La mia Berlino dalla A alla Z

Ricordi di viaggio, ma anche spunti, riflessioni, brainstorming su un viaggio a Berlino, una città molto, ma molto lontana dall'Italia...

  • di marpos
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Troppo grande Berlino per essere raccontata in un solito diario di viaggio… troppo vivace per organizzare una visita con destinazioni e tempi ben scanditi… troppo veloce e articolata Berlino per poter riuscire a trattenerne le mille sfaccettature. Ecco quindi il perché di questo diario-alfabeto-brainstorming…

Alex, ovvero Alexanderplatz, inizio e fine delle mie giornate berlinesi: niente a che vedere con la solita “piazza”, bensì uno spazio molto esteso e articolato, luogo in cui puoi trovare tutto ciò di cui puoi aver bisogno; nel mio caso, hotel e mega stazione di treni, metro e bus. Inoltre, termine di riferimento per potersi anche orientare: la Torre della TV, la costruzione più alta della città con i suoi 365 m., è visibilissima da gran parte della città. Da “Alex” non esiste la notte.

Le Biciclette, mai una uguale all’altra, se non quelle a noleggio, sono le vere protagoniste del paesaggio urbano: la passione che nutro per la bici e le miriadi di “gambe snelle tornite e belle” mi hanno costantemente accompagnato, talvolta anche sui mezzi pubblici, nella mia visita della città e muoversi (da pedone: né mia moglie, né i miei figli mi avrebbero seguito…) è stato sempre un piacere aggiuntivo. Esistono anche le auto, per niente indispensabili, che non spadroneggiano per le strade e che devono rispettare percorsi destinati unicamente ai ciclisti; non ho parlato volutamente di “pista ciclabile”: soprattutto in città, il termine sa molto di riserva indiana!

“Berlino è…” completa la frase: “…un Cantiere!”. Ricordo le gru a Londra l’anno prima delle Olimpiadi; può capitare di vederne anche nel centro delle grandi città, ma una diffusione e un’attività simili (24 ore su 24) sono stati sorprendenti: ma non sorprende certo che la disoccupazione sia ai minimi e che Berlino sia considerata una delle capitali dell’architettura contemporanea. Il Muro è caduto nel 1989… o l’anno scorso?

PS Nei giorni scorsi Cagliari, la mia città, ha accolto Papa Francesco: naturalmente, sono state risistemate strade e aiuole, si è ripulito qua e là: insomma, un fervore di lavori per accogliere nel migliore dei modi l’illustre ospite. Ho pensato per un attimo: “Sembra di essere a Berlino…”.

DDR: Repubblica Democratica Tedesca. Non esiste OVEST senza EST, non potrebbe esistere l’attuale Berlino senza la presenza ed il riferimento costanti, talvolta opprimenti, alla precedente vicina Berlino EST. Non è questo certo il luogo per disquisizioni storiche, lo è però per allontanare certi facili trionfalismi (se interessa, si può saltare subito alla M).

Per chi come me vive le splendide ma torride estati sarde, potersi di tanto in tanto sdraiare tranquillamente (nessun divieto!) sull’Erba dei numerosi prati di parchi e giardini vari è stato un piacere. Se poi la cosa avviene di pomeriggio, dopo un’interessante visita al Bundestag (sperimentata la proverbiale efficienza tedesca, con la prenotazione on line a casa prima della partenza) ed un bel pranzetto accompagnato ovviamente da una bella birra, non c’è da stupirsi che ci scappi anche un sonnellino (testimoniato da subdola ripresa video!): il Tiergarten, cioè Giardino Verde, una sorta di Central Park o Hyde Park di Berlino, è stato il luogo del “delitto”.

Sappiate che, in Italia, nel mio caso all’aeroporto di Cagliari Elmas, dopo aver superato il check-in e mentre vi ricomponete tranquilli, un Finanziere può chiedervi se state portando con voi più di 10.000 euro, quali siano le ragioni del viaggio e invitarvi a seguirlo nel suo gabbiotto poco distante per trascrivere gli estremi del vostro documento. Non sono un attaccabrighe e ciò a cui stavo pensando era il mio viaggio, ma, ripensandoci, avrei potuto sfogare tutta la mia rabbia di dipendente pubblico che si apprestava ad viaggio low cost dopo aver pagato le tasse dal primo all’ultimo centesimo, compreso il primo acconto fresco fresco della TARES!

