Passeggiata per il Belgio

Un paio di giorni per conoscere il Belgio, il suo meteo variabile, l'effetto della doppia frittura delle patatine sul nostro fegato, il suo famoso cioccolato e i palazzi del centro dell'Europa

  • di Pikalandi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

“Come mai in Belgio?”. Domanda lecita da parte degli amici e colleghi, e la risposta in realtà sta nella voglia che io e la mia ragazza avevamo di fare un weekend fuori-porta ed i bassi prezzi dei voli per Bruxelles, così troviamo con Air Brussel orari perfetti (partenza all’alba del sabato, ritorno in serata di domenica) e si va. Il programma è semplice: due giorni per vedere tutto di Bruges e della capitale belga, così prenotiamo una stanza al vecchiotto ma centralissimo Hotel Opera e compriamo online il biglietto per il treno per Bruges.

Passano un paio di mesi ed atterriamo a Bruxelles Zavantem (l’aeroporto vicino alla città, diversamente da Charleroi), collegato a a Gare Central da un veloce treno suburbano; lasciamo i trolley in hotel e riprendiamo subito il treno per Bruges, passando l’ora di viaggio a guardare fuori dal finestrino per vedere… il nulla! Nel vero senso della parola, al di fuori delle grandi città il Belgio è una distesa di grandi campi e vasti pascoli intramezzati da qualche fattoria qua e là, pianure popolate da molte più mucche che persone. Arriviamo a Bruges e l’atmosfera che si respira è già diversa dalla capitale: pochissime auto, grandi spazi d’acqua, dominio di architetture medievali. Il centro città è elegante e non grandissimo, perfetto per visitarlo camminando tra scorci davvero belli; uscendo dalla stazione ci si imbatte subito nel laghetto di Minnewater, dove è possibile scattare le migliori foto della vacanza grazie ai bellissimi riflessi, mentre proseguendo poi verso il centro ci si imbatte nel bel complesso di Begijnhuisje e nei tanti ponti pedonali che tagliano il canale principale della città. Visitiamo l’imponente cattedrale di San Salvatore e ci fermiamo nell’adiacente friggitoria Chez Vincent per la prima “visita” gastronomica del weekend a base di crocchette di formaggio, bastoncini di pollo e per finire le famosissime e buonissime patatine fritte del Belgio, arricchite da diverse salsine fatte in casa. Appesantiti ma rinvigoriti dal pranzo, visitiamo le due piazze principali della città, la bellissima Markt ampia e colorata, e la più stretta e signorile Burg. Concludiamo la visita a Bruges girovagando per i canali, per i ponti e per le botteghe di questa città davvero carina, tornando lentamente verso il treno per Bruxelles.

Arriva la sera, è sabato ed in tv c’è la finale di Champions, mentre in strada per il centro c’è tanta gente, a cui poi si aggiungono anche festosi diversi tifosi del Real Madrid, mentre ad su ogni tavolino di bar non mancano molte birre. La posizione del nostro hotel è eccezionale ed in 2 minuti siamo alla Grand Place, che col buio e tutto illuminato è davvero molto suggestiva nel mille riflessi delle finestre e delle decorazioni dorate.

Il giorno successivo lo dedichiamo alla visita dei monumenti più importanti della città; iniziamo dalla Grand Place che anche al mattino è molto elegante, e per fortuna il cielo azzurro ci fa compagnia e non è affatto scontato: la variabilità del meteo in Belgio è massima, anche a causa della relativa vicinanza del Mare del Nord, per cui in mezz’ora il tempo può cambiare completamente passando da calma e sole a nuvole e vento; noi comunque siamo stati fortunati. Facciamo una sosta davanti alla piccola e famosa statuetta del Manneken Pis, il bambino che bellamente fa pipì nella fontana davanti, spostandoci poi verso le aiuole di Monts des Arts, la cattedrale ed il mercatino dell’antiquariato di Sablon ed infine qualche foto davanti all’imponente Palazzo Reale. Il nostro tour prevede poi la visita al quartiere istituzionale di Maelbeek, nel frattempo sferzato dal vento, per scattare fotografie al palazzo della Commissione Europea e poi al Parlamento Europeo, presso cui è possibile fare una piccola visita “dicattica”. Unica difficoltà durante il giro del quartiere: assoluta mancanza di indicazioni turistiche per muoversi tra un palazzo e l’altro. L’ultima tappa del nostro giro di Bruxelles prevede invece di prendere la metro fino al quartiere dell’Heysel, per andare a passeggiare davanti all’Atomium, la scultura di metallo a forma di atomo simbolo di Bruxelles e molto più grande dal vivo di quanto immaginassimo; il cielo è tornato azurro nel frattempo ed anche qui scattiamo belle foto. Torniamo infine nel centro città, assaggiamo un ottimo kebab (Bruxelles è multietnica e piena di ristoranti arabi, ma anche greci, italiani, asiatici) ed proviamo un waffle pieno di cioccolato e panna in uno dei tanti negozi di dolci, compriamo il famoso cioccolato da portarci a casa e arriva l’ora di muoverci verso l’aeroporto per tornare in Italia

Qualche considerazione finale

Con orari dei voli ottimali e tanta voglia di camminare, la visita di Bruges e Bruxelles può essere benissimo svolta in due giorni come fatto da noi, mentre volendo fermarsi una notte di più si può prendere la vacanzina con più calma e magari annettere anche Gand al tour, posta a metà tra le due città da noi visitate. Il Belgio non offre certo nulla di assolutamente imperdibile, ma è piacevole passeggiare in un ambiente multiculturale in cui ognuno può sentirsi a casa, assaggiare waffles e patatine fritte, bere birra blanche a qualche tavolino, ed approfittando dei bassi prezzi dei voli per Bruxelles, è un’ottima destinazione per un weekend di gita europea fuori porta. Au revoir!

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