale in via Belle Arti (oltre 100 i musei), ma era tarda primavera ed è stato bello camminare accarezzati dal sole. Abbiamo visto pure qualche rondine, saranno le stesse cantate da Lucio?

Foto sul sito www.turistipercaso.it, nel nostro blog http://poneloya25.weebly.com o slide https://youtu.be/SkhZn40dQLA

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