Altopiani andini del Cile e della Bolivia: alla scoperta di un nuovo pianeta

Un viaggio (on the road) avvincente attraverso territori sconfinati e sorprendenti altopiani, surreali lagune, infiniti deserti di sale. E toccare il cielo con un dito sfiorando i 5.000 metri di altitudine

  • di mypassion13
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Dopo svariati viaggi in Oriente, quest'estate abbiamo optato per il Sud America e spinti dalla curiosità e dalla voglia di avventura la nostra scelta è caduta su questa destinazione insolita e non troppo pubblicizzata dai tour operator, soprattutto italiani.

Così dopo aver trascorso qualche giorno in Brasile a Rio de Janeiro ed aver poi visitato le Iguazu Falls (bellissime), abbiamo riposto bermuda e costumi da bagno e sfoderando maglioni di lana e piumini ci siamo diretti verso il Cile, un paese più conosciuto per l'Isola di Pasqua (grande rimpianto non esserci andati... sarà per la prossima) che per le sue bellezze sulla terraferma.

Se vi state chiedendo se questo possa essere un viaggio adatto a tutti la risposta è no, non lo è. Per affrontare questa avventura è necessario essere per così dire un minimo "navigati", sia per le difficoltà legate all'altitudine che comunque fin da subito si fa sentire, sia per le condizioni spartane a cui si va incontro durante i vari percorsi, a partire dagli "hostal" in cui pernottare (rifugi spartani senza riscaldamento e spesso senza acqua calda) ai punti di ristoro (assenti, si pranza all'esterno di jeep o minivan a temperature estremamente rigide) all'assenza di qualsivoglia struttura che si avvicini ad un wc.

Il Cile è un Paese molto particolare. Attraversa tutta l'America del Sud come fosse una "zip" che tiene assieme le altre nazioni limitrofe, racchiudendo un'infinita varietà di paesaggi, dal mare, alle grandi vette innevate, ai vulcani, ai geyser, ai ghiacci polari per terminare con la famosa Terra del Fuoco.

In pratica, un coacervo di luoghi diversi e di razze (tanti volti dai classici caratteri indios ma altrettanti dai tratti occidentali).

Santiago del Cile ci si presenta come una metropoli interamente circondata dalle Ande eternamente innevate. Ma abbiamo rivolto giusto uno sguardo su questa impressionante città poiché la nostra destinazione finale (per modo di dire) sarebbe stata Calama (Nord del Cile).

Atterrando su Calama (altitudine 2260 s.l.m.) si poteva già ammirare dall’oblò dell'aereo il paesaggio variare abilmente dal bianco della neve delle Ande di Santiago ai gialli, agli ocra e al rosso mattone della Cordigliera delle Ande sulla quale tuttavia, sebbene l'altezza fosse ragguardevole, di neve non se ne scorge granché, dal momento che è allocata nel grande Deserto de Atacama, "el desierto màs àrido del mundo", solo qualche millimetro di pioggia ogni 10-15 anni.

Arrivati a Calama ci adoperiamo per un transfer diretto a San Pedro de Atacama, a circa 1 ora di distanza (alt. 2500 s.l.m., 25 C° - 6 C° media tra la max. e la min.), una cittadina caratterizzata dai colori caldi del deserto e dal clima gradevole situata alle pendici dell'imponente vulcano Licacanbur (5.916 s.l.m.) in una enorme depressione tra le Ande della Cordigliera Centrale e quelle della Cordigliera Orientale.

San Pedro vanta circa 4000 anime, per lo più impiegate nelle numerosissime agenzie turistiche, nei ristoranti, nei negozi di souvenirs, in ogni angolo presenti oltre ad un piccolo ospedale, una chiesetta ed una bella piazza centrale. In altre parole una piccola oasi nel deserto nata per soddisfare le esigenze dei turisti e per tale motivo anche estremamente cara rispetto ad altre località cilene.

In ogni caso, passeggiare per le viuzze polverose (sempre accompagnati da qualche docile cagnolino randagio) è decisamente piacevole, sia per la quantità di escursionisti che si incontrano provenienti da ogni parte del mondo, sia per l'atmosfera "hippy" e scanzonata che vi si respira.

I ristoranti variano da semplici casupole di fanghiglia adibite a punto ristoro a veri e propri locali alla moda, dove davanti a grandi bracieri è possibile consumare egregiamente carne e pesce di qualità per circa 15-20 euro a testa (Elena ha mangiato ottimi gamberi ecuadoriani nel bel mezzo del deserto! Sì, proprio così!).

Per quanto riguarda l’artigianato locale, i classici cappelli con para orecchie in lana di alpaca o i diffusissimi calzettoni con lama ricamati (un “must have” di ogni escursionista donna che metta piede a san Pedro!) costano poco ma se potete acquistateli in Bolivia dove vengono venduti a nemmeno un quinto del prezzo

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