Birmania allo zenzero

Sottrarci al boom turistico della Birmania? Giammai!

  • di stramaury
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Vediamo la Hsinbyume Paya (bianca), la campana gigante (è una campana gigante), la Mingun Paya (mi piace), tenendoci a distanza da un cane randagio ringhiante e forse rabbioso. Una venditrice ci approccia in italiano con frasi su Totti. Alle 9.30 Mingun comincia ad animarsi e noi partiamo per Sagaing, dove facciamo due di tappe: Soon U Ponya Shin Paya (sulla collina, ha una terrazza con ampio panorama), e l’Umin Thounzeh (fotogenico). Sul tragitto per Inwa incrociamo una moltitudine di studenti e monache con le rispettive divise (immagine suggestiva) e facciamo tappa in un edificio monastico dove un cane randagio mi frega un calzino lasciato nelle scarpe tolte per entrare. Alle 12.00 l'autista parcheggia e con una barca attraversiamo il fiume per raggiungere Inwa. Ci adeguiamo al clima straturistico su due calessini trainati da poveri cavalli (10.000k a calessino all’ora). Il traffico è da tangenziale, però con strada stretta e sterrata e ingorghi di calessini. La tappa più piacevole per me è il Maha Augmye Bonzan, dove mi diverte la vista (poi ricorrente) dei monaci che si fotografano con smartphone grossi così. Torniamo da Mr. Toe, tappa in un laboratorio/negozio tessile ed a metà pomeriggio siamo in albergo; 60.000k di taxi per la giornata. Un paio d’ore di riposo, cena in un ristorante cinese, a dormire.

20 NOVEMBRE: TRAGHETTO MANDALAY - BAGAN

Sveglia presto, check-out e Mr. Toe ci porta al molo del traghetto turistico Mandalay-Bagan prenotato un paio di sere prima in albergo (58$ a testa). Verso le 7.00 si salpa. Siamo circa 40 turisti, la giornata sarà tranquilla e rilassante, i panorami sull’Ayeryarwady River carini benché monotoni e mai mozzafiato. La barca è confortevole: sala chiusa al piano inferiore con sedili imbottiti e aria condizionata polare, ponte superiore con tavolini e sdraio. Colazione. A metà mattina tappa in un villaggio sulla riva, carino; Ale ne esce con un cappello di paglia. A pranzo apprezzo la zuppa di lenticchie. Pomeriggio sempre sul ponte alternando sdraio, bar, libro, sonnellino e sole. Intermezzo semicomico dell’equipaggio che spiega l’usanza birmana di decorare/proteggere il viso con il thanakha e i molteplici improbabili utilizzi del longy (per noi foularò), diffusissima alternativa ai pantaloni. Alle 17.00 siamo a Bagan. Taxi, pass turistici (20$ a testa) e chiediamo all’autista di portarci in un buon posto per il tramonto. Sceglie un tempio tra i più popolari a quest’ora (Buledi); in realtà il sole è già sotto l’orizzonte ma abbiamo un primo assaggio. Raggiungiamo il bell’albergo a Nyaung-U. Cena in un ristorante poco distante e poi a dormire.

21 NOVEMBRE: BAGAN

Finalmente dormiamo fino alle 8.00. Colazione robusta in hotel. Prendiamo tre scooter elettrici prenotati ieri sera alla reception, molto popolari tra i turisti: sono economici (8.000K a scooter al giorno) e permettono di muoversi in autonomia. Iniziamo dalle strada asfaltate di Old Bagan e poi ampliamo il raggio agli sterrati comunque frequentatissimi della piana circostante, tra templi enormi e affollati e stupa piccoli e vuoti. Compriamo eccentrici pantalò, popolarissimi tra i turisti ed evitatissimi dai birmani. Diamo corda a un ragazzo che ci porta in un tempietto con bel panorama dalla copertura per poi venderci un suo disegno (fa parte del gioco). Riprendiamo il giro in autonomi. Templi, stupa, stupa, templi. A metà pomeriggio ci arrampichiamo su un piccolo tempio per il tramonto, con panorama discreto (tra noi e il sole pochi edifici). Imbocchiamo la vicina strada asfaltata e intanto fa buio; riusciamo a tornare in albergo grazie alla sim birmana e al ragazzo che si ferma per aiutarci. Cena al ristorante indiano vicino all’hotel. A dormire

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