Sud America e costa del Pacifico

In viaggio tra Paraguay, Cile, Bolivia ed Ecuador

  • di massimo paturzo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 02
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Sono oramai prossimo... partirà tra poco la mia nuova avventura. Sabato 07 febbraio, nel pomeriggio, prenderò il treno per Roma, dove domani ho il volo, abbastanza lungo, Roma – Madrid – Miami – Asuncion. Raggiungerò mia moglie che è da un mese dalla sua famiglia.

Lunedì 09 febbraio, arrivo dopo un lungo viaggio in aeroporto di Asuncion, e trovo mia moglie con un'amica ad attendermi. Raggiungiamo casa e dopo aver salutato tutti mi sistemo e inizio quattro giorni di assoluto relax, intervallati da una visita al centro di Asuncion, città coloniale in parte, e moderna in alcune zone, dove è sempre piacevole fare 4 passi. Poi qualche giornata trascorsa in alcuni balneari, immersi nella natura. Sono passati quasi tre anni dalla ultima visita, ma non dimentico le buone abitudini culinarie, con abbondanti mangiate di carne, frutta tropicale e altro. Comunque è importante quando si inizia un viaggio abbastanza impegnativo come il nostro, trascorrere qualche giornata così. I quattro giorni in famiglia passano velocemente, e la nostra prima tappa è Santiago del Cile.

13 febbraio

Volo Lan Asuncion – Santiago e alle 9 e 35 siamo in aeroporto. Contrattiamo un taxi (l'autista è molto simpatico) che ci porta dopo mezz’ora nel nostro alloggio, Abracadabra Bed & Breakfast, una struttura molto familiare dove siamo accolti dal proprietario con molto calore e ci spiega un po’ della città. Ci organizziamo e, pronti per l’uscita, ci rendiamo conto di non aver lasciato alle spalle i 40° di Asuncion, anzi li ritroviamo a Santiago dove ci viene spiegato che la città, essendo circondata e “protetta” dalla catena montuosa delle Ande, ha estati caldissime e inverni molto freddi. Iniziamo il trail urbano dell città, dalla zona del nostro b&b, che è la più antica della città, e dopo qualche Km. raggiungiamo il Palazzo della Moneda, sede ufficiale della zecca, danneggiato durante il colpo di stato del 1973, quando fu rovesciato il governo del presidente Allende. Proseguiamo per Agustinas (una delle arterie principali della città) e raggiungiamo la zona dove sorge il Cerro Santa Lucia e Barrio Lastarria, dove ci fermiamo per uno spuntino veloce. Anche se fa molto caldo, circa 40°, a detta di alcuni abitanti, è un anno da caldo record. Proseguiamo per Merced e raggiungiamo Plaza Merced, la piazza principale e simbolo di Santiago. In un lato c’è l’edificio neoclassico della Cattedrale Metropolitana. Ci sono numerosi artisti e gente di varie razze, colori, che animano la piazza. Visto che è tutto concentrato i pochi Km., ci incamminiamo verso il Mercado Central, sono quasi le 15, e credo sia già abbastanza tardi. Le ore migliori sono quelle mattutine. All’ingresso siamo accolti da banconi con cumuli di pesci luccicanti e crostacei posti in cima a cumuli di ghiaccio. Il mercato è diviso in due parti, un lato i pescatori e l’altro i ristoratori. Uscendo dalla porta posteriore ci dirigiamo verso La Vega, che è il mercato della frutta è verdura. La ne approfittiamo per gustarci due bei frullati di frutta freschissima. Sempre sotto un sole cocente, ci dirigiamo verso il quartiere di Bellavista. Ci soffermiamo a visitare qualche negozietto, anche se a quest’ora la non c’è molto passeggio, di solito il quartiere si anima verso la sera.

Sempre nel Barrio raggiungiamo la funicolare che si trova all’ingresso del Parque Metropolitano meglio conosciuto come Cerro San Cristobal, e raggiunta la cima visitiamo la Virgen De La Immaculad Concepcion. La statua domina tutta la città e che è a sua volta avvolta dalla ala protettrice delle ande. Sono le 18, ed un poco affaticati rientriamo in hotel, dove in serata andiamo a cenare in un ristorante vicino al nostro B&B. Il mattino seguente abbiamo il transfer di mattino presto verso Valparaiso, lasciamo Santiago dopo averla girata in mezza giornata, forse un po’ poco ma lasciamo una città moderna, con non tante cose da vedere, fuori dal prototipo coloniale delle città latine

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