Berlino non è mai Berlino

Considerato il ritmo con il quale Berlino si modifica, vale costantemente la pena di visitarla

  • di fedina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

“Berlino è la Parigi della generazione X. In un continente gerontocratico, questa è l’arena dove respirare aria fresca” Bruce Sterling

Di Berlino si parla e scrive moltissimo, difficile quindi riuscire a dire qualcosa di nuovo. Ambiziosamente ci proverò, soffermandomi maggiormente sul vento di cambiamento che, dal 1989, anno della caduta del muro, soffia fortissimo da queste parti. Un vento di rinnovamento che ha reso questa capitale così moderna, avveniristica e turisticamente modaiola. Ovviamente, non potevo sottrarmi in questa mia prima visita della città, all’adempimento di tutte le incombenze del bravo turista non mancando luoghi storici, musei, chiese e giardini.

Partiamo il venerdì prima di Ferragosto, l’aeroporto è preso d’assalto dai molti vacanzieri, ma grazie al chek-in on line di Lufthansa in 10 minuti siamo all’imbarco e in meno di due ore in quella che viene definita la nuova capitale d’Europa: Berlino.

Lasciato il paesaggio riarso da due mesi di siccità della Pianura Padana, Berlino ci appare dall’alto immersa nel verde dei suoi parchi.

Appena usciamo dall’aeroporto accusiamo lo sbalzo di temperatura: Bologna 40°/ Berlino 17° ed una sottile pioggerellina.

Con una combinazione di tram e metro, dall’aeroporto raggiungiamo l’hotel nel quartiere Kreuzberg. Facendo il cambio ad Alexander Platz, il mio primo contatto con la capitale tedesca avviene proprio qui. Canticchiando mentalmente la canzone di Battiato dall’omonimo titolo, metto temporaneamente a tacere il mio seppur morigerato senso estetico nei confronti di questo prodotto cementizio dell’epoca socialista e scatto qualche foto alla torre della televisione ed al Weltzeituhr, l’orologio che riporta diversi fusi orari. Alexander Platz è forse il crocevia cittadino per eccellenza, dove, come scoprirò nei giorni successivi, è inevitabile ripassare più volte. Senza mezzi termini Alexander Platz è architettonicamente orribile ma affascina per la sua storia e perchè rimane tuttora uno dei principali punti di ritrovo in città, animata da persone di tutte le età, a tutte le ore del giorno e della notte.

Comunque sia, nel suo essere così varia e poliedrica, Berlino affascina e non delude le aspettative di chi cerca una città orientata al futuro. Chi immagina o ricorda una città rigorosa e severa, di pietra malinconicamente grigia rimarrà senza parole.

Le attrazioni sono tante, gli itinerari a tema molteplici: palazzi e monumenti del Sette-Ottocento, decine di Musei, archittetture moderne di fama, parchi e giardini fioriti, antiche birrerie, divertimento (con le migliaia di giovani e giovanissimi che riempiono i locali lungo la Sprea), vetrine luccicanti e mercati etnici.

Le cose da vedere sono tantissime, in 5 giorni correndo un po’ si riesce ad avere una conoscenza superficiale di Berlino, almeno due/tre giorni in più non avrebbero guastato, soprattutto per spingersi anche nei quartieri più periferici della città.

Si parte dalla Porta di Brandeburgo (Brandeburger Tor), ideale principio di una esplorazione della città, quindi Pariser platz con i suoi candidi edifici e Unter den Linden, il lungo ed elegante viale alberato, emblema della Berlino ottocentesca. Non distante da qui si trova anche il Monumento in memoria dell’olocausto (ingresso libero), 2700 colonne di cemento squadrate, di varie altezze. Pare che l’autore si sia ispirato al cimitero ebraico di Praga, con le sue tombe ammucchiate una sull’altra. Poi la Gendarmenmarkt, una delle parti meglio restaurate della città (che personalmente ho trovato bellissima) con il Französischer Dom ed il Deutcher Dom posti uno di fronte all’altro ai due estremi della piazza

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Commenti
  1. PASSEGGERA
    , 26/3/2013 16:41
    la prima descrizione di Berlino che mi abbia veramente chiarito le idee per l'organizzazione del mio prossimo viaggio. Complimenti

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