Giovane è uno degli attributi che più si adattano a Berlino: perché giovani sono le famiglie, spesso con più di un bambino, che vedi in giro; giovane è il personale che incontri, nei negozi come in hotel (nel mio, forse anche perché aperto di recente, la media non superava i 30 anni), l’architettura degli edifici, la mobilità alternativa all’auto, la vita notturna, l’aria che si respira…

Non voglio parlare del mio Hotel (non ha bisogno di pubblicità), ma di uno, vicino ad Alexanderplatz, che vi accoglie con un acquario alto diversi piani (almeno 5) su cui si affacciano i corridoi: se la quantità delle sue stelle non è alla vostra portata, una visita è comunque possibile. Un altro modo per toccare con mano il carattere sorprendente e giovane di questa città.

Quanto è lontana l’Italia? Sospiro. La sera, al rientro in hotel, utilizzavo uno dei tablet a disposizione dei clienti per definire qualcosa per l’indomani, vedere le previsioni meteo e conoscere le novità dall’Italia. Finchè le notizie che potremo leggere sui principali siti di informazione sono condizionate dagli eventi che si verificavano ai primi di agosto (e tuttora continuano…) questa lontananza è siderale.

Spesso al rientro di vacanze all’estero ci si sentiva chiedere: “E come hai fatto per la Lingua?” All’oscuro del Tedesco, con un po’ di Inglese (spesso però colpevolmente assente dalla cartellonistica nei musei), in una città multietnica come Berlino puoi parlare qualunque lingua. Poi sia in hotel che in aeroporto si mostra ciò di cui già si dispone, perciò si potrebbe anche restare in silenzio. La scocciatura è quando nei locali hanno solo menù in tedesco (capitato spesso): non amo mangiare nei locali italiani all’estero e preferisco affrontare magari qualche inconveniente. Lo stinco di maiale è una prelibatezza: ma se te lo portano bollito e non arrostito, come mi è capitato una volta, è una gran schifezza (lo so, de gustibus…!).

Quando si parla di caduta del Muro si dà per scontato che sia quello di Berlino; sembra che aver posto fine a quell’assurdità abbia segnato l’inizio di un’era felice, dominata anche dalla fine di qualunque altra mostruosità simile. Ti ricordi poi, proprio a Berlino, all’East Side Gallery (una striscia del vecchio Muro, lunga un chilometro e 300 metri, la seconda attrazione turistica visitata, dopo la Porta di Brandeburgo), che ben altri muri, concreti, materiali, non solo astratti e culturali, esistono e operano nel mondo, nella tranquillità – e nel silenzio – generale

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Commenti
  1. clagra
    , 11/11/2013 07:51
    marpos..bellissimo diario..mi hai fatto venire voglia di sciverlo anche a me ...ci sono stata a berlino lo scorso giugno e devo dire che leggendo il tuo racconto è stato come rivivere la magnifica atmosfera berlinese.....
  2. cinzia61
    , 25/10/2013 09:41
    grande marpos,
    bel diario di viaggio, originale ed intelligente.
    Facilitata dalla lingua (che conosco) forse ho potuto apprezzare qualcosa in più,scambiare impressioni e consigli coi berlinesi, mangiare (forse) meglio, ecc ecc.
    Berlino è uno Stato(Land) a tutti gli effetti all'interno dello Stato Federale.E' un contenitore di tanti contenuti, dell'orrore della Seconda Guerra Mondiale,della Cortina di ferro,delle torture e della libertà conquistata a picconate.
    Premesso questo,è una città tutta da scoprire, passeggiando.Quando si decide di andare si compra una guida e si stende un itinerario di massima, sottolineando quello che non vuoi assolutamente perderti...poi lo sguardo si posa su un'altra piazza, su un altro museo, su un'altra pietra.
    Berlino mi ha conquistata, giorno per giorno, strada per strada.Sono pure stata fortunata perchè il clima mi ha assistito e l'ho perlustrata fino a sfinirmi.
    E mi sono allungata fino a Postdam, cittadina bellissima, raggiungibile comodamente in treno.
    Se decidessi di tornarci, fallo anche tu.

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