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Berlin is calling

Niente di meglio dei bus per visitare Berlino

  • di alisa75
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

“Ma io volevo andare ad Amsterdam!” Esordisce cosi’ Roberta, insostituibile compagna di viaggio, quando decolliamo con Air Berlin alla volta di Tegel, uno degli aeroporti di Berlino! Sabato 15 Ottobre atterriamo. Sole.

Compriamo la welcome card 72ore per le zone AB e C perche’ ripartiremo da Shonefeld che si trova nell’area C. Dimentico di far includere i musei dell’isola, ma me la cambiano prontamente ed ecco che con 36 euro ottengo il pass per tutti i mezzi di trasporto, sconti sui biglietti di ingresso e una guida con cartina. Saltiamo sul bus TXL ma improvvisamente Roberta decide che vuole scendere convinta che sia quello sbagliato, si alza prende la borsa e si avvicina alla porta… Roby dove vai? Non vedi che siamo ferme ad un semaforo? L’aria pressurizzata del volo deve averla stordita. Comunque arriviamo sane e salve all’Etap dell’Accorshotel che consiglio vivamente! Si trova in zona Alexanderplatz che e’ un crocevia per tutti mezzi di trasporto! Prendendo il 200 dalla piazza si arriva praticamente nella via adiacente all’hotel. L’Etap e’ nuovo e pulitissimo, non c’e’ l’ armadio e la doccia e’ un vano di plastica incastonato in una nicchia ricavata nella camera, il lavandino e’ vista letto e il water e’ emarginato in un cubicolo senza finestra. E’ piuttosto curioso e particolare, sembra la stanza che ti aspetteresti di trovare su una navicella spaziale. La porta non ha serratura e si apre digitando un codice segreto… se una voce metallica mi avesse dato il benvenuto sull’Enterprise non mi sarei meravigliata piu’ di tanto! La colazione e’ abbondante a buffet. I receptionist (il capitano Kirk e la sua ciurma) sono educati e disponibili. 102eu a testa per 3 notti con colazione. E’ ora di pranzo e Alexanderplatz e’ invasa da bancarelle che propongono currywurst, piatti tipici, dolci e cianfrusaglie. Noi ci facciamo tentare da una super porzione fumante a base di carne, funghi, cipolle e non so che altro. Alziamo lo sguardo dal piatto e ammiriamo la torre della Tv e con la coda dell’occhio vediamo un tizio che si lancia nel vuoto dal palazzo di fianco! Un pazzo che fa bungee jumping nel cuore di Berlino… vabbe’. Decidiamo di partire subito in avanscoperta, e ci perdiamo tra le stradine intorno alla piazza fino alla chiesa piu’ antica di Berlino la Nikolaikirche; percorriamo un tratto di lungofiume fino al Duomo e l’isola dei musei. Salpiamo per una bella gita in battello sulla Sprea pagato 7eu con sconto grazie alla Welcome Card. Consente una panoramica della citta’ da un punto di vista alternativo e ti forniscono l’audio guida in italiano, ne vale davvero la pena! Terminiamo la giornata cenando in una delle birrerie tipiche vicino all’hotel senza farci mancare una bella fetta di strudel con gelato.

