Bruxelles e Anversa: zingarata di due giorni
La zingarata di due giorni nasce last minute per accompagnare un’amica a un convegno ad Anversa approfittandone per passare a trovarne un’altra che vive a Bruxelles da un annetto.
Voliamo Brussels Airlines su una trappola di aereo che entrambi i piloti guidano con estrema disinvoltura - cosa che mi ribalta un po’lo stomaco - ma per fortuna da Torino il volo dura solo 1 ora e 20 minuti scarsi.
Dormiamo da Claudia che ci viene a prendere in aeroporto (non male, il National, ottimo per lo shopping alcolico al ritorno in caso di solo bagaglio a mano) e al mattino partiamo presto per raggiungere in tempo la sede del convegno ad Anversa. I treni partono con una frequenza impressionante e, manco a dirsi, sono abbastanza puntuali. Il biglietto sull’interregionale costa 13 euro A/R con un viaggio di 50 minuti circa.
Arrivate a destinazione, accompagno Paola al suo convegno e comincio a gironzolare un po’a caso in quanto la mappa della guida che mi ha fornito Claudia riguarda solo il centro storico e la stazione ne e’ al di fuori (circa a 2 km).
Se lo si vuole raggiungere a piedi – conviene, secondo me, é una passeggiata gradevole – bisogna uscire dalla stazione dall’ingresso principale – girandosi per rimirarne la facciata in ferro battuto rossa, bellissima – e andare sempre dritto seguendo il flusso del movimento principale delle persone...proseguendo sulla sinistra come ho fatto io, costeggiando la stazione, si finirebbe invece in una zona tristissima e grigia con una fila interminabile di negozi che vendono solo diamanti (scopro in questa occasione che Anversa batte l’Olanda nel commercio delle pietre preziose), davvero deprimente.
La cattedrale si raggiunge in una ventina di minuti ed è un bel colpo d’occhio anche se la piazzetta su cui si affaccia è molto piccola...il campanile peró svetta su tutte gli splendidi palazzi della Grote Markt lí a due passi (caratterstica la fontana di Brabo, l’eroe nazionale che regge la mano recisa al gigante Antigone) e le foto si sprecano. Decisamente meno validi gli interni (l’ingresso si paga 5 euro, ma nella zona della preghiera si puó ammirare almeno la navata centrale, secondo me basta e avanza).
Dalla Grote Markt arrivare al porto è un attimo e ci sono alcune comode passerelle sulle quali costeggiare il fiume, lo Schelda, osservando le chiatte che lo attraversano.
Torno indietro e mangio in un locale alle spalle della cattedrale che ha una delle mie birre preferite, la Grimbergen, alla spina; si chiama Brasserie De Post e si trova in Groenplaats. Un ottimo pollo al curry con riso (non sarà tipico ma mi piace moltissimo e la porzione è abbondante!), birra e un enorme caffè per 21.50 euro.
Siccome nel frattempo è uscito un pó di sole ne approfitto per gironzolare a caso in questa zona con la testa per aria, visto che perdersi è impossibile (il campanile permette di ritrovarsi sempre alla cattedrale) e palazzi – e cioccolaterie! – davvero incantevoli.
Ritorno nel primo pomeriggio a Bruxelles e aspetto che Claudia esca dall’ufficio godendomi la splendida Grand Place, il Manneken Pis e la Galleria della Regina che sbuca a sinistra su una viuzza di ristorantini che vendono frutti di mare esposti in bella vista all’ingresso...sembra quasi Istambul, non Bruxelles! Claudia mi porta in giro per birrerie (ma quanto è buona la birra trappista!) e poi recuperiamo Paola alla stazione per andare a cena allo Spinnekopke, in Place du Jardin aux Fleurs 1 (le vie di Bruxelles hanno dei nomi poeticissimi!), dove mi gusto delle ottime cozze al curry con patatine fritte innaffiate dall’ennesima birra locale, per pagare poi 88 euro in 3 con anche un gelato enorme diviso fra di noi