La città con il nome più bello del mondo

Difficile immaginarsi la Bolivia dall’Italia.. Così nascosta tra le importanti mete turistiche del Sud America, privata del mare e con un paesaggio impervio e difficile, dagli altipiani estremi all’Amazzonia, attraverso ore ed ore di viaggio nei quali sembrai di essere ...

  • di KatyaM.R.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Difficile immaginarsi la Bolivia dall’Italia..

Così nascosta tra le importanti mete turistiche del Sud America, privata del mare e con un paesaggio impervio e difficile, dagli altipiani estremi all’Amazzonia, attraverso ore ed ore di viaggio nei quali sembrai di essere circondati dal nulla.

E poi Nuestra Señora de La Paz..

.. Città strana, grigia e difficile da amare.. Di forma conica, il vero centro della città si trova al fondo, nell’abisso della vallata, alzando gli occhi ci si scopre circondati da un continum di costruzioni che si innalza fino a coprire il cielo.. Come essere caduti nel cratere di un vulcano.. Così difficile è amare La Paz... il suo disordine architettonico, gli edifici incastrati gli uni sugli altri mischiando antico e moderno senza pietà..

La Paz è un insulto al paesaggio che diviene a suo modo poesia... Difficile non amare La Paz dopo averci passato più di 4 giorni, quando Calle Jaen dai colori sgargianti ti trasmette il suo fascino di paradiso artificiale, quando non è più difficile orientarsi e ogni luogo comincia a diventare parte di te. Appena fuori dal dedalo di case, El Valle de La Luna, stravagante paesaggio di Canyon proprio alle porte della metropoli... da non perdere!! Dalla parte opposta, uscendo da La Paz, la grandissima città di “El Alto”.. rumorosa e caotica, un mercato a cielo aperto.. Labirintica e soffocante. Vanta però l’aeroporto più alto del mondo.. Dove gli aerei della LAB possono tranquillamente partire con ore... o giorni.. Di ritardo.

A soli 2 ore di distanza, la cittadina perduta di Tihuanaku, che molti credevano Atlantide, e che ancora oggi incanta per i suoi misteri... come poteva questo popolo pre-incaico possedere così tante conoscenze tecniche e astronomiche? Avevano progettato un sistema di amplificazione della voce servendosi di un marchingegno di pietra strutturato su modello dell’orecchio umano.. Potevano scolpire i volti di tutte le razze del mondo.. Senza essere mai venuti a contatto con esse.. O forse chissà.. Mi piace pensare che questi contatti tra popoli c’erano già stati.. Ancora prima della spietata era colonialista.. Le grandi figure dei sacerdoti, sono scolpite nella pietra con una mano al rovescio.. E non si tratta di malformazioni né di un errore.. Sta a rappresentare il Dare e il Ricevere, necessari per il mantenimento dell’armonia.

Tihuanaku è un luogo magico, da gustare senza fretta, accompagnato dalla lettura di un buon libro per farsi un’idea dei suoi tanti interrogativi irrisolti.

Con un po’ di pazienza, attraversando il lungo cammino delle Yungas (un tempo definita la + pericolosa al mondo, ora per fortuna è stata aperta una via alternantiva) si può raggiungere Coroico.. “La Puerta De Amazonia”, definito l’antipasto dell’Amazzonia Boliviana ti trasporta in un mondo rilassante di vegetazione rigogliosa e cascate.

Particolarmente piacevole è riprendere fiato e sentirsi di nuovo leggeri dopo aver passato diversi giorni alle altitudini eccessive di La Paz che mettono a dura prova le capacità di resistenza .

Nascosti in questo paradiso verdeggiante, le coltivazioni dei Coqueros, non dimentichiamoci che in Bolivia il consumo di Coca non trattata è legale, anzi, si abbina anche a pratiche religiose ed è considerato non solo un tonificante ma una vera e propria medicina. Coca infatti, nella tradizione dei nativi è figlia di Pachamama, la madre terra.. Che la donò all’uomo per sconfiggere la fatica e vincere il dolore.. una leggenda boliviana ci lascia le parole di un saggio preoccupato per l’invasione straniera “..Se l’uomo bianco si avvicinerà alla nostra sacra coca, ne distruggerà la sua natura, fino a distruggere sé stesso...” e purtroppo la sua intuizione si è avverata

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