Domenica 16 Ott. Sole

La citta’ e’ tranquilla, poco traffico. Piccola nota sul funzionamento dei semafori: lavorano in differita. Si accende l’Omino Verde che Cammina e partite, approdate sani e salvi a meta’ carreggiata dove un secondo Omino Verde che Cammina invita a superare i binari del tram; manca poco, l’ultimo tratto di carreggiata ed e’ fatta! Ma il terzo Omino Verde che Cammina viene scalzato dall’Omino Rosso Con le Braccia Spalancate, ora avete i secondi contati e i motori rombano, quindi per attraversare le strade in una volta sola dovrete correre! Per noi un deja vù che ci ha riportate a San Pietroburgo dove i semafori hanno dei timer che scandiscono con un conto alla rovescia i secondi di vita che ci rimanevano prima di essere travolte. Modestamente Roberta ed io deteniamo il record di corsa in staffetta sulle strisce pedonali russe! La metropolitana non e’ cosa per pochi qui a Berlino; noi sprovvedute, dopo esserci perse per i primi due giorni tra colori e lettere e numeri nei sotterranei, ci siamo affidate ai bus. Consigliatissimi sono il 100 e il 200. Si puo’ prendere prima uno e poi l’altro nella stessa giornata per farsi un’idea delle distanze. Senza traffico impiegano 30 minuti a terminare il giro e, parte qualche fermata in comune, compiono 2 percorsi differenti e toccano tutti i siti di interesse turistico. Datemi retta, risparmierete tempo e fatica! Comunque oggi siamo andate al muro o meglio ai murales e abbiamo passeggiato fino al ponte Oberbaumbrücke poi con i mezzi ci siamo spostate nella super modernissima Postamerplatz. Vi sconsiglio di spendere 3euro per il Panoramapunkt. Si prende un ascensore, la cui velocita’ di salita vi fara’ sanguinare il naso. In cima troverete meta’ piano occupato da un bar e meta’ percorribile osservando il panorama attraverso una fitta grata e visitando la galleria fotografica che testimonia la costruzione della piazza dal nulla ad oggi. Ma se non siete fanatici di architettura urbanistica e di forti emozioni evitate questa spesuccia. Nella piazza si trova un altro pezzo di muro pasticciato e ricoperto da cicche masticate! Pranziamo nel bar che fa angolo dall’altra parte della strada, la fortuna ci assiste e anche oggi la giornata e’ bellissima cosi’ occupiamo i tavolini all’esterno, ci serviamo dell’acqua gratuita che spilliamo da un erogatore all’interno del locale. Questa cosa e’ molto importante perche’ normalmente la “mezza d’acqua” a Berlino costa da 1,80 a 3,00 euro! Da Postdamer ci spostiamo al Monumento sull’Olocausto. Inutile dirvi di cosa si tratti, e’ noto a chiunque. Noi l’abbiamo visto di giorno con un bel sole novembrino e sembrava di stare in un parco giochi dove molti ragazzi si divertivano a rincorrersi e a saltare da una stele all’altra rischiando qualche frattura scomposta. Un’amica berlinese ci assicura che visto di notte con le luci artificiali la sensazione e’ tutt’altra. Prossima fermata Porta di Brandeburgo e Reichstag. La piazza che si apre dietro al porta e’ invasa di turisti e saltimbanchi, anche il prato di fronte al Reichstag ospita famiglie e coppie che si godono la giornata tiepida. Il parlamento e’ un edificio imponente e complesso. Le file per visitare la cupola di vetro sono infinite e noi decidiamo di rimandare a Martedi’ la salita. Erroraccio! Perche’ nessuna guida diceva che la prenotazione via internet o tramite telefono e’ obbligatoria e noi l’ abbiamo scoperto troppo tardi! Proseguiamo per Check Point Charlie. Ecco io ora devo richiamare a raccolta la mia educazione per non dire parolacce, ma e’ dura riuscire a non insultare questa terribile trappola turistica che consiste in un gabbiotto con dei finti sacchi di sabbia sui quali ci sono dei finti cappelli da soldato e dove un finto soldato mette in atto uno stupido show cercando di convincerti a fare delle foto con lui. La gente basita lo osserva come fosse una nuova specie di mammifero bipede che compie una danza propiziatoria all’avvento degli alieni. Vale solo la pena di visitare il museo del terrore e comprare le calamite nei negozi dei dintorni che sono le piu’ belle ed economiche; infatti Roberta mi ha rinfacciato fino a… anzi ancora non ha smesso di rinfacciarmi… di averle impedito di acquistarle lì! Nei dintorni di Checkpoint si trova la piazza del mercato della gendarmeria o meglio Gendarmenmarkt che ho trovato bellissima! Piccola, intima, chiusa su due lati da due belle chiese e al centro il teatro

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