Lo splendore della terra Boliviana

11.08.2006 Sono a San Pedro De Atacama (Chile) su un minibus in attesa di sbrigare le pratiche burocratiche per varcare il confine ed entrare in Bolivia. Ieri ho prenotato una escursione di tre giorni che mi porterà fino a Uyuni ...

  • di cesare
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: 3500
 

11.08.2006 Sono a San Pedro De Atacama (Chile) su un minibus in attesa di sbrigare le pratiche burocratiche per varcare il confine ed entrare in Bolivia. Ieri ho prenotato una escursione di tre giorni che mi porterà fino a Uyuni passando per gli altipiani meridionali boliviani. Dopo un’ora circa si parte; la prima cosa che noto è che stiamo salendo ulteriormente e quando leggo 4.750 m slm penso ai prossimi giorni che saranno più o meno alla stessa altitudine e mi viene già il mal di testa. Arrivati al confine cambio un po’ di denaro ma poco perché il cambio è molto sfavorevole e dopo un breve spuntino si parte in gip. Il mio gruppo è formato da 6 persone più l’autista, 2 francesi, 1 cileno, 1 spagnolo di Barcellona e 2 italiani me incluso. L’autista boliviano è quasi nero ha i tratti degli indios che vivono sugli altipiani peruviani, ovviamente il colore della sua pelle è dato dal sole che a questa altitudine ti scotta.

Il paesaggio mi appare subito un incanto con dei colori fantastici, la gip non è molto comoda ma neanche scomodissima, la compagnia è simpatica.

In Bolivia mi avevano detto che bisogna osservare due regole fondamentali: fare tutto molto lentamente e avere sempre con se foglie di coca, verissimo.

La coca è fondamentale per il mal di altura e per prendere energia per muoversi durante la giornata, ovviamente vi consiglio un uso saltuario altrimenti se vi abituate poi a quella altura non riuscirete più a muovervi per la fatica.

Dopo esserci lavati in una vasca di acqua sulfurea, via con il pranzo e subito in gip per raggiungere la casa che ci ospiterà questa notte.

La casa non era altro che una baracca di paglia e fango con dei letti scomodissimi ed un freddo allucinante.

La notte abbiamo tentato di dormire rinchiusi nei sacchi a pelo, ma a -12° è stato difficilissimo.

12.08.2006 Oggi è il mio compleanno (32) e dopo una rapida colazione nell’atrrio della baracca a non so quanti gradi sotto zero e dopo una rapida riflessione con i miei compagni sul fatto che aver superato quella notte era stata una impresa veramente difficile, via in gip alla volta del salar de Uyuni.

Il paesaggio è bellissimo si passa dalle lagune salate che hanno dei colori incredibili a paesaggi vulcanici altrettanto colorati.

I Flamenco (tipo cigni) rosa che caratterizzano tutto il paesaggio con il loro colore si muovono sulle lagune come se stessero danzando e si lasciano fotografare quasi mettendosi in posa.

Dopo una sosta in un paesino per comprare un po’ di alcol per festeggiare il mio compleanno, qui bisogna bere molto poco altrimenti a causa dell’altura ti senti subito male, via all’hotel di sale alle porte del salar de Uyuni.

L’hotel di sale è molto più confortevole della sistemazione di ieri ma non aspettatevi chissà cosa.

La luce viene erogata dalle 19.00 alle 21.00 idem per l’acqua calda, il riscaldamento non esiste ed il cibo non è proprio il massimo, in compenso i letti sono più comodi e le coperte molto calde difatti ho dormito senza sacco a pelo.

13.08.2006 A causa del freddo sono 3 giorni che non ci leviamo i vestiti di dosso sia di giorno che di notte e non vediamo l’ora di arrivare a Uyuni per farci finalmente una doccia. Il salar de Uyuni è bellissimo ed immenso; Il sole ed il sale permettono di fare delle foto incredibili; Mentre visitavamo luoghi incantati, mentre facevamo offerte alla pacha mama e mentre chiacchieravamo fra noi ci chiedevamo: ma se si rompeva la gip durante il tragitto come facevamo?? È bene non lo so, in quella zona non esistono telefoni, i cellulari non prendono e le distanze sono imponenti dunque l’unica spiegazione e che muovendosi tutti insieme queste carovane di gip, forse fra di loro si contano e se qualcuno manca all’appello poi lo vanno a cercare

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